L’evangelizzazione sia gioiosa, umile e tenera, non presuntuosa!

L'evangelizzazione sia gioiosa, umile e tenera, non presuntuosa!

I sacerdoti diffondano nel mondo la gioia del Vangelo, nella consapevolezza che l’evangelizzazione non può presentarsi né rigida e tanto meno presuntuosa, perché la verità, che si è fatta carne, è sinonimo di tenerezza. E’ quanto ha detto Papa Francesco nella Basilica Vaticana in cui ha celebrato la Messa Crismale che precede i riti del Triduo Pasquale.

Dinanzi ai sacerdoti della Diocesi di Roma, il Papa ha invitato a portare la gioia del Vangelo in tutto il mondo e ha spiegato anche come farlo nel migliore dei modi: “Quando si predica l’omelia – ha suggerito – lo si deve fare con la gioia che tocca il cuore della gente. Come ogni discepolo missionario, il sacerdote rende gioioso l’annuncio con tutto il suo essere”. E’ importante quindi che i sacerdoti parlino ai fedeli con la gioia negli occhi, perché comunicare con gioia significa permettere alla misericordia di “traboccare nelle terre di nessuno”.

Il Vangelo, ha fatto notare il Papa, “nell’atto di essere annunciato diventa verità gioiosa e misericordiosa. Nessuno tenti di separare queste grazie del Vangelo: la sua Verità non negoziabile, la sua Misericordia incondizionata e la sua Gioia intima e inclusiva”.

Dopo di che, un riferimento alla Madonna, senza la quale “non possiamo andare avanti nel nostro sacerdozio”. Già, perché la Madonna non è che “la piccola serva del Padre che trasalisce di gioia nella fede”. La gioia della Madonna, infatti, ci è indispensabile per superare la tentazione della paura. Per non parlare poi della Samaritana che viene vista come “concretezza inclusiva dell’amore”, ben rappresentata da Madre Teresa di Calcutta, figura che ha portato carezze e sorrisi ai malati.

Infine, i sacerdoti devono guardare come punto di riferimento anche all’Otre immenso del Cuore trafitto del Signore: “Da lui – ha spiegato il Papa – dobbiamo apprendere che annunciare una gioia a coloro che sono poveri non si può fare se non in modo rispettoso e umile”. Insomma, l’evangelizzazione non può che essere concreta, tenera e umile. Solo così la diffusione del verbo potrà essere gioiosa.

“Non può essere presuntuosa l’evangelizzazione, non può essere rigida l’integrità della verità, perché la verità si è fatta tenerezza, si è fatta bambino, si è fatta uomo e peccato in croce”.

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1 Commento

Ivana barbonetti il 14 Aprile 2017 alle 7:25 am.

Questa mattina appena alzata, come mia abitudine ho aperto le finestre, entrava il festoso cinguettio degli uccelli stazionanti negli alberi sottostanti, oggi silenzio!?—-Ho riflettuto su questo silenzio, oggi e’ venerdì Santo, anche umili uccellini rispettano in silenzio la Passione che Nostro Signore Gesu’ sta’ vivendo, il dolore della Madre Adorata Maria——Tutto fino a sabato notte, dalle h.24 in poi deve esplodere la gioia, l’amore con la consapevolezza che Nostro Signore ha vinto la morte risorgendo gioioso e pieno d’amore per tutti noi.

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