San Pietro Claver testimone di carità al di là di tutte le lingue

Il Santo Padre recita la preghiera dell’Angelus a Cartagena, davanti alla chiesa di San Pietro Claver, il suo pensiero va alla popolazione del vicino Venezuela, sconvolta dalla violenza esprimendo “vicinanza ad ognuno dei figli e delle figlie di quella amata nazione, come pure a coloro che hanno trovato in questa terra colombiana un luogo di accoglienza”. Da questa città, “sede dei diritti umani faccio appello affinché si respinga ogni tipo di violenza nella vita politica e si trovi una soluzione alla grave crisi che si sta vivendo e che tocca tutti, specialmente i più poveri e svantaggiati della società”.

All’inizio della preghiera il Papa aveva ricordato come il Signore sempre prediliga i deboli e gli umili, come ad esempio Maria Ramos, la donna che accolse l’immagine della Vergine di Chiquinquirá, venerata dai colombiani. Continuando il suo discorso sulla figura di San Pietro Claver che, ha detto, ci ha testimoniato che “la carità va al di là di tutte le lingue”. Egli, ha rammentato, “aspettava le navi che arrivavano dall’Africa al principale mercato di schiavi del nuovo mondo”. San Pietro Claver sapeva che “il linguaggio della carità e della misericordia era capito da tutti”. Di fatto, “la carità aiuta a comprendere la verità e la verità esige gesti di carità. Le due cose non possono essere separate, vanno insieme”. E, ha sottolineato, “quando sentiva ripugnanza verso di loro, perché arrivavano, questi poveretti, in uno stato che era davvero ripugnante, Pietro Claver baciava le loro piaghe”.

Questo Santo, ha quindi aggiunto, “è morto abbandonato, si sono dimenticati di lui, e ha trascorso gli ultimi quattro anni della sua vita malato e nella sua cella, in uno spaventoso stato di abbandono”. Ma Dio, ha concluso, non lo ha dimenticato, “lo ha ricompensato in un altro modo”. San Pietro Claver “ha testimoniato in modo formidabile la responsabilità e l’attenzione che ognuno di noi deve avere per suoi i fratelli”.

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1 Commento

Leo d'Alessandro il 11 settembre 2017 alle 4:41 pm.

Non si capisce chi sono questi preti africani sui quali i Preti sono concordi nel dire: non conoscono una parola di latino o non hanno frequentato il seminario. Chi sono tutti quei travestiti che confessano, dicono messa e amministrano i sacramenti ??? Chi li conosce ??? Dicono che sono imprudente, perché testimonio le cose cattive come queste che poi si aggravano. Ritengo che se le intenzioni sono buone, il frutto è buono, ma il demonio non si fa da parte. Ritengo che ogni buon cristiano non tiene conto della forza dell’avversario. Non so se sto sbagliando tutto, ma cerco di fare del mio meglio come posso, perché nessuno mi guida

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