Papa prega per una giustizia penale aperta alla speranza

Papa prega per una giustizia penale aperta alla speranza

Papa Francesco, durante la propria omelia in occasione del Giubileo dei Carcerati ha invitato gli oltre mille detenuti presenti a guardare al futuro con speranza, ricordando che Dio stesso spera nell’umanità e che ogni uomo scelga il bene.

“Per paradossale che possa sembrare”, ha commentato il Vescovo di Roma, “è proprio così: Dio spera! La sua misericordia non lo lascia tranquillo. È come quel Padre della parabola, che spera sempre nel ritorno del figlio che ha sbagliato (cfr Lc 15,11-32). – ha proseguito Bergoglio – Non esiste tregua né riposo per Dio fino a quando non ha ritrovato la pecora che si era perduta (cfr Lc 15,5)“.

La speranza, “non può essere tolta a nessuno, perché è la forza per andare avanti; è la tensione verso il futuro per trasformare la vita; è una spinta verso il domani, perché l’amore con cui, nonostante tutto, siamo amati, possa diventare nuovo cammino… – ha detto ulteriormente – Insomma, la speranza è la prova interiore della forza della misericordia di Dio, che chiede di guardare avanti e di vincere, con la fede e l’abbandono in Lui, l’attrattiva verso il male e il peccato“.

Con questo, chiaramente, non si vuole dire che la sanzione del carcere sia sbagliata, poiché “il mancato rispetto della legge ha meritato la condanna“, ha spiegato Papa Francesco. Tuttavia questa condanna deve essere vissuta nell’ottica di cambiare vita, al momento in cui si uscirà dal carcere.

A volte, una certa ipocrisia spinge a vedere in voi solo delle persone che hanno sbagliato, per le quali l’unica via è quella del carcere. – ha commentato il Papa rivolgendosi ai detenuti – Io vi dico: ogni volta che entro in un carcere mi domando: “Perché loro e non io?”. Tutti abbiamo la possibilità di sbagliare: tutti. In una maniera o nell’altra abbiamo sbagliato. E l’ipocrisia fa sì che non si pensi alla possibilità di cambiare vita: c’è poca fiducia nella riabilitazione, nel reinserimento nella società. Ma in questo modo si dimentica che tutti siamo peccatori e, spesso, siamo anche prigionieri senza rendercene conto. Quando si rimane chiusi nei propri pregiudizi, o si è schiavi degli idoli di un falso benessere, quando ci si muove dentro schemi ideologici o si assolutizzano leggi di mercato che schiacciano le persone, in realtà non si fa altro che stare tra le strette pareti della cella dell’individualismo e dell’autosufficienza, privati della verità che genera la libertà. E puntare il dito contro qualcuno che ha sbagliato non può diventare un alibi per nascondere le proprie contraddizioni“.

Da qui l’invito ai detenuti a vivere la propria detenzione con speranza, a cambiare vita e a prendere a modello “il ladro pentito, crocifisso insieme a Gesù, (che) lo ha accompagnato in paradiso (cfr Lc 23,43). Nessuno di voi, pertanto, si rinchiuda nel passato! Certo, la storia passata, anche se lo volessimo, non può essere riscritta. Ma la storia che inizia oggi, e che guarda al futuro, è ancora tutta da scrivere, con la grazia di Dio e con la vostra personale responsabilità. Imparando dagli sbagli del passato, si può aprire un nuovo capitolo della vita“.

Il pensiero del Papa è stato rivolto anche alle istituzioni, alle quali, durante il proprio discorso dopo la recita dell’Angelus, ha chiesto un “miglioramento delle condizioni di vita nelle carceri in tutto il mondo, affinché sia rispettata pienamente la dignità umana dei detenuti. Inoltre, desidero ribadire l’importanza di riflettere sulla necessità di una giustizia penale che non sia esclusivamente punitiva, ma aperta alla speranza e alla prospettiva di reinserire il reo nella società. In modo speciale, sottopongo alla considerazione delle competenti Autorità civili di ogni Paese la possibilità di compiere, in questo Anno Santo della Misericordia, un atto di clemenza verso quei carcerati che si riterranno idonei a beneficiare di tale provvedimento“.

Share Button

Lascia il tuo pensiero con Giudea.com

1 Commento

Ivana Barbonetti il 7 Novembre 2016 alle 1:45 pm.

E’ umana la brutta abitudine a “giudicare”, allora ricordiamo il passo del Vangelo dove si voleva lapidare l’adultera, Gesu’ non disse se era giusto o sbagliato, disse; scagli la prima pietra chi e’ senza peccato!——-credo che se ci ricordiamo di questo, giudicheremmo meno.——

Rispondi

Lascia un commento

La tua e-mail non sarà pubblicata. Campi obbligatori *

È possibile utilizzare i seguenti codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.