La misericordia è la parola-sintesi del Vangelo

La misericordia è la parola-sintesi del Vangelo

Papa Francesco nel corso dell’incontro con il Capitolo Generale dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, noti anche con il termine di Dehoniani, ha esortato i religiosi ad essere misericordiosi e a trovare nell’amore di Dio l’armonia delle proprie comunità.

Le parole chiave attorno alle quali ha ruotato l’intervento del Papa sono state “misericordiosi, in comunità, con i poveri“: la prima chiamata di un religioso, la vocazione primordiale potremmo dire, è quella di essere misericordioso. La misericordia nasce dall’intima comunione con Dio, dalla meditazione delle Scritture e dalla celebrazione dell’Eucarestia: Dio ci nutre di misericordia per mezzo dei Sacramenti e nella misura “in cui ci rendiamo consapevoli dell’amore gratuito del Signore e lo accogliamo in noi stessi – ha spiegato il Vescovo di Roma – crescono anche la nostra comprensione, la nostra tenerezza e la nostra bontà verso le persone che ci stanno accanto“.

La misericordia, ha inoltre aggiunto il Pontefice, “è la parola-sintesi del Vangelo: possiamo dire che è il ‘volto’ di Cristo, quel volto che Egli ha manifestato quando andava incontro a tutti, quando guariva gli ammalati, quando sedeva a tavola con i peccatori, e soprattutto quando, inchiodato sulla croce, ha perdonato. Lì noi abbiamo il volto della misericordia divina“.

E proprio dall’osservazione del volto misericordioso del Signore nasce l’esortazione che il Santo Padre ha rivolto ai sacerdoti: siate canali dell’amore di Dio verso gli ultimi e i più poveri.

E’ Cristo stesso che ci chiama “ad essere canali di questo amore in primo luogo verso gli ultimi, i più poveri, che sono i privilegiati ai suoi occhi“, ha dunque concluso Papa Francesco. Questo significa lasciarsi “continuamente interrogare dalle situazioni di fragilità e povertà“, e, in dipendenza di queste, offrire “testimonianza della carità che lo Spirito infonde nei vostri cuori“: la misericordia, infatti, permette di aprirsi “con prontezza alle necessità attuali e di essere operosamente presenti nei nuovi areopaghi dell’evangelizzazione -ha detto- privilegiando, anche se ciò dovesse comportare dei sacrifici, l’apertura verso quelle realtà di estremo bisogno che si rivelano sintomatiche delle malattie della società odierna“.

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7 Commenti

Matteo il 11 Giugno 2015 alle 1:25 pm.

Santo Padre,
ho vissuto gran parte della mia vita affianco alle “consorterie parrocchiali acchiappatutto ($$$)” che mi hanno fatto del male mi hanno costretto a portare i loro pesantissimi fardelli (a causa dei miei peccati) e mi hanno attribuito i loro peccati (che non avevo commesso) ma mi sono sacrificato volentieri per loro senza problemi. Non sapevo dove volevano arrivare ma in un certo senso mi ammiravano perché dicevano che ero uno stoico che soffrivo fino alla morte ma non dicevo niente, ma il loro comportamento era molto gradito ai politici che naturalmente li ha premiati facendo vincere loro i concorsi pubblici senza aver aperto un libro dalle scuole elementari alle specializzazioni universitarie. Quando sono riusciti ad ottenere quello che volevano sono stato liberato da quella terribile prigionia con la quale mi costringevano alla sofferenza, ma non avevo ancora capito che mi avevano fatto soffrire così tanto per vivere senza lavorare. Siccome mi sono sacrificato per loro in buona fede senza sapere dove voleva arrivare, ho pregato il Signore per ricevere la Grazia di un posto di lavoro specifico in un’azienda specifica e il Signore ha ascoltato la mia preghiera. Usando le parole di Gesù (forse) posso dire che sono stato trattato come il legno secco, ma ho molti dubbi in merito. Sicuramente sono stato umiliato e sono diventato umile, il Signore lo ha permesso per non farmi peccare e per fare di me un albero buono che produce buoni frutti secondo la Sua (ma non la mia) volontà. Quando mi sono accorto che ero stato usato per motivi economici che i politici hanno gradito a tal punto da far vincere loro i concorsi nel settore pubblici, ovvero nelle scuole e negli ospedali dove si comportano con gli alunni e i pazienti come si comportavano con me, ho sofferto moltissimo e per moltissimo tempo, ma poi mi sono ripreso e sono tornato ad essere misericordioso, magnanimo e comprensivo nei confronti di tutti come sono sempre stato.

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Ivana Barbonetti il 6 Giugno 2015 alle 5:35 pm.

DIO TI BENEDICA SANTO PADRE FRANCESCO, credo che noi italiani confondiamo la misericordia con il pietismo,l’assistenzialismo dimenticando che GESU’ disse al malato sulla barella; ALZATI E CAMMINA, e’ vero che lo portarono altri uomini su quella barella da GESU’, ma’ guari quando si “alzo’ “e incomincio’ a camminare con le proprie gambe. Io ho sempre propugnato di insegnare a” pescare” no dare il pesce a chi ne ha bisogno, per rispetto della sua dignita’ e per non farlo dipendere da me, il giorno che io non ci posso essere cosa accade a chi dipende da me?. Misericordia e’ anche pregare per gli altri,dirgli in “faccia” quello da cambiare per stare meglio, alla luce del vangelo no personale. E’ mangiare la ragione che si ha per donarla a DIO fiduciosi che LUI provvede. Grazie. Ivana Barbonetti.

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marco eddy endolf il 6 Giugno 2015 alle 10:20 am.

io non so chi legge,forse un burocrate che non gliena frega nulla di dolori,problematiche esperienze con Dio etc o richiesta di aiuto. ma questo scritto lo legge un prete duro di cuore o lo legge il Papa o gli viene riferito?

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teodora il 6 Giugno 2015 alle 9:05 pm.

No, solo silenti consuetudini “acchiappatutto” di consorteria.

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Marilena il 6 Giugno 2015 alle 12:21 am.

Noi contemplando il volto del Padre Nostro dovremmo già comprendere l’infinito amore che Egli nutre verso noi figli, e invece spesso ci dimentichiamo di ringraziare Dio per i doni che ogni giorno ci da, ma ci affliggiamo per un non nulla, ci disperiamo e ci rendiamo incapaci di amare pur avendo un cuore che batte. Mostriamo indifferenza di fronte al prossimo bisognoso, non usiamo pazienza ma la pretendiamo dagli altri. Perché mi chiedo l’umanità spesso non si mostra umana,ma robotizzata dalla società che impone modelli standard di indifferenza e disprezzo? Se osserviamo un minuto al giorno Gesù Crocifisso appeso alla croce per noi, ci rendiamo conto di quanto amore Gesù ha donato a noi senza che noi lo chiedessimo,caricandosi il peso gravoso dei nostri peccati, e noi siamo capaci di amare come Gesù? Egli venne nel mondo per essere modello di carità, amore, misericordia, mitezza, e per servire il popolo, ma soprattutto per salvarci facendo la volontà del Padre, e noi come amiamo Gesu’? Gesù ci ama incondizionatamente e sempre, se stiamo vicini alla misericordia di Gesù consoceremo il Padre e saremo ricolmati di Spirito Santo. Santa Madre di Dio, concedi ai figli tuoi di aprire gli occhi all’infinita misericordia di Dio, e gli orecchi all’ascolto della parola, rendici umili di cuore per accogliere dentro di noi l’amore che Gesù ha per ognuno di noi. Sana le piaghe dell’intera società affinché non piu lacrime feriranno il tuo cuore di Madre e non piu bombe renderanno orfani i figli tuoi, ma solo la pace regnerà nei cuori. Mai piu odio, mai piu violenza, mai piu indifferenza, solo amore e unione tra tutti gli uomini di buona volontà. Buona notte.

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francesco cappadonna il 5 Giugno 2015 alle 11:24 pm.

papa francesco fate urgente qualcosa per i carcerati politici in venezuela per piacere lo supplica tutto un popolo stanno morendo per lo sciopero della fame

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teodora il 5 Giugno 2015 alle 9:36 pm.

La misericordia non può essere solo una parola. La miseria sociale è frutto di una misericordia spesa solo in parole.
Caro Papa Francesco, oltre a telefonare alla donna divorziata per espimerle comprensione per la sua sofferenza, mi auguro che possa telefonare o dare qualche cenno di presenza anche a chi T’invia raccomandate, di cui vi è riscontro di ricevuta.
E se la segreteria non ne dà conoscenza, si ponga un controllo.
Le parole del Vangelo diventino fatti, incominciando da chi lo predica.
Sia fatta la volontà di Dio

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