Ancoriamo il nostro cuore là dove sono i nostri antenati!

speranza ancora cuore antenatiGli antenati sono speranza per il cristiano: essi permettono di non smarrire il cammino che porta a Gesù. Il ricordo dei defunti, la loro commemorazione, ci permette di ancorare il nostro cuore là dove sono loro, che è anche il luogo dove è Dio.

Tornando a parlarci della speranza, Papa Francesco ci regala una bellissima immagine di cosa sia la speranza che vale più di mille parole e ci permette di approfondire la scoperta della speranza per il cristiano: la speranza è una ancora che permette di fissare il nostro cuore a Dio e di non perdere il contatto con Lui grazie alla corda che collega l’ancora fissata presso di Lui con il nostro cuore.

E’ nuovamente l’immagine dell’ancora che il Pontefice utilizza per spiegare la speranza “i primi cristiani dipingevano la speranza con un’ancora – commenta il Vescovo di Roma nel Cimitero del Verano – come se la vita fosse l’ancora gettata nella riva del Cielo” che è la riva dell’ al di là “e tutti noi incamminati verso quella riva, aggrappati alla corda dell’ancora“.

I nostri defunti quindi ci garantiscono che la riva dove stiamo gettando la nostra ancora, dove stiamo fissando il nostro cuore, è quella giusta poiché è la riva “dove sono i nostri antenati, dove sono i Santi, dove è Gesù, dove è Dio“. Non è dunque possibile aggrapparsi a una riva sbagliata finché terremo vivo il ricordo dei nostri cari.

Noi tutti abbiamo bisogno della speranza, non possiamo farne a meno: “la speranza è un po’ come il lievito – commenta Papa Francesco nel corso dell’omelia – che ti fa allargare l’anima” Il cristiano che ha il cuore fermo in una riva sicura è coraggioso, non teme nulla, infatti “ci sono momenti difficili nella vita, ma con la speranza l’anima va avanti – aggiunge il Vescovo di Roma – e guarda a ciò che ci aspetta“.

La commemorazione dei defunti è speranza e gioia, vera gioia, di quella che dà la pace poiché sentiamo la sicurezza che il nostro cuore è ancorato nella riva giusta e “se non fosse ancorato bene -aggiunge Papa Francesco – ancoriamolo là, in quella riva, sapendo che la speranza non delude perché il Signore Gesù non delude“.

Share Button

Lascia il tuo pensiero con Giudea.com

6 Commenti

patrizia manciati il 4 Novembre 2013 alle 8:02 pm.

STO VEDENDO IN QUESTO MOMENTO “STRISCIA LA NOTIZIA”.
L’OSPEDALE CARDARELLI DI NAPOLI: IL CORRIDOIO E’ UNA CORSIA DI MALATI CHE NON HANNO POSTO LETTO……..

MA POSSIBILE CHE ATTIVIAMO MISSIONI ECT.ECT. E NON SIAMO CAPACI DI RISOLVERE I PROBLEMI IN CASA NOSTRA.

SE OGNI COMUNITA’ PENSASSE UN PO’ AL SUO TERRITORIO SAREBBE COME UN GRANELLO CHE SPOSTA LA MOMTAGNA.

Rispondi

ILARIO MAIOLO il 4 Novembre 2013 alle 9:09 am.

Santità,
Il mio papà è deceduto sul lavoro l’11 maggio 1988 in Roccella Jonica (R.C.), ero ragazzo appena 21enne, appunto, l’età delicata per capire il senso del futuro.
Il Signore mi ha seguito portandomi per mano, passo dopo passo. Nonostante i momenti critici e bui sono riuscito a non perdere quella luce di speranza che ha illuminato la mia strada, nonostante sia stato lasciato solo da amici, parenti e conoscenti, il mio desiderio di attraversare il mare in tempesta non mi ha lasciato cadere nel vuoto e futile quotidiano.
Voglio allegare una mia testimonianza:
Non è più tollerabile lo stillicidio di morti sul lavoro che avviene, ormai, tutti i giorni nei vari cantieri. Chi scrive sa cosa significa, perché orfano a 20 anni di padre morto in un incidente sul lavoro l’11.05.88. Una morte assurda e incomprensibile: morto sepolto dalla terra in un fosso profondo m.3,75 e largo cm.63-65, quanto la “benda”, dell’escavatore e senza nessuna protezione, cioè senza i dovuti e necessari “accorgimenti” tecnici di sicurezza di cantiere. Per me, figlio – ventenne, studente universitario, è cominciato un vero e proprio calvario.

Da quel giorno… sono rimasto, proprio, nudo… e per oltre 2 anni ho sofferto anche la fame. Mi ero ridotto un chiodo: la taglia 40 dei pantaloni mi stava larga, li dovevo “reggere” con le bretelle. E nessuno…, nessuno, proprio nessuno è venuto a chiedermi se avessi bisogno di un pezzo di pane per mangiare o altro aiuto. Nessuno!!!

Solo la fede, la fede cristiana, la mia fede è stata l’ancora di salvezza e la speranza di farcela, la tenacia di non farmi vincere… dalla sconfitta della morte. E mi sono affidato interamente a Cristo Gesù. Sì, Cristo Gesù mi ha miracolato! E quindi, non posso sopportare le ingiustizie ai danni dei lavoratori e delle loro famiglie.

Spero proprio che i dovuti controlli negli ambienti di lavoro e soprattutto nel settore edile vengano incrementati. Io sono pronto a collaborare con le Istituzioni per dare il mio contributo di giurista e soprattutto di… orfano di caduto sul lavoro.
Pubblicato da:
http://www.affaritaliani.it/cronache/morti-sul-lavorocommento220109.html

A tutt’oggi aspetto!

Rispondi

roberto il 4 Novembre 2013 alle 6:01 pm.

La tua storia mi ha profondamente commosso, anche se, per mia fortuna , non ho mai vissuto una esperienza simile alla tua, sono contento e ti ammiro per aver trovato in Gesù, la forza e la speranza un abbraccio

Rispondi

ILARIO MAIOLO il 5 Novembre 2013 alle 8:35 am.

Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Rispondi

vera martignone il 3 Novembre 2013 alle 1:11 pm.

Caro Papa Francesco, pensando alla Speranza, mi viene nella mente un ponte, come diceva Buddha, non bisogna mettere troppe cose su quel ponte perché potrebbe crollare, e di conseguenza noi non potremmo raggiungere più l’altra sponda che è quella che ci porterà da Dio.
I nostri cari defunti sono le nostre radici, coloro che ci hanno insegnato a camminare nella via giusta….per questo dobbiamo non solo ricordarli sempre, ma ringraziarli per tutto ciò che hanno fatto per noi.
Caro Papa Francesco, appena finito di scrivere prometto che dirò un eterno riposo per la tua cara nonna (ho letto qualcosa su di lei in un libro), e per i tuoi genitori, insieme ai miei cari tutti. Buona giornata caro Francesco, che Dio Ti protegga sempre!

Rispondi

EZIO PALLANCA il 2 Novembre 2013 alle 8:53 pm.

Ormai non ho più parole di elogio del nostro Papa Francesco perchè mi ripeterei sempre, comunque ha un carisma che ti fa muovere il cuore verso Dio, ti fa amare il nostro Signore in un nuovo modo, che ti fa chiedere a Gesù… Aumenta la mia Fede, e con il suo arrivo ho sempre la preghiera nel cuore e nella mente, e ogni tanto, pensando al nostro Signore, mi viene sempre una preghiera per Francesco, un Padre nostro, un’Avemaria e un Gloria al Padre. Alla sera mi addormento con il Rosario in mano, sono convinto che il Signore accompagna nelle ore del mio riposo.
Chiudo dicendo…. Grazie Santo Padre, Grazio Papa Francesco o più semplicemente “”Grazie Francesco””
PS. la mia contentezza è anche perchè il nostro Papa è un Sagittario come il sottoscritto. Buon anotte Francesco e il Signore sia sempre con te.

Rispondi

Lascia un commento

La tua e-mail non sarà pubblicata. Campi obbligatori *

È possibile utilizzare i seguenti codici HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.