Per rimanere con Dio dobbiamo seguirlo per cercare la pecora smarrita

Per rimanere con Dio dobbiamo seguirlo per cercare la pecora smarrita

La parabola della pecorella smarrita (cfr Lc 15,1-7) al centro della riflessione di Papa Francesco durante l’Udienza Generale di oggi, mercoledì 4 maggio 2016: il Santo Padre ha sottolineato come, secondo la logica umana, sembri irrazionale il comportamento di Dio che lascia le 99 pecore per andare in cerca di quella smarrita. Eppure, ha detto il Vescovo di Roma, proprio questo ci dice quanto sia importante ognuno di noi: nessuna pecora può andare perduta e noi cristiani, a imitazione del Buon Pastore, siamo chiamati “ad uscire in ricerca per intraprendere un cammino di fraternità. Nessuna distanza può tenere lontano il pastore; e nessun gregge può rinunciare a un fratello. – ha commentato Francesco –  Trovare chi si è perduto è la gioia del pastore e di Dio, ma è anche la gioia di tutto il gregge! Siamo tutti noi pecore ritrovate e raccolte dalla misericordia del Signore, chiamati a raccogliere insieme a Lui tutto il gregge!

Ai farisei che si scandalizzavano della sua relazione con peccatori, Gesù propone questo paradosso: “Chi di voi, se si perdesse una pecora, sarebbe in grado di lasciare le altre 99 nel deserto per andare a cercarla? Notate che non ha detto che le lascia nell’ovile, in un luogo sicuro, ma nel deserto, senza acqua, senza cibo, in balia delle bestie selvatiche e dei ladri. Non sembra ragionevole, e, senza dubbio, così fa il Buon Pastore. Non si preoccupa di mettere in salvo prima il resto del gregge, ma va subito a cercare la pecora smarrita e la porta a casa sulle sue spalle.

Molte volte anche noi ci scandalizziamo di questo atteggiamento apparentemente incosciente del Signore, ma c’è una ragione per questo modo di comportarsi. Non possiamo pretendere che il Signore rimanga con noi, dimenticando gli altri; nessuno lo può tenere solo per sé, bloccando il suo amore verso tutti. Se noi vogliamo “averlo per noi”, dobbiamo seguirlo, seguirlo lì dove si trova la pecora smarrita: se ci muoviamo con Lui, anche noi festeggeremo al incontrarla e al tornare a casa assieme con lei.

Ognuno di noi è la pecorella smarrita che il Signore, pieno di misericordia, prende sulle sue spalle per portarla a casa e, allo stesso tempo, ognuno di noi è chiamato a raccogliere tutto il gregge assieme al Buon Pastore, per partecipare tutti alla sua gioia. Che Dio vi benedica.

Queridos hermanos y hermanas:

Delante de los Fariseos que se escandalizaban de su relación con los pecadores, Jesús les propone esta paradoja: «¿Quién de vosotros, si se le pierde una oveja, sería capaz de dejar a las 99 en el desierto para ir a buscarla? Fíjense que no dice que las deja en el redil, en un lugar seguro, sino en el desierto, sin agua, sin comida, a merced de las fieras y ladrones. No parece sensato, y sin embargo así hace el buen Pastor. No se preocupa de poner a salvo primero al resto del rebaño, sino que va de inmediato en busca de la oveja perdida y la lleva a casa sobre sus hombros.

Muchas veces también nosotros nos escandalizamos de esta actitud aparentemente inconsciente del Señor, pero hay una razón para este modo de actuar. No podemos exigir al Señor que permanezca con nosotros, olvidándose del otro; nadie puede sujetarle, frenar su amor por todos. Si queremos “tenerlo”, debemos seguirlo, seguirlo allí donde se encuentra la oveja descarriada, si nos movemos con él, también nosotros haremos fiesta al encontrarla y volver juntos a casa.

Cada uno de nosotros es esa oveja que el Señor lleno de misericordia ha querido cargar sobre sus hombros para llevarla a casa y, al mismo tiempo, cada uno hemos sido llamados a recoger junto al Buen Pastor a toda la grey, para participar todos de su alegría. Que Dios los bendiga.

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3 Commenti

luciana serrati il 6 Maggio 2016 alle 8:56 am.

“nessuna distanza può tenere lontano il pastore, e nessun gregge può rinunciare ad un fratello”…è questo che bisogna sempre ricordare…ovunque noi siamo e qualsiasi colpa abbiamo commesso, il “Pastore verrà sempre a cercarci perché è Lui che non ci vuole perdere, perché ci ama così come siamo, con le nostre debolezze caratteriali…e Lui, prima ci perdona e ci dimostra quanto ci tiene ad ognuno di noi e che abitiamo nel Suo cuore…e…poi…c’insegna a non ricadere sugli stessi errori. Gesù ci ama oltre ogni limite puramente umano…e ci spinge ad amare i fratelli nello stesso modo…Non è facile? Certo…ma dobbiamo impegnarci perché solo così noi risponderemo fiduciosi al Sua amore immenso. Da oggi impegniamoci a salvar almeno un fratello e a strapparlo dalle grinfie del male…se ci riusciremo, solo così capiremo di essere sempre e solo tra le braccia del Signore.

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patrizia albanese il 6 Maggio 2016 alle 8:48 am.

DIO E’ MISERICORDIA

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Isabella il 5 Maggio 2016 alle 10:37 am.

***Grazie!…Buona festa****Per chi ama la verita’,non e’ difficile dire le cose ma,ce ne sono alcune,e la piu’ importante,che non sa uscire con le parole.Le parole…..sono tutte piccole,come quell’agnellino. Ce n’e’ una sola,una sola GRANDE…che riconosco in quella foto,dove non so,(lo so!)chi sia il piu’ tenero,se il portato o…..il “Portatore”. Una volta,mi sono sentita dire:tua madre doveva chiamarti Costanza,no Isabella!Perche’ non mi lascio convincere da niente!Da niente che non sia la verita’,che mi risuona,dentro.
Lo Spirito Santo,pieno di tutto,si prende cura di te*****ti fa pieno di tutto.
Isabella

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