Riflessioni di Papa Francesco

Le parrocchie siano isole di misericordia in mezzo all’indifferenza

È stato reso pubblico in questi giorni il Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2015: nel corso della lettera, il Papa, invita i cristiani a guardarsi dall’ “indifferenza verso il prossimo e verso Dio“, che descrive come “una reale tentazione anche per noi cristiani“.

Dio non è indifferente al mondo – ha detto il Santo Padre – ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo“: dobbiamo comprendere questo per capire quanto sia importante prenderci cura dei nostri fratelli. Dio “non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. – ha ulteriormente commentato Bergoglio – Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade“.

Questo noi giungiamo a percepirlo quando siamo in stato di bisogno, ma poi “quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano le loro sofferenze, i loro problemi e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza“.

Il periodo di Quaresima è il momento adatto per riflettere su tutto questo. “Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato” e proprio in Quaresima comprendiamo che “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” e il Suo amarci non è solamente un buon esempio ma una necessità: solo accogliendo l’amore che abbiamo ricevuto da Dio possiamo poi amare gli altri.

È proprio questo che Gesù ci insegna con la lavanda dei piedi, ricordata nella liturgia del Giovedì Santo: “Pietro non voleva che Gesù gli lavasse i piedi, ma poi ha capito che Gesù non vuole essere solo un esempio per come dobbiamo lavarci i piedi gli uni gli altri. – ha detto – Questo servizio può farlo solo chi prima si è lasciato lavare i piedi da Cristo. Solo questi ha “parte” con lui (Gv 13,8) e così può servire l’uomo“.

La Quaresima è un tempo propizio per lasciarci servire da Cristo e così diventare come Lui. – ha quindi aggiunto Francesco – Ciò avviene quando ascoltiamo la Parola di Dio e quando riceviamo i sacramenti, in particolare l’Eucaristia. In essa diventiamo ciò che riceviamo: il corpo di Cristo. In questo corpo quell’indifferenza che sembra prendere così spesso il potere sui nostri cuori, non trova posto. Poiché chi è di Cristo appartiene ad un solo corpo e in Lui non si è indifferenti l’uno all’altro“.

Le parrocchie, le comunità cristiane, ciascun cristiano non possono essere indifferenti agli altri poiché l’indifferenza non è nella natura di Cristo: in tal senso il desiderio e auspicio del Santo Padre per la Quaresima 2015 è stato

Cari fratelli e sorelle, quanto desidero che i luoghi in cui si manifesta la Chiesa, le nostre parrocchie e le nostre comunità in particolare, diventino delle isole di misericordia in mezzo al mare dell’indifferenza!

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9 pensieri su “Le parrocchie siano isole di misericordia in mezzo all’indifferenza

  1. Nn tutte le parrocchie sono, purtroppo,isole di misericordia anzi a volte possono essere luoghi dove si annida l’usurpatore, cioè colui che usa quel luogo x divulgare il suo ” credo” politico e meno la fede del Signore Dio. Ho + volte segnalato l’atteggiamento poco consono alla figura che rappresenta del parroco di Pogerola di Amalfi- Sa-Don Andrea che con le sue azioni allontana sempre + i fedeli che una volta erano numerosi.

    1. gio paci
      Puoi segnalare finchè avrai vita, non cambierà mai nulla. Te lo dico per esperienza diretta. purtroppo, amara e dolorosa esperienza.

  2. Caro Papa Francesco
    la globalizzazione spaziale (tecnologica) combatte l’indifferenza, oggi inizia la Settimana del dialogo interreligioso, 1-7 Febbraio 2015
    proposta alle Nazioni Unite dal Re di Giordania nel Dicembre 2010, approvata all’unanimità da tutte le Nazioni e dai Capi Religiosi, io fui invitata ad organizzare a Roma un evento nel 2013
    avevo solo un mese a disposizione, decisi di chiedere al Ministero Culturale Cinese di presentare in una scuola pubblica di Roma un video sulle religioni in Cina “TIBET TODAY” è stato inserito nel web delle N.U
    Quest’anno delegata dal Governo Cinese in occasione della WORLD INTERFAITH HARMONY WEEK avevo chiesto ed ottenuto un documentario in 10 lingue sulle minoranze (56) usi, costumi e religioni
    in Cina, per il Papa
    purtroppo non potrò causa un trauma subito essere presente mercoledì 4 Febbraio, all’udienza in Vaticano da me richiesta
    sarà quando Dio vorrà e magari con gli amici del web
    http://www.worldinterfaithharmonyweek.com
    grazie
    in Jesus
    Rosa

  3. Credo che questo messaggio sia diretto a tutti, in questo mondo è in particolare, noi cattolici di questa nostra Europa, che vive nel benessere, nonostante la crisi, dobbiamo prendere l’esempio delle parti più povere del Mondo come Africa e sud America, dove l’amore cristiano è vissuto con esntusiasmo, accoglienza ed amore verso il prossimo, questo le notiamo anche nella differenza del presenziare le nostre Chiese, qui in Europa, la Santa Messa è diventa una cosa scontata, quasi meccanica, vissuta, con superficialità, quella superficialità che riscontra nei rapporti, poichè dopo l’Eucarestia, ognuno va nella propria casa, piena di tutti i confort è non si preoccupa del prossimo, questo lo vediamo nello spreco delle cose, di qualiasi genere alimentare o di altre cose utilili per vivere, erchè noi sprechiamo ed invece attorno a noi c’è chia ha bisogno, o muore di fame o al freddo, don OresteBenzi, spesso mi ricordava che noi dobbiamo accogliere nelle nostre case o donare ai poveri che incontriamo ciò che serve per vivere,perchè nel prossimo che è in stato di miseria, e di povertà c’è il volto di Cristo sofferente. In atri paesi questa accoglienza questa disponibità nell’aiutare il prossimo e più utilizzata come carità verso il povero, è più presente che Da noi. Per questo dobbiamo cambiare il Signore perchè ci aiuti a convertirci a Lui e a pregare perchè cambi dil nostro cuore spesso freddo e indifferente, ad un cuore più aperto e accogliente e amorevole verso iol prossimo.

  4. Caro Santo Padre,
    con Lei ci sentiamo più uniti ed amorevoli verso gli altri. Le scrivo perchè ho cercato di parlare con il nostro Vescovo ma ho ricevuto solo una risposta sarcastica.
    Sono nato il 7.7.48 a Borgo a Mozzano (LU) ed abito a Lammari-Capannori (LU). Moltissime delle nostre parrocchie nella valle ed in Garfagnana sono sprovviste dell’assistenza di un parroco che non possiamo certo criticare perchè purtroppo sono sempre meno. Ma quello che volevo far presente è il fatto che in altre parrocchie, sempre degli stessi luoghi, si dicono anche tre-quattro messe la domenica mentre in altre non viene fatta alcuna funzione; i ragazzi sono sempre più abbandonati ed a servire la messa non ne vediamo più; gli anziani non ricevono più l’assistenza ecclesiastica ed il mondo, così, è più povero. Forse, mi scusi se mi permetto, sarebbe il caso di controllare meglio queste disparità e dare più assistenza anche nei luoghi più lontani dalle ribalte mediatiche e dalle grandi città (vedi anche le scuole, i luoghi di svago, che esistono da sempre nelle parrocchie ma non vengono più “invogliati” come prima, le aggregazioni assistenziali, i piccoli paesi ecc.ecc.).
    Non spero di ricevere una Sua risposta ma spero vivamente che Lei possa intervenire sulle autorità ecclesiastiche della zona e possa, ove sia possibile, mettere riparo a queste mancanze.
    La ringrazio per quello che potrà fare e Le chiedo la Sua benedizione per tutta la mia famiglia.
    Con ossequio e amore
    Gianfranco Marchetti

    1. Alcuni vescovi e parroci – ma vedo, parecchi – esercitano un potere dispotico, che di cristiano non ha proprio nulla. La loro indifferenza di fronte a qualsiasi problema che non lo tocchi personalmente è ormai prassi. Il dialogo con il “gregge” li distrurba e viene respinto.
      Se la chiesa s’invischia nella politica, la fede diventa pura utopia.

    2. Quando qualsiasi “istituzione” svolge libero esercizio dei poteri, senza nessun controllo, ogni capo territoriale si sente ed agisce da Padreterno. La cristianità? A loro esclusiva interpretazione e convenienza.
      Sono loro – nessun altro – che allontanano.
      Chi è onesto per propria formazione, continua ad esserlo, anche subendo le iposcrisie di chi ha confuso (per proprio tornaconto) la missione e la vocazione con l’autoritarismo soggettivo.

    3. Signor Marchetti condivido la sua richiesta e spero che venga esaudita. Lei mi ha fatto ricordare quando da bambina si giocava nell’unica strada del paese e nessuno si curava di noi. Poi arrivo’ un nuovo parroco, Don Isidoro, era inverno lui arrivò con le pantofole di pezza, era poverissimo ma riuscì in poco tempo a fare un “oratorio” dove accolse noi bambini e ragazzi, ci insegno’ olre al Vangelo anche a vivere come il Vangelo ed ancora oggi dopo sessant’anni lo ricordo con tanta gratitudine. Spero che nei paesi più abbandonati possano arrivare altri Don Isidoro che sappiano guidare onestamente in nome di Gesù i nostri giovani. Le auguro ogni bene. !A.M. Crestani

      1. Grazie della sua risposta ! Mi sono rivisto nelle sue parole, ma oggi non è più così e me ne dolgo tantissimo. Un caro saluto ed un augurio di tanta serenià. G.F.Marchetti

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