La gelosia, il risentimento, l’amarezza non sono cristiane

Non permettiamo ai piccoli risentimenti, alla gelosia di crescere e rovinare la fratellanza nel mondo: prendendo spunto dalla vicenda di Caino e Abele, che il cui rapporto di fratellanza termina con l’uccisione di Abele per mano di Caino proprio per colpa delle gelosie, Papa Francesco, ha sottolineato l’importanza di bloccare fin da subito tali sentimenti.

Le gelosie non sono cristiane e la prima Lettura di oggi, tratta dalla Genesi, che parla di Caino e Abele, ci insegna proprio questo: quella che doveva essere “una fratellanza che doveva crescere, essere bella“, invece “finisce distrutta“. Perché succede questo? Tutto comincia “con una piccola gelosia”: infatti sappiamo che l’uccione di Abele origina dal fatto che Caino è irritato perché il suo sacrificio non è gradito a Dio.

Quante volte succede anche a noi di iniziare nutrire un piccolo risentimento verso i nostri fratelli e fare come Caino, lasciandolo “cucinare dentro di sé questo sentimento, ingrandirlo, lasciarlo crescere“. Pensiamoci bene, ha sottolineato Francesco, questo peccato che Caino farà dopo, nasce proprio dalla gelosia, potremmo dire “che è accovacciato dietro il sentimento. E cresce. Cresce. Così crescono le inimicizie fra di noi: cominciano con una piccola cosa, una gelosia, un’invidia e poi questo cresce e noi vediamo la vita soltanto da quel punto e quella pagliuzza diventa per noi una trave, ma la trave l’abbiamo noi“.

La gelosia, ha spiegato Bergoglio, “distrugge il legame di fratellanza, distrugge la fraternità” e dobbiamo imparare molto da questo racconto, poiché “questo che è successo all’inizio, accade a tutti noi, la possibilità; ma questo processo dev’essere fermato subito, all’inizio, alla prima amarezza, fermare. L’amarezza non è cristiana… Il risentimento non è cristiano… Quante inimicizie, quante spaccature”.

In tal senso la domanda che Dio rivolge a Caino rimane impressa nella nostra mentre, perché è la stessa domanda che rivogle a ognuno di noi quando ci abbandoniamo a questi sentimenti: “Dov’è Abele, tuo fratello?”. La risposta di Caino “è ironica”: “Non so: sono forse io il custode di mio fratello?” – ha concluso Papa Francesco – “Sì, tu sei il custode di tuo fratello” […] Il Signore oggi ci aiuti a ripetere questa sua domanda: “Dov’è tuo fratello?”, ci aiuti a pensare a quelli che “distruggiamo con la lingua” e “a tutti quelli che nel mondo sono trattati come cose e non come fratelli, perché è più importante un pezzo di terra che il legame della fratellanza“.

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4 Commenti

Santa Arre il 15 Febbraio 2017 alle 2:45 pm.

…Riflessioni pedagogiche QUESTE di Santo Padre che tornano sempre VITALI, di ritorno a impattarsi con scelte e decisioni e LIBERTÀ mai esauribili di esami che rendono… esprimono VERITÀ dell’Uomo e del suo Tempo storico …di sentimenti ”per testimonianza ” che CREDO solo la CROCE redime !

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Celia Iniesta Solano il 14 Febbraio 2017 alle 2:04 pm.

Buenos días, Santo Padre.

Que situaciones más desagradables; que por nadie pase;todos los seres humanos hemos sentido alguna vez, estos sentimientos y emociones tan negativos que no nos conducen a nada bueno. Sólo a la destrucción. Dios nos libre de ello.

Bueno, ya he enviado el paquete postal que le dije: Esta Mañana. Son muchas cosas bonitas las que les envío. Espero que le guste.

Gracias Padre, por su luz.

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Stefano il 14 Febbraio 2017 alle 1:01 pm.

Santo Padre,
San Paolo nella lettera ai corinti prima ci parla delle gelosie tra noi cristiani e poi scrive l’inno alla Carità dicendo che non avrà mai fine.
Che cosa dobbiamo fare di fronte alle ingiustizie?

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Stefano il 14 Febbraio 2017 alle 1:01 pm.

Santo Padre,
San Paolo nella lettera ai corinti prima ci parla delle gelosie tra noi cristiani e poi scrive l’inno alla Carità dicendo che non avrà mai fine.
Che cosa dobbiamo fare di fronte alle ingiustizie?

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