Le false speranze ci rubano la libertà: come riconoscerle

Le false speranze ci rubano la libertà: come riconoscerle

La speranza, sperare nel futuro, credere nella vita, è un bisogno primario dell’uomo – ha detto Papa Francesco durante la Udienza Generale di oggi – Ma è importante mettere la nostra speranza in quello che può veramente aiutare a vivere e dare senso all’esistenza.

Le Scritture ci mettono in guardia contro le false speranze che il mondo presenta, denunciando il paradosso dei suoi idoli. L’uomo, nella ricerca di sicurezze tangibili e concrete, soccombe alla tentazione di consolazioni effimere – denaro, alleanze con il potente, mondanità, false ideologie – che sembrano riempire il vuoto della solitudine e alleviare la fatica del credere.

Il Salmo 115 descrive in modo suggestivo la realtà assolutamente effimera di questi idoli. Ci avverte che chi mette la speranza in loro finisce per essere come loro: immagini vuote che possiedono mani che non toccano, piedi che non camminao e bocche che non parlano. Non si ha nulla da dire, si diventa incapaci di aiutare, cambiare le cose, sorridere, donarsi, amare. L’uomo, invece, deve essere immagine di Dio, confidando e sperando nella Sua grazia e nella Sua benedizione.

Il Mondo ci offre tante speranze contraffatte, che invece di ‎darci fiducia e sicurezza ci strappano la libertà, trasformandoci in ‎puri schiavi di esse. Gli idoli, come la droga, ci promettono gioia per ‎rubarci la libertà. – ha concluso Papa Francesco durante i saluti – Per questo, la cura dalla schiavitù degli idoli ‎consiste innanzitutto nel riconoscerli, nel decidere di liberarcene, ‎nel coraggio di abbandonarli‏ ‏e soprattutto nel porre la nostra ‎speranza nel vero Dio vivente, Gesù Cristo, l’unico Salvatore ‎dell’umanità.

Vi invito a mettere pienamente la vostra fiducia nel Signore, affinché la vostra vita sia una esplosione di lode a Dio, vivo e vero, che per noi è nato da Maria, morto sulla croce e risorto nella gloria. Il Signore vi ‎benedica ‎tutti!‎

Queridos hermanos y hermanas:

La esperanza, esperar en el futuro, creer en la vida, es una necesidad primaria del hombre. Pero es importante que pongamos nuestra confianza en lo que verdaderamente pueda ayudar a vivir y dar sentido a la existencia.

La Sagrada Escritura nos advierte contra las falsas esperanzas que el mundo presenta, denunciando la paradoja de sus ídolos. El hombre, al buscar seguridades tangibles y concretas, cae en la tentación de las consolaciones efímeras —dinero, alianza con los potentes, mundanidad, falsas ideologías— que parecen colmar el vacío de soledad y mitigan el cansancio de creer.

El salmo 115 describe de modo sugestivo la realidad absolutamente fugaz de estos ídolos. Advierte que quien pone la esperanza en ellos termina siendo como ellos: imágenes vacías con manos que no tocan, pies que no caminan, boca que no puede hablar. No se tiene nada que decir, se es incapaz de ayudar, cambiar las cosas, sonreír, donarse, amar. El hombre en cambio ha de ser imagen de Dios, confiando y esperando en su gracia y bendición.

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Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los venidos de España y Latinoamérica. Los invito a poner plenamente su confianza en el Señor para que de su vida brote la alabanza al Dios vivo y verdadero, que por nosotros nació de María, murió sobre la cruz y ha resucitado en la gloria. Muchas gracias.

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