A scuola di umiltà da Papa Francesco

A scuola di umiltà da Papa Francesco

Il brano del Vangelo di oggi, ha commentato Papa Francesco prima della recita dell’Angelus domenicale, è una vera e propria “lezione sul valore dell’umiltà“: per mezzo delle Parabole di oggi, infatti, “Gesù ci fa capire la necessità di scegliere l’ultimo posto, cioè di cercare la piccolezza e il nascondimento“, ha spiegato il Vescovo di Roma, in una parola: cercare l’umiltà.

L’episodio del Vangelo di oggi ci mostra Gesù nella casa di uno dei capi dei farisei, intento ad osservare come gli invitati a pranzo si affannano per scegliere i primi posti” – ha detto il Santo Padre rivolgendosi ai fedeli presenti in Piazza San Pietro –  “È una scena che abbiamo visto tante volte: cercare il posto migliore anche “con i gomiti”. Nel vedere questa scena, egli narra due brevi parabole con le quali offre due indicazioni: una riguarda il posto, l’altra riguarda la ricompensa“.

Per quanto riguarda la prima parabola, quella che tratta del posto, Gesù ci insegna che “l’orgoglio, l’arrivismo, la vanità, l’ostentazione sono la causa di molti mali“. Infatti quando perseguiamo il cammino della vanità siamo noi stessi che vogliamo scegliere il nostro posto nella vita, quando invece l’atteggiamento del cristiano deve essere quello di lasciare che sia Dio ad assegnarci il nostro posto.

Gesù, infatti, ci dice che “quando ci poniamo davanti a Dio in questa dimensione di umiltà, allora Dio ci esalta, si china verso di noi per elevarci a sé; «perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato»“. Tuttavia Gesù ci dice anche un’altra cosa: coloro che saranno umili, lasciando che sia lo Spirito Santo a operare in loro, riceveranno una ricompensa ben superiore a quella che avrebbero potuto avere secondo il modo di pensare di questo mondo.

Infatti “Dio paga molto di più degli uomini! Lui ci dà un posto molto più bello di quello che ci danno gli uomini! – ha ricordato Papa Francesco – Il posto che ci dà Dio è vicino al suo cuore e la sua ricompensa è la vita eterna. «Sarai beato – dice Gesù – … Riceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti»“.

E questo è proprio quanto ci insegna la seconda Parabola di oggi. In questa, però, ha ulteriormente sottolineato Bergoglio, Gesù non solo ci dice che il cristiano deve “scegliere la gratuità invece del calcolo opportunistico che cerca di ottenere una ricompensa, che cerca l’interesse e che cerca di arricchirsi di più“, ma ci indica anche “la sua preferenza per i poveri e gli esclusi, che sono i privilegiati del Regno di Dio, e lancia il messaggio fondamentale del Vangelo che è servire il prossimo per amore di Dio“.

Oggi, Gesù si fa voce di chi non ha voce e rivolge a ciascuno di noi un accorato appello ad aprire il cuore e fare nostre le sofferenze e le ansie dei poveri, degli affamati, degli emarginati, dei profughi, degli sconfitti dalla vita, di quanti sono scartati dalla società e dalla prepotenza dei più forti. – ha dunque concluso Papa Francesco – Chiediamo alla Vergine Maria di condurci ogni giorno sulla via dell’umiltà, Lei che è stata umile tutta la vita, e di renderci capaci di gesti gratuiti di accoglienza e di solidarietà verso gli emarginati, per diventare degni della ricompensa divina“.

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2 Commenti

Celia Iniesta il 28 Agosto 2016 alle 9:50 pm.

Buenas noches desde España.

Gracias Padre por sus palabras, la palabra de Dios se cumple. Él siempre cumple sus promesas.Dios está más cerca de nosotros de lo que el mundo cree, es una auténtica maravilla en sí mismo. Y si, últimos serán primeros. Soy testiga de ello. Yo, por ejemplo. POR SUPUESTO, hay que ayudar, hay tantas personas necesitadas de tantas cosas. Pero hay que ayudar de corazón, no para alardear, quedar bien, o, para integrarse, sino de corazón, a Dios no hay quien lo engañe, la hipocresía seguramente lo pondrá de mal humor, pues es muy horrorosa. Mejor buscar la verdad a través de la humildad, a veces las personas necesitan que alguien les diga que hay esperanza para ellos, claro que si, y bendita la luz de los ángeles que se encargan de transmitir esta fuerza, necesaria para salir de los pozos más oscuros. Dios siempre tiene la última palabra. Humildad.

Saludos.

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Ivana Barbonetti il 28 Agosto 2016 alle 7:17 pm.

Grazie Santo Padre di questa spiegazione di umilta’, credo che dobbiamo pregare per essere umili, di non sentirci “padroni del mondo” e accettare quanto ci viene donato, riconoscerci “bisognosi” della misericordia di Dio e dell’aiuto dei fratelli e sorelle, riconoscerci bisognosi.

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