Gesù rifugiato politico, come i profugi di oggi

Gesù rifugiato politico, come i profugi di oggi

Nell’approssimarsi del Natale, il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, per mezzo di un proprio messaggio, ha invitato i fedeli delle Chiese Ortodosse a vedere in Gesù “il reale difensore dei profughi di oggi“: nel ricordare la nascita di Gesù siamo tutti chiamati a non rimanere indifferenti di fronte al dramma dei migranti.

Come i re magi onorarono Gesù per mezzo dei doni, così noi possiamo onorarLo aiutando e assistendo tutti quei fratelli che sono oggi costretti a lasciare le loro case: nel guardare al presepe, dunque, pensiamo al Bambino Gesù, costretto a divenire un rifugiato per sottrarsi alle intenzioni omicide di Erode e così riusciremo a vedere Gesù incarnarsi nelle sofferenze dei nostri fratelli.

Bartolomeo, senza mezzi termini, ha definito moderni Erode, tutti coloro che “annientano il loro prossimo in svariati modi” e ha invitato a pensare a Gesù come a un “rifugiato politico“: risulta così inaccettabile che “nella nostra epoca, considerata come un’epoca di progresso, molti bambini sono costretti a diventare profughi, seguendo i propri genitori, per salvare la propria vita, vita che i loro molteplici nemici guardano con sospetto. – ha scritto Bartolomeo – Tale fatto costituisce una ignominia per il genere umano“.

Tale situazione creatasi, con l’onda continuamente crescente dei profughi, accresce la responsabilità di noi che abbiamo ancora la benedizione di vivere in pace e con qualche comodità, a non restare insensibili davanti al dramma giornaliero di migliaia di nostri fratelli“, ha dunque concluso Bartolomeo invitando i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà “ad esprimere loro la nostra tangibile solidarietà e il nostro amore, con la certezza che ogni beneficenza verso di loro, giunge al volto del Figlio di Dio, che è nato e si è incarnato e non è venuto al mondo come un re, o come un dominatore, o come un potente, o come un ricco, ma è stato generato come un bimbo ignudo ed inerme, in una piccola stalla, senza un focolare, così come vivono in questo momento migliaia di nostri fratelli, ed è stato obbligato nei primi anni della Sua vita terrena a espatriare in una terra lontana, per salvarsi dall’odio di Erode“.

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4 Commenti

teodora il 24 dicembre 2015 alle 3:52 pm.

L’ignoranza dell’etimologia è travisante, soprattutto se artefatta.
Non ti curar……

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Ivana Barbonetti il 24 dicembre 2015 alle 8:17 am.

Come ci consiglia Papa Francesco, guardo il cielo e rivolgo questa domanda a DIO; perché?—poi la rivolgo a noi esseri umani; vedi e condanni, ma tu cosa fai?—Che il REDENTORE BAMBINO illumini le nostre menti i nostri cuori. Un’abbraccio Padre Francesco, festeggero’ con te il compleanno di GESU’.———-Ivana Barbonetti

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teodora il 23 dicembre 2015 alle 10:03 pm.

E’ altrattanto ignominioso dovere soccombere sotto il crollo della propria casa per responsabilità che le preposte istituzioni non perseguono, ancorchè ampiamente informate dagli organi incaricati.
Tu, caro Papa Francesco, sai, eppure, ahimé, nulla cambia.
Siamo di fronte alla Parrocchia, che vede, sa, ecc……….ecc……

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teodora il 23 dicembre 2015 alle 9:37 pm.

Si:
– “Gesù non è venuto al mondo come un re, o come un dominatore, o come un potente, o come un ricco” abbindato in variegate fogge sontuose o abiti firmati. Non si è concesso, pur potendo, abitazioni super abbondanti, agiate, lussuose, ricche di costosi arredi e attrezzi all’avanguardia. Appunto, egli ha vissuto nella vera povertà
– Costuisce ignominia anche la strage di tutti quegl’innocenti, strappati dalle braccia delle madri e crudelmente uccisi, non potendo fuggire “dall’odio di Erode“.

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