Grazie a Maria siamo figli, siamo famiglia, siamo popolo di Dio

Grazie a Maria siamo figli, siamo famiglia, siamo popolo di Dio

Papa Francesco, durante l’omelia di oggi, Solennità di Maria, Santissima Madre di Dio, ha sottolineato come celebrare Maria significhi celebrare anche le tante mamme che danno la vita per i propri figli e, al contempo, ci ricordi che non siamo orfani.

La coscienza di essere figli ci mette al riparo da una pericolosa malattia, che è la orfanezza spirituale: una malattia che “ci fa perdere la memoria di quello che significa essere figli, essere nipoti, essere genitori, essere nonni, essere amici, essere credenti. Ci fa perdere la memoria del valore del gioco, del canto, del riso, del riposo, della gratuità“.

Cosa comporta ammalarsi di orfanezza spirituale? Se ci dimentichiamo del nostro passato, da dove veniamo, finiamo per non avere più alcuna appartenenza, per perdere le nostre radici. È così che inizia un cammino di degrado che possiamo vedere sotto differenti aspetti: “degrado la terra perché non mi appartiene, degrado gli altri perché non mi appartengono, degrado Dio perché non gli appartengo… – ha spiegato Papa Francesco – E da ultimo finisce per degradare noi stessi perché dimentichiamo chi siamo, quale “nome” divino abbiamo“.

La perdita dei legami che ci uniscono, tipica della nostra cultura frammentata e divisa, fa sì che cresca questo senso di orfanezza e perciò di grande vuoto e solitudine – ha inoltre aggiunto il Vescovo di Roma – La mancanza di contatto fisico (e non virtuale) va cauterizzando i nostri cuori facendo perdere ad essi la capacità della tenerezza e dello stupore, della pietà e della compassione“.

Ecco dunque che “celebrare la festa della Santa Madre di Dio ci fa spuntare di nuovo sul viso il sorriso di sentirci popolo, di sentire che ci apparteniamo; di sapere che soltanto dentro una comunità, una famiglia le persone possono trovare il “clima”, il “calore” che permette di imparare a crescere umanamente e non come meri oggetti invitati a “consumare ed essere consumati”.”

Non siamo merce di scambio o terminali recettori di informazione“, ha dunque concluso Papa Francesco: “Siamo figli, siamo famiglia, siamo popolo di Dio“.

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1 Commento

Celia Iniesta Solano il 2 Gennaio 2017 alle 8:56 pm.

Buenas Noches ;

Santo Padre, es real, sin las madres no nace la vida. El dolor de ver a un hijo sufrir o morir, es una de las situaciones más duras que puede vivir una mujer. Gracias a María, La Madre De Dios , gracias a su consuelo , estas situaciones tan desagradables se hacen menos dolorosas. Que por nadie pase.

Su Santidad, como es el arte, puede hacer sentir realidades invisibles ciertas y reales. ahora que ya he terminado de pintar a Cristo , voy a pintar a María. Creame , creo que pocas personas en el mundo tienen más motivos que yo para creer ; con todos los respetos del mundo y siendo consciente de mi limitaciones le estoy poniendo a estas obras TODO de mí.
Y en ningún momento me tomo este tema en broma. Esto es serio, y se merece todos mis respetos, todo de mi. Espero que Dios esté contento con lo que hago. Sólo eso. La Divinidad es real. Y yo, lo sé.
Gracias.

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