Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di mettere il morso alla lingua!

Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di mettere il morso alla lingua!

In preparazione della Pentecoste, Papa Francesco continua la sua catechesi sullo Spirito Santo: durante la Santa Messa di oggi, Bergoglio ha invitato i fedeli presenti a pregare affinché le comunità cristiane diventino unite e, a tal fine, ha consigliato di imparare a tener a freno la lingua.

L’unità delle comunità cristiane, delle famiglie cristiane, sono testimonianza“, ha detto Papa Francesco prendendo spunto dalla Lettura del Vangelo (Gv 17,20-26), “sono la testimonianza del fatto che il Padre abbia inviato Gesù” . Ciò nonostante non è facile mettere in pratica questa unità, tanto è che lo stesso Vescovo di Roma riconosce che “arrivare all’unità – in una comunità cristiana, in una parrocchia, in un vescovado, in una istituzione cristiana, in una famiglia cristiana – è una delle cose più difficili. La storia nostra, la storia della Chiesa, ci fa vergognare tante volte: ma abbiamo fatto le guerre contro i nostri fratelli cristiani! Pensiamo ad una, alla Guerra dei trent’anni“.

Con a mente la storia dei cristiani nei secoli passati “dobbiamo chiedere tanto perdono al Signore”, ha dunque aggiunto il Santo Padre, poiché la storia della Chiesa è “una storia tante volte di divisioni, ma non solo nel passato… Anche oggi! Anche oggi! E il mondo vede che siamo divisi e dice: ‘Ma che si mettano d’accordo loro, poi vediamo… Come, Gesù è Risorto ed è vivo e questi – i suoi discepoli – non si mettono d’accordo?’. Una volta, un cristiano cattolico chiedeva a un altro cristiano d’Oriente – cattolico pure: ‘Il mio Cristo resuscita dopodomani. Il tuo quando resuscita?’. Neppure nella Pasqua siamo uniti! E questo nel mondo intero. E il mondo non crede“.

Tuttavia l’unità non si costruisce con grandi proclami ma per mezzo di piccole azioni individuali: l’unità dei cristiani, l’unità della stessa parrocchia nella quale viviamo parte da noi stessi. E quale è la prima cosa concreta che possiamo fare per creare l’unità? Papa Francesco lo ha già ripetuto molte volte nel passato: non sparlare! “Lo sparlare è così: sporcare l’altro. Quello che sparla, sporca! Distrugge! Distrugge la fama, distrugge la vita e tante volte – tante volte! – senza motivo, contro la verità. – ha commentato il Santo Padre – Gesù ha pregato per noi, per tutti noi che stiamo qui e per le nostre comunità, per le nostre parrocchie, per le nostre diocesi: ‘Che siano uno’.

In questa settimana, che ci introduce alla Pentecoste, “preghiamo il Signore che ci dia la grazia, perché è tanta, tanta la forza del diavolo, del peccato che ci spinge a fare le disunità. Sempre! Che ci dia la grazia, che ci dia il dono: e qual è il dono che fa l’unità? Lo Spirito Santo! – ha dunque concluso Bergoglio – Che ci dia questo dono che fa l’armonia, perché Lui è l’armonia, la gloria nelle nostre comunità. E ci dia la pace, ma con l’unità. Chiediamo la grazia dell’unità per tutti i cristiani, la grande grazia e la piccola grazia di ogni giorno per le nostre comunità, le nostre famiglie; e la grazia di mettere il morso alla lingua!“.

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3 Commenti

Celia Iniesta il 14 Maggio 2016 alle 9:04 pm.

Buenas tardes :

Cierto, pienso :

Muchas personas por no afrontar la verdad, su verdad, se meten en la vida de los demás sin razón ninguna. La verdad es una forma de pensar y de vivir,y, existen muchas personas que viven en una mentira. La verdad no tiene tiempo para buscar los fallos del vecino, más bien lo ayuda a encontrar su camino. Esas son las personas faltas de fe. Faltas de verdad en sus vidas. En mi caso, estoy acostumbrada, he tenido vivencias tan increibles que ni las cuento, las personas creen antes una mentira que una verdad: La verdad siempre anda oculta, siempre se abre camino . Algún día aprenderán y valorarán su vida de forma más positiva. Gracias Dios por tu fuerza.
Saludos.

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Isabella il 13 Maggio 2016 alle 4:29 pm.

***Grazie!….Alzo gli occhi,mentre scrivo, e leggo:”lascia il tuo pensiero”..Ma io,qui,ci lascio il mio cuore,pezzetto per pezzetto in ogni parola,e sono stra strafelice di farlo….Questo contatto e’ per me come il ponte di Brigadoon,un bel film,bello e d’altri tempi.Mia figlia Caterina,ora 28enne,da piccola mi diceva e anche ora mi dice, che io sono Viola,la protagonista..ah ah.Be’,questi dettagli non sono proprio strettamente evangelici,pero’, un pochino mi descrivono…Con le male lingue,hai messo il dito nella piega della piaga della mia vita,..sai?Io dico sempre che,posso ancora camminare perche’il mio piede sinistro e’amore,il destro e’ perdono…solo cosi’,posso farcela.Ti do,un altro piccolo dettaglio,di me.Ho smesso definitivamente di guardare la tv nel 1973!..da li’ ho fatto un salto epocale, fino alle home video dell Disney, sul video registratore dei miei due cuccioli,che ho cresciuto digiuni da stupidaggini e di cui,adesso,mi ringraziano!…Questi miei, non sono argomenti propriamente biblici,no,ma lo e’il mio amore. Lo e’ per altezza,larghezza e…..profondita’******************************
Ti stia addosso,come una camicia,lo Spirito Santo.
Ciao Sole
Isabella

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Ivana Barbonetti il 13 Maggio 2016 alle 9:38 am.

Santo Padre, ho percepito il Tuo dolore nell’affrontare questo argomento, nel mio piccolo preghero’ con piu’ forza per Te.–La mia esperienza “sul campo” mi ha fatto capire che l’origine di questo sparlare e’ nella mancanza di capacita’ di confronto con l’altro, una debolezza nel proprio modo di essere che porta a non vedere i doni del fratello o sorella, ma’ a criticarli e invidiarli, quindi a osteggiarli. Conoscere se stessi e i propri limiti, capire che un bel mazzo di fiori e’ composto da tanti fiori, ognuno con le proprie peculiarita’, insieme, uniti fanno un bel mazzo. Solo la preghiera e la lettura attenta del Vangelo, capirlo con l’aiuto di chi ha piu’ esperienza, sacerdoti anziani che hanno vissuto nella strada con gli umani no in una “calda” sacrestia, ci sono e hanno tanto da insegnarci, invochiamo lo Spirito Santo ma’ prepariamo il terreno per accoglierlo affinche’ si fermi e fruttifichi, non sia dono che non accogliamo perché non lo riconosciamo e ne abbiamo paura, chiudiamo la “porta”, che questo non ci accada.——–Ivana Barbonetti.

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