La mano di Gesù è sempre tesa per rialzarci, quando cadiamo

La mano di Gesù è sempre tesa per rialzarci, quando cadiamo

Durante il proprio discorso in occasione della cerimonia di accoglienza dei giovani, Papa Francesco ha invitato i giovani presenti a riflettere sulla propria vita e, al contempo, a non accontentarsi di una vita annoiata o di una vita sprecata nel correre dietro a false illusioni ma a vivere una “vita piena“.

È triste constantare come nella nostra società molti giovani “sembrano “pensionati” prima del tempo. – ha detto il Santo Padre – Giovani che sembra che siano andati in pensione a 23, 24, 25 anni” ovvero giovani “che hanno “gettato la spugna” prima di iniziare la partita. Che si sono “arresi” senza aver cominciato a giocare“. Allo stesso modo è altrettanto triste vedere, molti altri giovani, che, cercando la risposta alla propria inquietudine, “perdono gli anni belli della loro vita e le loro energie correndo dietro a venditori di false illusioni – ce ne sono! – (nella mia terra natale diremmo “venditori di fumo”) che vi rubano il meglio di voi stessi“.

Non possiamo non essere addolorati nell’assistere a questi due fenomeni sociali che ci spingono a chiederci: cosa possiamo fare per non cadere nella trappola a nostra volta e per non “lasciarci rubare il meglio di noi stessi”, ovvero per non “permettere che ci rubino le energie, che ci rubino la gioia, che ci rubino i sogni con false illusioni“?

Ebbene, la prima cosa che dobbiamo fare è scegliere: scegliere che tipo di vita vogliamo. “Volete per la vostra vita quella “vertigine” alienante o volete sentire la forza che vi faccia sentire vivi e pieni?“, ha chiesto Bergoglio. “Per essere pieni, per avere una vita rinnovata, c’è una risposta, c’è una risposta che non si vende, c’è una risposta che non si compra, una risposta che non è una cosa, che non è un oggetto, è una persona, si chiama Gesù Cristo”.

Se ci affideremo a Gesù non rimarremo delusi perché “Gesù Cristo è colui che sa dare vera passione alla vita, Gesù Cristo è colui che ci porta a non accontentarci di poco e ci porta a dare il meglio di noi stessi; – ha proseguito il Vescovo di Roma – è Gesù Cristo che ci interpella, ci invita e ci aiuta ad alzarci ogni volta che ci diamo per vinti. È Gesù Cristo che ci spinge ad alzare lo sguardo e sognare alto. “Ma padre – qualcuno può dirmi – è tanto difficile sognare alto, è tanto difficile salire, essere sempre in salita. Padre, io sono debole, io cado, io mi sforzo ma tante volte vengo giù”…Se tu sei debole, se tu cadi, guarda un po’ in alto e c’è la mano tesa di Gesù che ti dice: “Alzati, vieni con me”. “E se lo faccio un’altra volta?” Anche. “E se lo faccio un’altra volta?” Anche. Ma Pietro una volta ha domandato al Signore: “Signore, quante volte?” – “Settanta volte sette”. La mano di Gesù è sempre tesa per rialzarci, quando noi cadiamo“.

È questa certezza che ci permette, da un lato, di poter fermarci un momento, nel vortice degli impegni quotidiani, per contemplare Gesù: “Le molte occupazioni ci fanno essere … attivi, distratti, sempre di corsa di qua e di là..“, ma se riflettiamo bene “davanti a un bel paesaggio, o un video che ci manda un amico nel cellulare, ci fermiamo a riflettere, in ascolto“. Così deve essere anche con Gesù: fermarci qualche momento ogni giorno, in ascolto. “Gesù vuole entrare nella nostra casa: nella tua casa, nella mia casa, nel cuore di ognuno di noi; Gesù vedrà le nostre preoccupazioni, il nostro andare di corsa, … e aspetterà che lo ascoltiamo“.

L’esortazione di Papa Francesco è stata dunque “che, in mezzo a tutte le faccende, abbiamo il coraggio di affidarci a Lui. Che siano giorni per Gesù, dedicati ad ascoltarci, a riceverlo in quelli con cui condivido la casa, la strada, il gruppo, la scuola“.

E “chi accoglie Gesù, impara ad amare come Gesù“: Gesù ci insegna a commuoverci, come Lui di commuoveva, “perché la felicità germoglia e sboccia nella misericordia: questa è la sua risposta, questo è il suo invito, la sua sfida, la sua avventura: la misericordia“.

Allora tutti insieme, chiediamo al Signore – ognuno ripeta nel suo cuore in silenzio -: Signore, lanciaci nell’avventura della misericordia! Lanciaci nell’avventura di costruire ponti e abbattere muri (siano recinti o reti) – ha concluso Papa Francesco – lanciaci nell’avventura di soccorrere il povero, chi si sente solo e abbandonato, chi non trova più un senso per la sua vita. Lanciaci ad accompagnare coloro che non ti conoscono e dire loro lentamente e con tanto rispetto il tuo Nome, il perché della mia fede“.

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3 Commenti

Gabriele il 30 Luglio 2016 alle 12:47 pm.

Buona giornata, Gesù è sempre accanto a noi.
Spero che sua Santità stia bene dopo la caduta di ieri, può succedere a tutti.
Lui ci da la forza per proseguire il cammino.
Cordialmente
Gabriele , fedele della Madonna di Caravaggio.

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Gabriele il 30 Luglio 2016 alle 12:37 pm.

Buongiorno, prova mail

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Borel Fasanella il 30 Luglio 2016 alle 10:19 am.

Benedetta giornatta a tutti voi:

Umilemente penso che cuando noi abiamo una inclinazione de gettare la spugna, o che non noi possimo trovare una ragione per vivere, faremo meglio di prendere un tempo per pensare che noi no siamo soli che noi habiamo in Gésu una Vero Amico,che vuole offrire le Sue MAni per che noi possiamo rialzarci, per caminare
vicino a Lei per la strada del Amore, Ascolta, Aiuto, Pardono Acoglienza & Misericordia verso le altri, cuelle personne malate, che soffrano il fato d’essere non ascoltato fermato nella indifierenza ,exclusione, che ai famme & sede d’aiuto & di socorso,d’essere acogliati con molta Misericordia & Compassione.

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