La speranza è la più piccola delle virtù, ma la più forte

La speranza è la più piccola delle virtù, ma la più forte

Papa Francesco durante la riflessione odierna all’ora dell’angelus, facendo riferimento a Vangelo del giorno, ha sottolineato come il cristiano sia teso alla meta finale, che è l’incontro con Gesù: noi cristiani “non attendiamo un tempo o un luogo“, ha spiegato il Pontefice, “ma andiamo incontro a una persona: Gesù“.

Cosa vuol dire il fatto di andare incontro a una persona e non attendere un tempo o un luogo? Bergoglio ha spiegato che comprendere appieno questo è molto importante perché, dal punto di vista della fede, il problema non è “quando” accadranno i segni premonitori degli ultimi tempi, ma il farsi trovare pronti all’incontro.

Non bisogna farsi distrarre dagli elementi apocalittici, come guerre, carestie e catastrofi cosmiche, che accadono nella storia umana cercando di leggere – o profetizzare – il momento della fine del mondo: “e non si tratta nemmeno di sapere ‘come’ avverranno queste cose, – ha aggiunto il Vescovo di Roma – ma ‘come’ dobbiamo comportarci, oggi, nell’attesa di esse. Siamo chiamati a vivere il presente, costruendo il nostro futuro con serenità e fiducia in Dio”.

Tra tutte le virtù, la speranza “è la più piccola delle virtù, ma la più forte”. E, per noi cristiani in particolare, la nostra speranza possiede “il volto del Signore risorto“, il quale è venuto a dimostrarci che “il sacrificio di sé stessi per amore del prossimo è l’unica potenza vittoriosa e l’unico punto fermo in mezzo agli sconvolgimenti e alle tragedie del mondo”.

Il fatto di non essere in attesa di un luogo o un tempo, ma essere un popolo che cammina incontro a Gesù, ci riempie di speranza e di forza poiché Gesù “è una presenza costante nella nostra vita” – ha spiegato il Pontefice. Guardando alle “calamità naturali e morali” e alle “avversità e traversie di ogni genere“, guardiamo Gesù e preghiamo dicendo “tutto passa; soltanto la sua Parola rimane come luce che guida e rinfranca i nostri passi e ci perdona sempre perchè è accanto a noi”.

La riflessione all’ora dell’Angelus è anche stata occasione per ribadire che “utilizzare il nome di Dio per giustificare la strada della violenza è una bestemmia”: nuovamebte Bergoglio ha espresso dolore, cordoglio e vicinanza ai feriti e “ai familiari di quanti hanno perso la vita”:

Tanta barbarie ci lascia sgomenti e ci si chiede come possa il cuore dell’uomo ideare e realizzare eventi così orribili, che hanno sconvolto non solo la Francia ma il mondo intero. Dinanzi a tali atti intollerabili, non si può non condannare l’inqualificabile affronto alla dignità della persona umana. Voglio riaffermare con vigore che la strada della violenza e dell’odio non risolve i problemi dell’umanità e che utilizzare il nome di Dio per giustificare questa strada è una bestemmia!”.

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7 Commenti

Giuseppe Parisi il 17 Novembre 2015 alle 8:44 pm.

ISIS non è composta da barbari ma da civili che concettualizzano un mondo diverso da quello occidentale, il barbaro imparava a godere certo fra dubbi e resistenze del sistema civile greco-romano, lo apprezzava, infatti se ne è imbibito. L’ ISIS, probabilmente teleguidata dal solito marketing emozionale, ha i suoi obiettivi e le sue esaltazioni che gli offrono una gioia immensa, la gioia di uccidere è purtroppo diffusa, in questo caso, gioia garantita e sacralizzata da una interpretazione della religione che rende gli uomini dell’ISIS indenni da peccato anzi meritevoli del Paradiso…aimè

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marco antonio andolfi il 17 Novembre 2015 alle 6:43 pm.

io ho perso la speranza terrena.troppe cattiverie e il mio carico di rottura si è spezzato. penso solo con certezza al cielo al Padre,a Gesù,ai Santi ,allo Sprito Santo e alla SS.Maria Vergine

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Maria Maddalena Minneci il 17 Novembre 2015 alle 7:43 am.

La speranza allieta il cuore, ed é bello non farsi intimorire dal male ma vivere per il bene. Dando agli altri un sorriso e anche nelle avverse situazini sperare sempre nel Signore. Non siamo soli se crediamo, speriamo ed amiamo. Sia lodato Gesù Cristo e Maria nostra Madre che insieme al buon Dio ci sono vicini con infinita misericordia. Se apriamo il cuore alla speranza e costruiamo un futuro possibile vivremo nella pienezza. Preghiamo per non cadere in tentazione. Il bene é sempre la scelta migliore. Buona giornata di pace e amore.

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Roberta Messa il 16 Novembre 2015 alle 8:24 am.

Papa Francesco, come raggiungerti?
Risveglia il cuore delle madri di tutto il mondo affinchè già da oggi non fomentino rabbia e odio ma condividano coi loro figli che con l’amore riporteremo la Pace. Abbiamo affrontato parecchie guerre e per non ritrovarci nuovamente in situazioni così devastanti dobbiamo lavorare da subito alla pace. Chi altri se no la MAMMA, che è il focolaio della casa, può trasmettere forti sentimenti d’amore alla nostra gioventù così debole?
Un saluto affettuoso e un grazie per ciò che fai quotidianamente.
Roberta Messa

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Santa Arre il 16 Novembre 2015 alle 11:44 pm.

…quello di rannodare un cordone dell’Amore paterno e materno in nodi di cordata per risalire a riportare all’apice l’importanza dell’ Amore nell’educazione contro ogni forma di violenza o indifferenza che ne riduce lo spessore e rende fragile la felicità …mette nell’angoscia e accresce l’ignoranza di Dio e della Fede a svantaggio della Cultura e del Progresso della Scienza e dello Spirito …

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teodora il 15 Novembre 2015 alle 11:35 pm.

Siamo “pecore in mezzo ai lupi”.
Il male serpeggia ed esplode ampliando pantani di sanghe umano, di vittime innocenti, di perdite e sofferenze insopportabili.
Il livello di follia vagante ed operante aumenta e si spande a sorpresa organizzata.
Chi può frenare tanto sfacelo e reindirizzarlo in percorrenze giuste e benigne?
I limiti umani non sono risolutivi?
Intervenga l’Onnipotente, a fare luce sul discernimento, con la Sua misericordiosa onniscienza.
Papa Francesco, siamo uniti nella preghiera.

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Nadia il 15 Novembre 2015 alle 9:31 pm.

Caro Papa Francesco,
nel buio di questo momento cerco di tenere viva la fiammella della speranza.
Una preghiera stasera sara` anche per il Papa.

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