Papa Francesco agli universitari: la terra va custodita e protetta

Papa Francesco agli universitari: la terra va custodita e protetta

Proseguendo il proprio Viaggio Apostolico in Ecuador, Papa Francesco ha incontrato i membri del mondo della Scuola e dell’Università presso la Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador: nel corso del proprio intervento il Pontefice ha fatto notare come degrado ambientale e degrado sociale vadano di pari passo e questo perché la terra va custodita e non solo coltivata.

Il degrado ambientale che notiamo nel nostro secolo, ha spiegato il Santo Padre, è il frutto di un errore di fondo: l’uomo, pensando di essere padrone della Terra, ha abusato di questa. La realtà, però, è differente: noi siamo i custodi della Terra e non i suoi padroni.

Facendo riferimento alle Scritture, nello specifico alla Genesi, il Vescovo di Roma ha ricordato come Dio, nel momento in cui affida la Terra all’uomo, non solo gli dà il compito di coltivarla ma anche quello di custodirla. Questi due compiti, ha aggiunto, non sono separabili l’uno dall’altro, tanto che, afferma Francesco, “non coltiva chi non custodisce e non custodisce chi non coltiva“.

Ognuno di noi è chiamato con la propria vita a coltivare e custodire il creato, per dare frutto: Dio, nella Genesi, invita l’uomo a essere parte della Sua opera creatrice e a tal fine gli affida la Terra. Questa “è un regalo, è un dono, è una offerta“, essa esisteva già prima di noi e continuerà ad esistere dopo di noi.

Tutta la creazione è un dono che Dio ha fatto all’uomo, è un dono che va condiviso, è un dono che ci Dio ci ha dato per costruire un “noi” – ha spiegato Bergoglio – il mondo stesso, la storia è il luogo dove costruiamo il “noi“, il noi con Dio.

Oggi proteggere e custodire la Terra è una esigenza, è una emergenza che nasce per il danno che l’uomo ha provocato per l’uso irresponsabile e l’abuso dei beni che Dio gli ha affidato: ci siamo sviluppati pensando che siamo proprietari e dominatori della Terra, tanto che questa, oggi, è figurativamente una dei più poveri e maltrattati al mondo.

Terminando il proprio intervento, quindi, Francesco ha invitato a riflettere sul fatto che esiste una relazione tra la nostra vita e nostra madre Terra: l’ambiente umano e quello naturale si degradano assieme e non possiamo affrontare la degradazione umana e sociale se non curiamo contestualmente anche la degradazione ambientale.

Dio, al vedere come abbiamo trattato il Suo creato, ci chiede, come chiese a Caino: dove è tuo fratello? Caino, rispose: “sono forse io il custode di mio fratello?“. Facendo un esame di coscienza, ha dunque concluso Papa Francesco, ognuno di noi si chieda quale sia la risposta che sta dando a questa domanda.

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2 Commenti

attilio il 8 luglio 2015 alle 9:49 pm.

LE PAROLE VOLANO AL CIELO, LE BASIII E RADICIII, POSSONO E DEVONO, RICOSTRUIRE UN FUTURO NUOVO, PER CREARE +++ VITA, FAMIGLIA, FIGLI, FEDE, FUTURO, PACEEE

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Ivana Barbonetti il 8 luglio 2015 alle 5:48 pm.

DIO TI BENEDICA SANTO PADRE FRANCESCO, io ho vissuto e vivo con enorme disagio il degrado ambientale e umano che ho trovato in una parte del LAZIO in cui sto’ abitando dal 9/2009, mi rigenero quando vado a Roma, pur nel traffico malfunzionante e caotico ,nel quartiere prati, i viali con alberi secolari sani, le strade pulite nonostante il grande afflusso, come era tutta Roma fino agli anni 70/80..Mi sono sorpresa a “vedermi” intollerante,malinconica nell’ambiente in cui vivo, il degrado a influito sul mio umore, sul mio essere solare, non lo sono piu’ come prima.Questo ci faccia riflettere su i tanti problemi di disadattamento dei bambini,depressioni, i bambini!!!disturbi alimentari,insonnia ecc.ecc. La responsabilita’ e’ nel degrado che noi abbiamo creato, i bambini o chi come me che proviene da un’altra realta’, vive con estremo disagio. Non diamo colpe agli altri, rimbocchiamoci le maniche, lavoriamo in prima persona non aspettiamo che lo facciano gli altri, GLI ALTRI SIAMO NOI. Ivana Barbonetti.

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