Nella Passione è posto il germoglio della Resurrezione

Nella Passione è posto il germoglio della Resurrezione

Cento anni fa come ai giorni nostri, il ricordo del massacro dei cristiani armeni è stato al centro del discorso che Papa Francesco ha rivolto al Sinodo patriarcale della Chiesa Armeno-Cattolica: il male di cui è capace l’uomo a volte non riesce a spiegarsi e tutto ciò che possiamo fare è fermarci e contemplare il mistero della passione, che solo si comprende con il dono della Sapienza.

Furono più di un milione e mezzo i cristiani armeni uccisi e costretti alla fuga durante il secolo scorso, nel periodo ottomano, e molti di questi, perché si rifiutarono di rinnegare la propria fede. Una diaspora che ha visto la comunità cristiana armena disperdersi in ogni angolo del pianeta, dalla Russia, agli Stati Uniti, dall’Ucraina al Sudamerica, senza risparmiare il cuore dell’Europa e i paesi limitrofi, nei quali all’epoca trovarono rifugio e accoglienza molti cristiani armeni.

La memoria di quel periodo non può non essere vista in stretta correlazione con il periodo attuale, nel quale molti cristiani, copti, armeni, e anche appartenenti ad altre fedi religiose sono costretti a fuggire proprio da quei paesi che all’epoca diedero loro accoglienza, sempre per il rifiuto di rinnegare la propria fede.

Penso con tristezza in particolare a quelle zone, come quella di Aleppo che cento anni fa furono approdo sicuro per i pochi sopravvissuti. – ha commentato infatti il Pontefice – Tali regioni, in questo ultimo periodo, hanno visto messa in pericolo la permanenza dei cristiani e non solo armeni“.

Dobbiamo prendere atto che “dall’intimo del cuore dell’uomo possono scatenarsi le forze più oscure, capaci di giungere a programmare sistematicamente l’annientamento del fratello, a considerarlo un nemico, un avversario, o addirittura individuo privo della stessa dignità umana” ha sottolineato il Santo Padre “Ma per i credenti la domanda sul male compiuto dall’uomo introduce anche al mistero della partecipazione alla Passione redentrice“.

Le sofferenze del popolo armeno e dei cristiani oggi in Medio Oriente “continuano, in certo senso, la passione di Gesù, ma in ciascuna di esse – ha detto concludendo Papa Francesco – è posto il germoglio della sua Resurrezione“.

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5 Commenti

Giuliana il 19 aprile 2015 alle 4:42 pm.

Grazie Santo Padre per le sue parole e azioni concrete che illuminano il cammino che ogni cristiano che si mette alla sequela di Cristo.
Anche i bambini le vogliono bene e pregano per lei. Grazie per quanto fa alla Chiesa con le sue parole che rivolge in ogni circostanza .
In questo momento voglio ringraziarla per aver nel corso della Sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scenze Sociali DENUNCIATO (l’aveva già fatto) LE NUOVE FORME DI SCHIAVITu presenti nella società moderna, e per aver sottolineato che la comunità Nazionale ne deve prendere coscienza prendendo posizioni unanimi contro questo crimine e che le istituzioni invece di essere a favore dei cittadini ne approfittano e colpiscono i più deboli.
Ringrazio ancora, con tutto il mio essere per lo speciale Anno del Giubileo della Misericordia . Che la morte di Gesù in Croce compia il grande Miracolo della conversione dei cuori.
Compreso il mio.
La ringrazio, Santo Padre, anche per aver celebrato proprio nella domenica della Divina misericordia il centenario del genocidio Armeno
E’ stata una celebrazione ricca di pace e misericordia che ha accesa la fraternità con i nostri fratelli Ortodossi.

Ricordando il genocidio armeno si è riaccesa in me la mia compassione verso il popolo armeno.

Nel 1987 ero venuta a conoscere di questo massacro perchè avevo nella nostra “nursery school” a Londra due bambini di origine armena .
La loro mamma era pronipote di un uomo che era riuscito a scappare dall’eccidio e aveva trovato a incontrare asilo in Inghilterra.
Ciò che la mamma mi aveva raccontato della loro stori passata non era conosciuta , ma ricordo che i miei occhi si erano riempiti di lacrime.

Non capisco perchè si voglia tenere nascosto il fatto. E’ storia.
Prazie, Papa Francesco. Posso dirle che tutti le persone che conoscono le vogliono molto bene, anche i bambini pregano per lei.
Io lo ricordo tutti i giorni le sue parole ogni giorno mi danno un respiro nuovo per portare il peso della mia sofferenza fisica che faccio fatica ad accettare, quant’unque anche questa la offro giornalmente per il suo difficile ministero.
Allego una foto fatta nella “Nursery school” , a Londra nel tempo in cui davo il mio servizio prima di ritornare nella mia missione in Brasile.
La foto fatta ai miei tempi a Londra per caso è ancora con me come un caro ricordo
Sulla climing frame ci sono tre bambini in posa ( la foto l’ho fatta io) .
Il bambino Armeno che è alla sinistra è Vitor. La sorellina Miriam è quella con il cappellino nel lato destro esterno.
Unita sempre nella preghiera.

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Filomena Ciavarella il 10 aprile 2015 alle 4:59 pm.

Il germoglio della ressurrezione spalanca le porte alla speranza, e’ l’unica risposta vera alla sete di verita’ di ogni essere umano, anche di chi si e’lasciato catturare dal male. Sicuramente in alcuni istanti deve aver intravisto la luce della speranza.
Il mistero della passione e’ l’unica risposta vera al bisogno d’infinito che permea il cuore dell’uomo

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Giuseppe il 10 aprile 2015 alle 1:14 pm.

Padre, continuiamo a fare ciò che a Te non piace. Perdonaci.

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Marilena il 10 aprile 2015 alle 6:41 am.

È barbaro che ancora oggi si muoia perché non sono tutelati i diritti fondamentali dell’uomo quali il professare la propria fede. Ma dobbiamo ugualmente essere portatori di speranza. Non dobbiamo avere paura perché se crediamo nella resurrezione sappiamo che dopo il disfacimento del nostro corpo mortale ci sarà la vita eterna. Crediamo e amiamo gli altri e saremo portatori di luce per il mondo. Cristo a vinto la morte, noi preghiamo affinchè tutti lasciando l’uomo vecchio cambino il cuore e lo aprano all’amore per Dio e per gli altri. Tacciano gli spari si Plachi il dolore e i pianti e regni solo l’amore e il perdono che è cosa gradita al nostro Padre Celeste. Santa Madre di Dio e Madre nostra aiutaci ad amare e trasforma in carne i cuori di pietra inclini alla violenza. Auitaci ad essere nin soldati ma uomini di Dio che costruiscono la pace.

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patrizia zappalà il 9 aprile 2015 alle 11:33 pm.

Santo Padre penso è purtroppo è chiaro anche il mio caro parroco nelle sue meravigliose omelie ci ha detto che siamo proprio nella secondo persecuzione cristiana dove il male perverso si introduce dell uomo è arrìva a tali atrocità come se si ripercorre la passione di Cristo che arriva sino alla morte in croce porta tanto dolore .Ma Egli si piega per saluarci donandoci la vita eterna

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