Papa Francesco a Napoli: la corruzione puzza!

Papa Francesco a Napoli: la corruzione puzza!

La visita al Santuario di Pompei è stato il primo appuntamento pubblico del viaggio apostolico di Papa Francesco a Napoli: si è trattato di un momento di preghiera, che ha visto il Pontefice pregare in silenzio la Beata Vergine del Santo Rosario e recitare una bellissima preghiera pubblica che riportiamo al termine dell’articolo.

Dopo aver affidato il proprio viaggio apostolico a Napoli alla Madonna del Santo Rosario, Bergoglio si è recato a Scampia, una delle periferie più povere e a maggior rischio criminalità di Napoli, dove il cuore del Pontefice si è commosso al vedere la calorosa accoglienza tanto da tralasciare il discorso scritto improvvisando un colloquio a braccio.

La vita a Napoli non è mai stata facile, però non è mai stata triste! – ha detto il Vescovo di Roma, facendo espresso riferimento a quella capacità partenopea di avere un cuore allegro pur nelle difficoltà – È questa la vostra grande risorsa. Il cammino quotidiano in questa città, con i suoi disagi e le sue difficoltà e talvolta le sue dure prove, produce una cultura di vita che aiuta sempre a rialzarsi dopo ogni caduta“.

A Napoli si impara a “fare in modo che il male non abbia mai l’ultima parola“. Si tratta di una “sfida”, ha spiegato il Santo Padre, che si vince con la “speranza”, la quale è un “grande patrimonio, questa “leva dell’anima”, tanto preziosa, ma anche esposta ad assalti e ruberie“.

Chi prende volontariamente la via del male ruba un pezzo di speranza, guadagna qualcosina ma ruba speranza a sé stesso, agli altri, alla società“, ha quindi affermato Francesco, “La via del male è una via che sempre ruba speranza e anche la ruba alla gente onesta e laboriosa, e anche alla buona fama della città, alla sua economia“.

Incontrando poi i vari rappresentanti delle categorie sociali, il Vescovo di Roma, ha toccato alcuni temi che potremmo definire scottanti e attuali: il tema dei migranti, definiti dal Pontefice “fratelli” ai quali far sentire “che sono cittadini, che sono come noi, figli di Dio, che sono migranti come noi, perché tutti noi siamo migranti verso un’altra patria“.

Parlando poi della disoccupazione, particolarmente quella giovanile, ha aggiunto “Cosa fa un giovane senza lavoro? Che futuro ha? Che strada di vita sceglie? E questa è una responsabilità non solo della città, non solo del Paese, ma del mondo! Perché? Perché c’è un sistema economico che scarta la gente e adesso tocca a turno, ai giovani, a essere scartati, cioè senza lavoro. E questo è grave!“.

È grave, del resto, anche lo sfruttamento dei lavoratori, per coloro che riescono a trovare un posto di lavoro: portando l’esempio di una ragazza cui era stato proposto di lavorare 11 ore al giorno per 600 euro di stipendio e senza pensione, il Pontefice ha definito come non cristiani coloro che sfruttano i propri lavoratori.

Infine il monito del Santo Padre è stato quello di evitare la corruzione, la quale non è solo quella eclatante che si legge nei giornali ma inizia dalle piccole cose: la corruzione “è una tentazione, è uno scivolare, lì, lì, lì, verso gli affari facili, verso la delinquenza, verso i reati, verso lo sfruttamento delle persone“.

Preghiera del Papa Francesco alla Vergine del Santo Rosario

Vergine del Santo Rosario, Madre del Redentore, donna della nostra terra innalzata al di sopra dei cieli, umile serva del Signore, proclamata Regina del mondo, dal profondo delle nostre miserie noi ricorriamo a te. Con fiducia di figli guardiamo il tuo viso dolcissimo.

Coronata di dodici stelle, tu ci porti al mistero del Padre, tu risplendi di Spirito Santo, tu ci doni il tuo Bimbo divino, Gesù, nostra speranza, unica salvezza del mondo. Porgendoci il tuo Rosario, tu ci inviti a fissare il suo volto. Tu ci apri il suo cuore, abisso di gioia e di dolore, di luce e di gloria, mistero del figlio di Dio, fatto uomo per noi. Ai tuoi piedi sulle orme dei Santi ci sentiamo famiglia di Dio.

Madre e modello della Chiesa, tu sei guida e sostegno sicuro. Rendici un cuor solo e un’anima sola, popolo forte in cammino verso la patria del cielo. Ti consegniamo le nostre miserie, le tante strade dell’odio e del sangue, le mille antiche e nuove povertà e soprattutto il nostro peccato. A te ci affidiamo, Madre di misericordia: ottienici il perdono di Dio, aiutaci a costruire un mondo secondo il tuo cuore.

O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci annoda a Dio, catena d’amore che ci fa fratelli, noi non ti lasceremo mai più. Nelle nostre mani sarai arma di pace e di perdono, stella del nostro cammino. E il bacio a te con l’ultimo respiro ci immergerà in un’onda di luce, nella visione della Madre amata e del Figlio divino, anelito e gioia del nostro cuore con il Padre e lo Spirito Santo.

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