Cardinali non siate malinconici, ma nonni sognatori per i giovani

Cardinali non siate malinconici, ma nonni sognatori per i giovani

I cardinali devono essere come “nonni sognatori” per i giovani di oggi. E’ quanto ha detto Papa Francesco nella Messa celebrata stamattina nella Cappella Paolina in Vaticano. Il Pontefice in questa occasione ha affermato che essere vecchi nella Chiesa non significa essere gerontocrati, anzi, tutt’altro!

Prendendo ancora una volta Abramo come figura di riferimento, il Papa ha invitato a riflettere su come Abramo reagì all’investitura che gli diede il Signore: “Quando Abramo fu chiamato aveva all’incirca la nostra età: stava per andarsene in pensione. Eppure incominciò a quell’età. Un uomo anziano, con il peso della vecchiaia sulle spalle, con i dolori e le malattie. Ma lui ha reagito come fosse un giovanotto, come fosse uno scout! E a noi oggi il Signore dice lo stesso: ‘Alzati! Guarda! Spera!'”.

Ecco, cardinali che hanno un tale dinamismo e una tale euforia non possono essere gerontocrati: sono più semplicemente dei “nonni sognatori” per i più giovani. “Il Signore ci ha detto che non è giunta l’ora di fermarci. Il Signore – ha aggiunto il Papa – ci dice che la nostra storia è ancora aperta: è aperta fino alla fine, è aperta nell’ottica di una missione. E con questi tre imperativi ci indica la missione: ‘Alzati! Guarda! Spera!'”.

Ci sono forze, ha detto Francesco, che non vogliono bene alla Chiesa e che per farle dei torti dicono che i cardinali sono la gerontocrazia della Chiesa. Ma “è una beffa”. Chi dice così, ha detto il Santo Padre, “non capisce di cosa sta parlando”.

“Noi non siamo geronti: siamo dei nonni, dei semplici nonni. E se non sentiamo questo, dobbiamo chiedere la grazia di sentirlo. Dei nonni a cui i nostri nipoti guardano. Dei nonni che devono dare un senso alla vita con la loro esperienza. Nonni non malinconici, ma aperti. Noi siamo nonni chiamati a sognare e ad insegnare il valore del sogno alla gioventù di oggi, che ne ha tanto bisogno. Perché loro prenderanno dai nostri sogni la forza per profetizzare e portare avanti il loro lavoro”.

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2 Commenti

patrizia albanese il 29 Giugno 2017 alle 10:24 am.

I MIEI FIGLI HANNO AVUTO UNA NONNA CON CUI HANNO SOGNATO .QUESTO SAREBBE UN BUON ESEMPIO PER RIVOLGERSI AGLI ALTRI .CONSOLARLI ED ESSERE MISERICORDIOSI

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Ivana barbonetti il 28 Giugno 2017 alle 7:37 am.

Santo Padre, anche i nonni laici sono “invitati” a “mettersi” da una parte, perché non smanettiamo velocemente come loro su P.C. o Tablet, , siamo rimbambiti, nel farmi stampare uno scritto il ragazzo mi taccio’ di “arretratezza” elementare avendo usato l’apostrofo necessario in una frase, anche l’italiano hanno stravolto, queste non sono parole solo mie, ma un’allarme nazionale degli addetti in quanto non si parla e scrive correttamente in italiano. Io credo che possiamo parlare, spiegare ma soprattutto pregare che lo Spirito Santo apra menti e cuori, tutto scivola, da un’orecchio entra, senza lasciare tracce, attraversa il “cervello” e esce dall’altro, altrimenti non ci sarebbero liti, degrado consapevole dei rapporti umani, sociali, ambientali, ultima emergenza idrica, sono 30 anni che in molte regioni del sud ci sono emergenze idriche, se ne parla da 30 anni, cosa si e’ fatto? le persone si sono responsabilizzate nel non spreco? questo per far comprendere che veramente dobbiamo invocare lo Spirito Santo, cosi si capira’ che i nonni, dentro e fuori il clero, sono anziani con un grande bagaglio umano, culturale, affettivo, da aprire per conoscere, condividere, confrontare crescendo nel bene di tutto e tutti.

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