A Pasqua laviamo gli occhi ai bambini perché vedano Gesù risorto

 

Vorrei farvi una domanda: quale festa è la più importante della nostra fede: il Natale o la Pasqua? Queste è la domanda che Papa Francesco rivolge ai fedeli durante l’udienza generale. La risposta èa Pasqua perché è la festa della nostra salvezza la celebrazione della sua morte e Risurrezione.

Questi giorni costituiscono la memoria celebrativa di un grande unico mistero: la morte e la risurrezione del Signore Gesù, continua il Santo Padre, il Triduo Pasquale ha inizio domani, con il Giovedì Santo e si concluderà con i vespri della Domenica di Risurrezione. Tutti i cristiani sono chiamati a vivere i tre Giorni santi – giovedì, venerdì, sabato; e la domenica, ma il sabato è la risurrezione i tre Giorni santi come, per così dire, la “matrice” della loro vita personale, della loro vita comunitaria, come hanno vissuto i nostri fratelli ebrei l’esodo dall’Egitto.

La mattina di Pasqua possiamo udire solennemente l’annuncio della risurrezione: «Cristo, nostra speranza, è risorto e ci precede in Galilea». E in tanti popoli del mondo la gente si saluta in questi giorni pasquali non con “buongiorno”, “buonasera” ma con “Cristo è risorto”, per affermare il grande saluto pasquale e in queste parole di commossa esultanza culmina il Triduo. Incomincia lì il cammino alla missione, all’annuncio: Cristo è risorto. E questo annuncio, a cui il Triduo conduce preparandoci ad accoglierlo, è il centro della nostra fede e della nostra speranza, è il nocciolo, è l’annuncio, è il kerygma, che continuamente evangelizza la Chiesa e che essa a sua volta è inviata ad evangelizzare.

San Paolo riassume l’evento pasquale in questa espressione: «Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato», come l’agnello, «le cose vecchie sono passate e ne sono nate di nuove». Rinate. E per questo, nel giorno di Pasqua dall’inizio si battezzava la gente. E con un’altra formula sintetica spiega San Paolo che Cristo «è stato consegnato alla morte a causa delle nostre colpe ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione». L’unico che ci giustifica; l’unico che ci fa rinascere di nuovo è Gesù Cristo. Gesù dà la vita senza niente in cambio per farci santi, per rinnovarci, per perdonarci. E questo è il nocciolo proprio di questo Triduo Pasquale. Nel Triduo Pasquale la memoria di questo avvenimento fondamentale si fa celebrazione piena di riconoscenza e, al tempo stesso, rinnova nei battezzati il senso della loro nuova condizione, che sempre l’Apostolo Paolo esprime così: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, e non quelle della terra» Per il Battesimo, infatti, siamo risorti con Gesù e siamo morti alle cose e alla logica del mondo; siamo rinati come creature nuove: una realtà che chiede di diventare esistenza concreta giorno per giorno.

Un cristiano si deve lasciar lavare da Cristo, si deve lasciar spogliare da Lui dell’uomo vecchio per camminare in una vita nuova, pur rimanendo peccatore, non saremo mai corrotti. Ci sono i cristiani finti: quelli che dicono “Gesù è risorto”, “io sono stato giustificato da Gesù”, sono nella vita nuova, ma vivono una vita corrotta. E questi cristiani finti finiranno male. Il corrotto fa finta di essere una persona onorevole, ma, alla fine nel suo cuore c’è la putredine. Il cristiano non può vivere con la morte nell’anima, neanche essere causa di morte come i “cristiani mafiosi” ad esempio, e questi di cristiano non hanno nulla. Preghiamo per loro, perché il Signore tocchi la loro anima.

Il prossimo, soprattutto il più piccolo e il più sofferente, diventa il volto concreto a cui donare l’amore che Gesù ha donato a noi. Noi siamo risorti con Gesù: in piedi e possiamo condividere l’umiliazione di coloro che ancora oggi, come Gesù, sono nella sofferenza, nella nudità, nella necessità, nella solitudine, nella morte, per diventare, grazie a Lui e con Lui, strumenti di riscatto e di speranza, segni di vita e di risurrezione.

In tanti Paesi il giorno di Pasqua c’è l’abitudine di portare i bambini a lavarsi gli occhi con l’acqua della vita, come segno per poter vedere le cose di Gesù, le cose nuove. In questa Pasqua lasciamoci lavare l’anima, lavare gli occhi dell’anima, per vedere le cose belle, e fare delle cose belle. E questo è meraviglioso! Questa è proprio la Risurrezione di Gesù dopo la sua morte, che è stato il prezzo per salvare tutti noi.

Conclude il Santo Padre: Cari fratelli e sorelle, disponiamoci a vivere bene questo Triduo Santo, per essere sempre più profondamente inseriti nel mistero di Cristo, morto e risorto per noi. Ci accompagni in questo itinerario spirituale la Vergine Santissima, che seguì Gesù nella sua passione – Lei era lì, guardava, soffriva… – fu presente e unita a Lui sotto la sua croce, ma non si vergognava del figlio. Una madre mai si vergogna del figlio! Era lì, e ricevette nel suo cuore di Madre l’immensa gioia della risurrezione. Lei ci ottenga la grazia di essere interiormente coinvolti dalle celebrazioni dei prossimi giorni, perché il nostro cuore e la nostra vita ne siano realmente trasformati.

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