Gesù ci insegna che la strada del cristiano è il martirio

Gesù ci insegna che la strada del cristiano è il martirio

Il martirio è una parte fondamentale della testimonianza cristiana, ha detto Papa Francesco nel corso dell’omelia di oggi, 11 maggio 2015, nella Cappella della Residenza Casa Santa Marta.

Prendendo spunto dalle Letture del giorno (Gv 15, 26 – 16,4) il Santo Padre ha fatto notare come Gesù prepari i suoi discepoli allo scandalo delle persecuzioni e allo scandalo della Croce. Questi sono tanto più uno scandalo, se li consideriamo nell’ottica ebraica del Messia come liberatore e Re, e che chiedevano segni.

Anche “oggi siamo testimoni di questi che uccidono i cristiani in nome di Dio, perché sono miscredenti, secondo loro. – ha proseguito il Santo Padre – Questa è la Croce di Cristo“. Nonostante siano trascorsi ormai più di duemila anni, ancora il messaggio di Gesù genera scandalo e vengo alla mente le parole, dette da Gesù stesso, «Faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me».

«Questo che è accaduto a me – dice Gesù – accadrà anche a voi – le persecuzioni, le tribolazioni – ma per favore non scandalizzatevi; sarà lo Spirito a guidarci e a farci capire», ha detto Papa Francesco. Noi cristiani oggi guardiamo l’esempio di quei fedeli copti “che sono stati sgozzati sulla spiaggia perché cristiani” e vediamo la forza dello Spirito Santo. Quei cristiani “non si sono scandalizzati” perché lo Spirito Santo ha dato loro forza: Essi “morivano col nome di Gesù sulle labbra“. Questa è “la forza dello Spirito. La testimonianza. – ha detto – È vero, questo è proprio il martirio, la testimonianza suprema“.

Cosa ci insegna il loro esempio? Ci dice che “un cristiano che non prende sul serio questa dimensione ‘martiriale’ della vita non ha capito ancora la strada che Gesù ci ha insegnato – ha concluso Papa Francesco – strada ‘martiriale’ di ogni giorno; strada ‘martiriale’ nel difendere i diritti delle persone; strada ‘martiriale’ nel difendere i figli: papà, mamma che difendono la loro famiglia; strada ‘martiriale’ di tanti, tanti ammalati che soffrono per amore di Gesù“.

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8 Commenti

Vincenzo Valdella il 16 maggio 2015 alle 7:37 am.

Il martirio che Gesù insegnava e tuttora insegna a chi vuole seguire la sua strada, i suoi insegnamenti non è una vita di sofferenze ma una vita vissuta dignitosamente. Se si considera “DIGNITOSAMENTE” con educazione, rispetto del prossimo, rispetto di se stesso, rispetto per il creato. In quanto è da questo che traiamo quanto ci serve per vivere la vita terrena e per cui avere cibi che ci diano vita e non malattie. Il martirio che insegnava Gesù va intrapreso che non si deve fare di ogni difficoltà che la vita quotidiana ci pone un pretesto per abbandonarsi a una vita dilatatoria e comportamenti non conformi agli insegnamenti Divini. La vita di un cristiano si deve paragonare a una attività sportiva. Allenamenti duri per avere la possibilità di salire sul podio dei premiati. Una costante arrampicata, contro corrente, per raggiungere le vette più alte e dissetarsi alla fonte pura dove sgorga acque cristallina, non inquinata, fonte di vita. Chi accetta di scendere verso valle lasciandosi trasportare dalle correnti, piuttosto che lottare per risalirle, si trova inevitabilmente in un mare immenso milioni di metri cubi di acque non idonee a risolvere i problemi della sete per cui si incontra la morte certa e non la vita. Non si deve pensare solo ad accumulare ricchezze, desiderando che tutto quello che si tocca diventi oro. “RE MIDA”. Ci si deve accontentare di quanto si necessita per vivere. Non distrarsi da una vita corretta solo per avere delle cose superflue, non indispensabili. tutte le ricchezze accumulate e depositate in banca sono dei numeri immaginari. Se si eliminano le spese non necessarie, indispensabili alla vita, si vive meglio e vi sono meno affanni. Come dire il più storpia. La convivenza dei popoli deve essere cercata e non imposta affinché la pace duri e la vita sia migliore per tutti e vissuta dignitosamente.

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Ivana Barbonetti il 17 maggio 2015 alle 7:20 am.

Vincenzo, grazie per la semplicita’ in cui hai esposto principi di vita che condivido.Preghiamo per l’illuminazione di ogni essere umano affinche’ li condivida, sopratutto, li viviamo. Grazie, Ivana Barbonetti.

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Giuseppe Alari il 15 maggio 2015 alle 1:59 pm.

Caro Papa Francesco sono d’accordo con te che i martiri: essi sono come il seme gettato nella terra; però meglio sarebbe lasciarli vivere il tempo necessario per divulgare il Vangelo? Oppure io sto sbagliando, ancora nel cercare la vita in questa terra? Invece meglio è lasciarsi martirizzare? Certamente il primo martire San Stefano, ha dato testimonianza di Gesù Cristo, ed imitarlo è onorevole, ma poco conveniente per la vita che dev’essere rispettosa del prossimo? Vero è che, vivere anche 1.000 anni in questa terra non è mai paragonabili ad un solo istante in Paradiso. Maria dice che la vita è meno che un battito di ciglia? Ed io ci credo, se lo dice la nostra Regina del Cielo e della terra, per quale ragione io ho, di dubitare? Credo oggi ma domani quando sarò, io spero, tra le sue braccia amorevoli, Ella mi farà conoscere tutto quello che sta in cielo! Termino con un ciao a presto

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teodora il 13 maggio 2015 alle 7:05 pm.

Quando la sofferenza è continua a causa degli abusi altrui è difficile da tollerare.
Quando si soffre perché la verità è nascosta da profitti personali e si spera nell’aiuto di Dio, ma nulla cambia, è difficile da tollerare.
Quando l’ipocrisia finalizzata al profitto personale ti giunge proprio da chi dovrebbe dare esempio concreto di quanto personalmente predica, è difficile da tollerare.
Quando penso agli atroci supplizi della crocifissione di Gesù Cristo, soffro profondamente, mo semto mancare e sinceramente penso che si sarebbe potuto evitare, se non fosse stato consentito al Male di farla ancora da padrone.
Quando penso alla strage degli innocenti, il cuore mi scoppia e penso ancora che che il Male è troppo libero di strafare.
La vita è un dono di Dio, che non dovrebbe diventare supplizio per piacere del Male.

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Giorgio il 12 maggio 2015 alle 9:07 am.

Gesù mio e Dio mio, amore.

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Elio il 11 maggio 2015 alle 11:02 pm.

Caro Papa Francesco, mi trovo sempre d’accordo con quanto tutti i giorni ci comunichi, io spero che tu possa vivere a lungo questa esperienza perché senza il tuo pontificato non so dove sarebbe finita la chiesa cattolica e le sorti del mondo intero. Tu ci comunichi quanto Gesù ci comunicherebbe se fosse in mezzo a noi, ma Egli è vicino a noi per mezzo della tua testimonianza. Grazie soprattutto perché fai aumentare la nostra fede giorno per giorno. Un abbraccio fraterno con lo spirito di Cristo Gesù!

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patrizia zappalà il 11 maggio 2015 alle 10:50 pm.

Si caro Papa Francesco mi tocca ogni giorno perchè il mio lavoro è stare con gli ammalati con la sofferenza e spesso ricorro con umile serva alla consolazione con parole di fede nei confronti degli stessi ammalati e dei parenti che gli stanno vicini mi è anche capitato che svolgendo il mio lavoro di fisioterapista spesso si scambia qualche parola e stando con loro ai loro piedi del letto hanno il crocifisso ho una immagine sacra ed io spontaneamente gli dico di rivolgersi e di affidare al nostro Gesù e di offrire le pene a colui che fu messo in croce per noi …per la nostra saluezza …ma cosa che mi ha fatto sorridere è stata che qualche paziente dopo aver terminato la terapia aveva detto ai superiori di essere dispiaciata di non poter più vedermi anche perchè parlavo loro di fede e speranza …sono stata ripresa dai miei superiori dicendo che non aurei douuto farlo dentro di me subito pensai Gesù e proprio alla predicazione del vangelo di oggi …ero proprio contenta di essere stata perseguitata in none e per Gesù continuerò tanto sono convinta che egli mi guida e mi fortifica una santa notte

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Ivana Barbonetti il 11 maggio 2015 alle 8:19 pm.

DIO TI BENEDICA E PROTEGGA SANTO PADRE FRANCESCO, e’ vero che ancora oggi ci si “scandalizza” davanti alle sofferenze; perche’ DIO mi ha punito con questo?! dimenticando che LUI ci aveva avvertiti. Ma ci sono anche persone che non si lamentano, con grande dignita’ portano la loro croce dietro a GESU’, ho avuto la grazia di conoscerle, sono state e sono per me un’incoraggiamento. DIO dia la forza a tutti noi di non “scandalizzarci”.
Ivana Barbonetti

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