Il Papa ai vescovi: tanta misericordia e omelie semplici e brevi

Il Papa ai vescovi: tanta misericordia e omelie semplici e brevi

Papa Francesco si è recato oggi nella Basilica di San Giovanni in Laterano per celebrare la Santa Messa in ricordo della dedicazione della Basilica lateranese e, con l’occasione, ha anche celebrato l’ordinazione episcopale di mons Angelo De Donatis: per l’occasione il Vescovo di Roma ha invitato il nuovo membro del collegio episcopale a essere misericordioso con i fedeli e a parlare con parole semplici, che tutti capiscano.

Bergoglio, nel corso della propria omelia, ha spiegato quale sia l’alta responsabilità ecclesiale alla quale viene promosso mons Angelo De Donatis, una promozione, ha detto il Papa che è “un servizio e non un onore, poiché al vescovo compete più il servire che il dominare, secondo il comandamento del Maestro: «Chi è il più grande tra voi, diventi come il più piccolo, e chi governa come colui che serve»“.

Compito del Vescovo, dunque, è quello di annunziare “la Parola in ogni occasione opportuna e alle volte non opportuna – ha spiegato il Papa – ammonisci, rimprovera, ma sempre con dolcezza; esorta con ogni magnanimità e dottrina. Le tue parole siano semplici, che tutti capiscano, che non siano lunghe omelie“.

Proprio la semplicità e la lunghezza delle omelie, peraltro, e stata al centro di una digressione del Papa, il quale ha ricordato al nuovo Vescovo “di tuo papà, quando era tanto felice di avere trovato vicino al paese un’altra parrocchia dove si celebrava la Messa senza l’omelia“! Per questo, ha ribadito il Pontefice “le omelie siano proprio la trasmissione della grazia di Dio: semplici, che tutti capiscano e tutti abbiano la voglia di diventare migliori“.

La Chiesa e il mondo hanno bisogno di tanta misericordia. Tu insegni ai presbiteri, ai seminaristi la strada della misericordia. Con parole, sì, ma soprattutto con il tuo atteggiamento. – ha dunque concluso Papa Francesco – La misericordia del Padre sempre riceve, sempre c’è posto nel suo cuore, mai caccia via qualcuno. Aspetta, aspetta… Questo ti auguro: tanta misericordia“.

La cerimonia si è dunque ha visto han un piccolo “fuori scena”: durante il rito della consegna dell’Anello episcopale, Papa Francesco ha voluto aggiungere alcune parole molto significative: “non dimenticarti che prima di questo anello c’era quello dei tuoi genitori. Difendi la famiglia“.

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6 Commenti

teodora il 10 Novembre 2015 alle 3:31 pm.

L’inchino forzato sotto le forche caudine impone silenzio forzato ad ogni genere di oppressione, ammantando tutto di “tranquillità”, con cui si sottacciono abominevoli ingiustizie, da parte di liberi, facili autocrati armonizzati IN OGNI AMBITO.
Tutto ammantato di silenziosa “tranquillità”. Tutto ostinatamente irreversibile.
L’ostentazione rimbalza vistosomente, ma si deve vivere “tranquillamente”.
Le leggi, le regole? Roba per sprovveduti!!!
Tutti proclamati “cattolici praticanti”.
Qui sono convenienti Pastori adeguati all’andazzo, attratti da lussi, fanatismo ed esbizionismo, che si ostentano anche con con i più svariati abbigliamenti e posizionamenti in “prima linea” nelle varie circostanze.
E tant’altro ancora…….
Le persone oneste, che chiedono correttezza e applicazione delle regole, devono essere “tranquillamente” ignorate fino alla silenziosa, “tranquilla” d i s t r u z i o n e.
Il Vangelo? Va recitato ma non applicato.
Dio conduca Papa Francesco in questa “tranquilla”, indisturbata costumanza…annientatrice di ogni diritto, correttezza e autentica cristianità

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rosanna il 10 Novembre 2015 alle 10:11 pm.

Teodora carissima, le tue parole sono ferro rovente e me ne dispiaccio personalmente, perché immagino che siano dettate da una terribile delusione. Non so capire se la delusione deriva da persone incontrate nel tuo cammino terreno e/o da circostanze/esperienze vissute. Al di là degli uomini, Dio Padre Onnipotente è Amore, Misericordia, e aspetta i suoi figli per consolarli e dar loro gioia, che viene dal profondo del cuore. Anche un cuore trafitto può essere consolato se si abbandona al Suo amore.
Ti chiedo scusa se mi sono permessa di condividere con te cosa le tue parole hanno prodotto nel mio cuore.

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teodora il 11 Novembre 2015 alle 12:12 am.

Rosanna, purtroppo è una telenovela che continua a mettere in pericolo la mia esistenza, per impunite, multiple irresponsabilità, ancorchè il pericolo sia stato formalizzato dagli Organi preposti.
Ma, ormai, si vive nel totale caos e la corruzione non ha più limiti. Ti ringrazio per la tua attenzione.

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Nella il 10 Novembre 2015 alle 3:29 pm.

Lo Spirito Santo illumini la vostra vita. Auguri al nuovo Vescovo.Con tanto affetto e stima a Papa Francesco . Nella

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roberta il 10 Novembre 2015 alle 9:53 am.

Sono d’accordissimo con Papa Francesco. Soprattutto sottolineo una cosa per me importantissima. Si dia tanto spazio al Vangelo calato nella ferialità umana! Tante volte dobbiamo ascoltare dei veri e propri trattati di teologia che sanno tanto di “tempo che fu”. Il sacerdote farà bella figura nell’esporre ciò che sa, ma la gente comune, oggi come oggi, ha assolutamente bisogno di indicazioni, di come coniugare il Vangelo con la quotidianità. Penso che se così fosse le Chiese tornerebbero a riempirsi, poiché la gente ha un assoluto bisogno di questo. Di sentire una Chiesa che non pontifica ma che si fa vicino all’uomo, nella sua esperienza umana, appunto. Perché vediamo che nonostante la poca assiduità alla S. Messa, ci sono luoghi (anche tipo Medjugorje) che sono affollati di persone che vanno là per cercare delle risposte ai loro interrogativi, alle loro sofferenze, a ciò che accade loro. C’è tanta gente che ha “fame” di essere ascoltata, darebbe qualsiasi cosa per esserlo. Si, anche soldi, perché sia a Medjugorje che in altre parti chi tiene su tutto poi si arricchisce dei risparmi di questi esseri umani che danno volentieri ciò che hanno solo perché si sentono in qualche modo “consolati”. Vi assicuro che è così. Ho frequentato gruppi ecclesiali (senza mai appartenervi perché per me il centro deve essere sempre la Parrocchia) e poi c’è il pericolo di chiudersi in quegli orticelli ed escludere chi sta fuori. Non è bello sentire dire “Io sono di CL, io sono dei Neocatecumenali, io sono del Rinnovamento, io sono dei Focolarini..”. Siamo di Dio e basta. poi che queste realtà ci aiutino a formarci sempre di più ed a crescere nella fede, bene, ma sentiamoci comunità principalmente nelle nostre Parrocchie che sono il primo campo d’azione dove il cristiano deve operare. Io faccio parte dell’Unitalsi qui a Verona. Non sempre posso andare a Lourdes anche perché i costi sono quel che sono anche per i volontari e allora cerco di portare Lourdes nella mia Parrocchia, andando a trovare ammalati che magari neppure vengono in Chiesa. E il mio parroco, bravissima persona, a volte mi dice che ci sono già i Ministri Straordinari dell’Eucarestia che vanno a trovare gli ammalati per la Comunione. Si, dico io, su chiamata. E gli altri? E la signora vedova, sola, senza figli che sta all’undicesimo piano, ammalata di tumore, sotto chemio che non viene a Messa ma si dice credente, dove la lasciamo? E’ qui, in situazioni come queste che la Chiesa deve essere attenta con i “suoi operai”, promuovendo sempre di più misericordia, solidarietà. Le persone che ci incontrano, senza che noi diciamo nulla, devono sentire emanare da noi il profumo di Cristo, come soleva dire San Giovanni Calabria. I nostri pastori ci incoraggino e ci incoraggino su questa strada che sicuramente porterà tutti quanti a Dio, da fratelli. Grazie per l’attenzione

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Rosa Dalmiglio il 10 Novembre 2015 alle 8:09 am.

Le omelie semplici e brevi
parole sante, nella mia parrocchia le omelie sono così lunghe che la mia mente spesso è assente, mi dicevo “ma perchè non parlano come Papa Francesco….. però mi sentivo in colpa per queste mie distrazioni, li confessavo come peccati
proprio nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, adoro la messa delle 7 così essenziale, anche nell’omelia
sembra l’anticamera del Paradiso
Auguri al nuovo Vescovo, ascolti Papa Francesco, così vicino ai problemi reali della gente

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