Dobbiamo includere tutti, poiché Dio non esclude nessuno

Dobbiamo includere tutti, poiché Dio non esclude nessuno

Durante l’ultima Udienza Giubilare, volgendosi ormai in chiusura l’Anno Santo della Misericordia, Papa Francesco ha invitato i cristiani a includere tutti gli altri, così come ci ha insegnato Gesù, “senza classificare gli altri in base alla condizione sociale, alla lingua, alla razza, alla cultura, alla religione: davanti a noi c’è soltanto una persona da amare come la ama Dio”.

Parlando a braccio ha infatti spiegato che “quello che trovo, nel mio lavoro, nel mio quartiere, è una persona da amare, come ama Dio” quindi commentando le più comuni obiezioni, ha aggiunto, “Ma questo è di quel Paese, dell’altro Paese, di questa religione, di un’altra… È una persona che ama Dio e io devo amarla”. Questo è includere, e questa è l’inclusione“.

In questa ultima Udienza Giubilare del sabato, infatti, il Papa ha voluto considerare un aspetto importante della misericordia: la inclusione, che rispecchia il modo di agire di Dio, il quale non esclude nessuno dal suo disegno amoroso di salvezza, ma che chiama tutti. Questo è l’invito che Gesù ha fatto nel Vangelo di Matteo che abbiamo appena ascoltato: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. Nessuno è escluso da questa chiamata, perché la missione di Gesù è quella di rivelare a tutti l’amore del Padre.

Con il sacramento del battesimo, diventiamo figli di Dio e membri del Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Perciò, come cristiani, siamo invitati a fare nostro questo criterio di misericordia, con il quale cerchiamo di includere tutti nella nostra vita, accogliendoli e amandoli, come Dio li ama. Così evitiamo di ripiegarci su noi stessi e nelle nostre sicurezze.

Il Vangelo ci spinge a riconoscere nella storia dell’umanità il progetto di una grande opera di inclusione che, nel rispetto della libertà di ciascuno, chiama tutti a formare una sola famiglia di fratelli e sorelle, e diventare membri della Chiesa, il corpo di Cristo.

Gesù ha aperto le braccia sulla croce per accogliere tutti coloro che avevano bisogno di essere sollevati. Abbiamo anche noi il cuore misericordioso. – ha concluso Papa Francesco nei saluti – Apriamolo alle persone che incontriamo e che hanno bisogno di noi: facciamoci strumenti della misericordia del Padre. Dio vi benedica!

 

 

Queridos hermanos y hermanas:

En esta última Audiencia Jubilar del sábado consideramos un aspecto importante de la misericordia: la inclusión, que refleja el actuar de Dios, que no excluye a nadie de su designio amoroso de salvación, sino QUE llama a todos. Esta es la invitación que hace Jesús en el Evangelio de Mateo que acabamos de escuchar: «Vengan a mí todos los que están cansados y agobiados». Nadie está excluido de esta llamada, porque la misión de Jesús es revelar a cada persona el amor del Padre.

Por el sacramento del bautismo, nos convertimos en hijos de Dios y en miembros del cuerpo de Cristo, que es la Iglesia. Por eso, como cristianos, estamos invitados a hacer nuestro este criterio de la misericordia, con el que tratamos de incluir en nuestra vida a todos, acogiéndolos y amándolos como los ama Dios. Así evitamos encerrarnos en nosotros mismos y en nuestras propias seguridades.

El Evangelio nos impulsa a reconocer en la historia de la humanidad el designio de una gran obra de inclusión que, respetando la libertad de cada uno, llama a todos a formar una única familia de hermanos y hermanas, y a ser miembros de la Iglesia, cuerpo de Cristo.

*****

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española, en particular a los provenientes de España y Latinoamérica. Que el Señor Jesús, que a todos acoge con sus brazos abiertos en la cruz, nos ayude a crecer como hermanos en su amor y a ser instrumentos de la misericordia y ternura del Padre. Muchas gracias.

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