Non c’è gioia cristiana quando si chiudono le porte

 

Papa Francesco in Cile a Iquique introduce subito la frase finale del vangelo del giorno: «Questo, a Cana di Galilea, fu l’inizio dei segni compiuti da Gesù». Il Vangelo mostra la prima apparizione pubblica di Gesù: né più né meno che in una festa. Il Vangelo è un costante invito alla gioia, fin dall’inizio l’Angelo dice a Maria: «Rallegrati». Rallegratevi, disse ai pastori; rallegrati, disse a Elisabetta, donna anziana e sterile…; rallegrati, fece sentire Gesù al ladrone, perché oggi sarai con me in paradiso. Continua »

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L’unità è un dono che va chiesto con insistenza per il bene della nostra terra e dei suoi figli.

 

Papa Francesco ringrazia Dio per averlo permesso di visitare l’Araucanía: terra benedetta dal Creatore con la fertilità dei immensi campi verdi, foreste colme di imponenti araucarie i suoi maestosi vulcani innevati, i suoi laghi e fiumi pieni di vita. Molte generazioni di uomini e donne hanno amato e amano questo suolo con gelosa gratitudine. Il Santo Padre inoltre saluta in modo speciale i membri del popolo Mapuche e gli altri popoli indigeni che vivono in queste terre australi: Rapanui (Isola di Pasqua), Aymara, Quechua e Atacama, e molti altri. Continua »

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Cercare Gesù, incontrare Gesù, seguire Gesù: questo è il cammino.

Papa Francesco all’Angelus espone il Vangelo di oggi che propone il tema della manifestazione del Signore. Giovanni il Battista indica Gesù ai suoi discepoli come «l’Agnello di Dio», invitandoli così a seguire Lui. E così è per noi: Colui che abbiamo contemplato nel mistero del Natale, siamo ora chiamati a seguirlo nella vita quotidiana. Il Vangelo odierno, dunque, ci introduce perfettamente nel tempo liturgico ordinario, un tempo che serve ad animare e verificare il nostro cammino di fede nella vita consueta, in una dinamica che si muove tra epifania e sequela, tra manifestazione e vocazione. Continua »

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Il silenzio consiste nell’ascoltare la voce del nostro cuore e dello Spirito Santo

 

Papa Francesco all’Udienza Generale di stamattina riprende il percorso di catechesi sulla celebrazione eucaristica: abbiamo visto che l’Atto penitenziale ci aiuta a spogliarci delle nostre presunzioni e a presentarci a Dio come siamo realmente, coscienti di essere peccatori, nella speranza di essere perdonati. Continua »

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Il battesimo del Signore conclude il tempo del Natale

 

Papa Francesco all’Angelus espone il tema del battesimo del Signore che conclude il tempo del Natale e ci invita a pensare al nostro battesimo. Il battesimo compiuto dal Giovanni Battista nel Giordano era un battesimo di penitenza: quanti vi si accostavano esprimevano il desiderio di essere purificati dai peccati. Continua »

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Ricerca premurosa, indifferenza o paura?

 

Papa Francesco all’Angelus per la festa dell’Epifania del Signore ci introduce al Vangelo che ci presenta tre atteggiamenti con i quali è stata accolta la venuta di Gesù e la sua manifestazione al mondo. Il primo atteggiamento: ricerca, ricerca premurosa; il secondo:, indifferenza; il terzo: paura. Continua »

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Affido a Maria, Madre di Dio e Madre nostra, il 2018 appena iniziato

Papa Francesco all'Angelus: Gesù salva, cura e guarisce

 

Il primo gennaio il calendario cattolico celebra la solennità liturgica di Maria Santissima Madre di Dio, in questo primo giorno dell’anno solare, fissiamo lo sguardo su di lei per riprendere il cammino lungo i sentieri del tempo. Continua »

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Le famiglie custodiscano i figli in armonia col Signore

 

Papa Francesco all’Angelus: oggi celebriamo la Santa Famiglia di Nazaret, e il Vangelo ci invita a riflettere sull’esperienza vissuta da Maria, Giuseppe e Gesù in armonia col Signore e lo conferma il rito compiuto da loro con l’offerta del figlio Gesù a Dio. Il Vangelo dice: «Portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore», come richiedeva la legge mosaica. I genitori di Gesù vanno al tempio per attestare che il figlio appartiene a Dio e che loro sono i custodi della sua vita e non i proprietari. Come loro tutti i genitori dovrebbero custodire la vita dei figli, e non esserne proprietari, e devono aiutarli a crescere, a maturare. Continua »

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