Sono una persona leale, trasparente o sono un ipocrita?

Sono una persona leale, trasparente o sono un ipocrita?

L’ipocrisia è il lievito cattivo che ci porta lontano dal cammino del Signore: come ogni buon lievito che si rispetti ne basta un granello affinché questo cresca, cresca fino a occupare tutto lo spazio disponibile. È per questo che il cristiano deve guardarsi dalla tentazione di cadere nell’ipocristia, che è proprio quanto Gesù recrimina ai farisei.

Commentando le Letture del giorno, Papa Francesco, durante la sua omelia a Santa Marta ha parlato dell’ipocrisia come di una vera e propria malattia dell’anima: essa è una “schizofrenia spirituale“: è quando “si dice una cosa e si fa un’altra“, e purtroppo è una delle tentazioni più grandi per il cristiano.

L’ipocrita è un simulatore: sembra buono, cortese ma dietro di sé ha il pugnale“, ha ulteriormente spiegato Bergoglio, “Pensiamo a Erode: con quanta cortesia – spaventato di dentro – aveva ricevuto i Magi! E poi, al momento del congedo, dice: ‘Ma, andate, e poi tornate, e ditemi dove è questo bambino perché anche io vada ad adorarlo!’. Per ucciderlo! L’ipocrita che ha doppia faccia. È un simulatore“.

Del resto, Gesù stesso ci mette in guarda da questa tentazion, “parlando di questi dottori della legge, dice: ‘Questi dicono e non fanno’: è un’altra forma di ipocrisia. È un nominalismo esistenziale: quelli che credono che, dicendo le cose, sta tutto fatto. No. Le cose vanno fatte, non solo dette. E l’ipocrita è un nominalista, crede che con il dire si faccia tutto“.

L’ipocristia, poi, cresce continuamente, come il lievito e alla fine ci rende ciechi, incapaci di riconoscere i nostri peccati. Difatti, “l’ipocrita è incapace di accusare se stesso – ha detto il Papa – mai trova in se stesso una macchia; accusa gli altri. Pensiamo alla pagliuzza e alla trave, no? E così possiamo descrivere questo lievito che è l’ipocrisia“.

Quindi, facendo un esempio di vita familiare, Bergoglio ha detto: “io ricordo che per Carnevale, quando eravamo bambini, la nonna ci faceva dei biscotti, ed era una pasta molto sottile, sottile, sottile quella che faceva. Poi la buttava nell’olio e quella pasta si gonfiava, si gonfiava … e quando noi incominciavamo a mangiarla, era vuota. E la nonna ci diceva – nel dialetto le chiamavano bugie – ‘queste sono come le bugie: sembrano grandi, ma non hanno niente dentro, non c’è niente di verità, lì; non c’è niente di sostanza’. E Gesù ci dice: ‘State attenti dal cattivo lievito, quello dei farisei’. E quale è? È l’ipocrisia. Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia”.

Ci farà bene, oggi, meditare sulla nostra testimonianza cristiana e sulla genuinità della stessa, domandandoci: “Sono una persona leale, trasparente o sono un ipocrita?“.

 Pensiamo “con quanta verità si confessano i bambini! I bambini mai, mai, mai dicono una bugia, nella confessione; mai dicono cose astratte. ‘Ho fatto questo, ho fatto quell’altro, ho fatto …’: concreti. – ha concluso Papa Francesco – I bambini, quando sono davanti a Dio e davanti agli altri, dicono cose concrete. Perché? Perché hanno il lievito buono, il lievito che li fa crescere come cresce il Regno dei Cieli. Che il Signore ci dia, a tutti noi, lo Spirito Santo e la grazia della lucidità di dirci qual è il lievito con il quale io cresco; qual è il lievito con il quale io agisco“.

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1 Commento

Gabriele il 16 Ottobre 2016 alle 8:28 am.

Ipocrisia !
Il mondo è pieno, tutti siamo un po’ ipocriti è la verità, ma c’è chi è troppo ipocrita pensa di essere più furbo e superiore agli altri .
Non ammettiamo di sbagliare o poter sbagliare anche quando sbagliamo non lo ammettiamo, ipocrisia assoluta.
Purtroppo è così! Peccato, tutto sarebbe più bello e semplice.
Buona giornata a tutti
Gabriele

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