Umiltà, vicinanza e coerenza fanno autorevole la testimonianza

Umiltà, vicinanza e coerenza fanno autorevole la testimonianza

Papa Francesco, durante la omelia di oggi, ha sottolineato tre atteggiamenti dell’insegnamento di Gesù che lo distinguevano dai sacerdoti dell’epoca e che gli conferiscono quell’autorità che tanto stupiva la gente, come racconta il Vangelo di oggi. Essi sono l’umiltà, la vicinanza e la coerenza.

Gesù, ha detto Bergoglio, capovolge il modo di insegnare la Legge: non solo nella sostanza ma anche nei modi. Infatti, racconta la Scrittura Gesù “insegnava con umiltà”, indicando come il modo giusto per insegnare non sia la “psicologia dei principi” ma l’ “atteggiamento del servitore“. E il cuore di questo è proprio l’insegnamento “il più grande sia come quello che serve: si faccia il più piccolo”.

Gesù serviva la gente, spiegava le cose perché la gente capisse bene: era al servizio della gente. Aveva un atteggiamento di servitore, e questo dava autorità. – ha sottolineato il Papa – Invece, questi dottori della legge che la gente … sì, ascoltava, rispettava ma non sentiva che avessero autorità su di loro, questi avevano una psicologia di principi: ‘Noi siamo i maestri, i principi, e noi insegniamo a voi. Non servizio: noi comandiamo, voi obbedite’. E Gesù mai si è fatto passare come un principe: sempre era il servitore di tutti e questo è quello che gli dava autorità“.

Oltre all’umiltà, l’insegnamento di Gesù si caratterizza anche per la vicinanza: Gesù era vicino alla gente, non solo spiritualmente, ma anche materialmente. “Gesù non aveva allergia alla gente: toccare i lebbrosi, i malati, non gli faceva ribrezzo” – ha detto il Vescovo di Roma. In parole povere, Gesù non aveva una “psicologia clericalista” come i sacerdoti del tempo che “erano staccati dalla gente, non erano vicini; Gesù era vicinissimo alla gente, e questo dava autorità“.

La terza caratteristica, infine, del modo di insegnare di Gesù è la coerenza: Gesù “viveva quello che predicava”. Nel modo di fare di Gesù non vi era spazio per la ipocristia e neppure per atteggiamenti di convenienza. A differenza, invece, dei sacerdoti dell’epoca i cui insegnamenti non erano cattivi ma erano completamente difformi dal loro modo di operare, nel comportamento di Gesù “c’era come una unità, un’armonia fra quello che pensava, sentiva, faceva”.

Ci farà bene, oggi, riflettere su questo e domandarci se anche noi, nella nostra vita siamo umili con i nostri prossimi e le persone che ci circondano, siamo vicini a loro nel momento del bisogno e anche nei momenti di felicità e, infine, se siamo coerenti tra quanto professiamo e quanto viviamo.

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1 Commento

Celia Iniesta Solano il Notice: Undefined variable: comment_ID in /var/www/clients/client182/web3515/web/wp-content/themes/undedicated/functions.php on line 209 11 gennaio 2017 alle 10:22 pm.

Buenas noches , Santo Padre :

Creo, que Jesús, en ningún momento se creía superior a nadie. Tuvo, Tenía y tiene el poder de la Humildad. Jesucristo podía ver las almas , sentir su dolor como propio. Él, Cristo había sentido , visto la grandeza de Nuestro Dios Padre Todopoderoso. Y eso como ser humano que fue, te hace sentir lo insignificante ,lo pequeños que somos ante la Grandeza del Señor. No nacerá otro como Cristo, el Hijo de Dios, que vino a salvarnos, y el mundo lo condenó. Yo le pido a Dios que me conceda el don de la humildad y que no me deje desviarme de su luz, los peligros son muchos, hay que ser cautelosos. Como dice usted , los que siguen a Cristo son odiados,perseguidos y a veces ignorados. El mundo aún no está preparado para la verdad , sólo unos pocos lo están. Algunas almas viene a la Tierra con tan sólo una misión: Servir. Las envía Dios, estoy segura.

Gracias.

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