Aiutarsi a vicenda genera speranza per un nuovo mondo

Nel prosieguo della catechesi Guarire il mondo, oggi all’Udienza generale Papa Francesco ha parlato del tema della speranza e della sussidiarietà, ovvero dell’aiuto e sostegno reciproco.

Per introdurre l’argomento ha citato Papa Pio XI il qualein una sua Enciclica “dopo la grande depressione economica del 1929 spiegò quanto fosse importante per una vera ricostruzione il principio di sussidiarietà . Tale principio ha un doppio dinamismo: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto” .

Ovvero: Da un lato, e soprattutto in tempi di cambiamento, quando i singoli individui, le famiglie, le piccole associazioni o le comunità locali non sono in grado di raggiungere gli obiettivi primari, allora è giusto che intervengano i livelli più alti del corpo sociale, come lo Stato, per fornire le risorse necessarie ad andare avanti.[…] Dall’altro lato, però, i vertici della società devono rispettare e promuovere i livelli intermedi o minori. Infatti, il contributo degli individui, delle famiglie, delle associazioni, delle imprese, di tutti i corpi intermedi e anche delle Chiese è decisivo. Questi, con le proprie risorse culturali, religiose, economiche o di partecipazione civica, rivitalizzano e rafforzano il corpo sociale”.

Per far capire meglio questo concetto ha portato un esempio recente: a causa del lockdown molti hanno avuto, e hanno, grosse difficoltà economiche, in questo caso lo Stato è intervenuto per aiutare. Ma per farlo ha dovuto rendersi conto di quello di cui aveva bisogno il popolo.

Quindi la sussidiarietà è un dialogo tra chi ha bisogno e chi può soddisfare questo bisogno offrendo i mezzi. “Il principio di sussidiarietà consente ad ognuno di assumere il proprio ruolo per la cura e il destino della società. Attuarlo dà speranza in un futuro più sano e giusto; e questo futuro lo costruiamo insieme, aspirando alle cose più grandi, ampliando i nostri orizzonti .O insieme o non funziona. […] La speranza è audace, e allora incoraggiamoci a sognare in grande.”

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