Ascoltiamo la Parola di Dio, deve andare al cuore e passare alle mani

 

Papa Francesco continua le catechesi sulla Santa Messa introducendo la Liturgia della Parola, che è una parte costitutiva perché ci raduniamo proprio per ascoltare quello che Dio ha fatto e intende ancora fare per noi. E’ un’esperienza diretta, perché «quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura, Dio stesso parla al suo popolo e Cristo, presente nella parola, annunzia il Vangelo».

Le pagine della Bibbia cessano di essere uno scritto per diventare parola viva, pronunciata da Dio che, tramite la persona che legge, ci parla e interpella noi che ascoltiamo con fede. Lo Spirito «che ha parlato per mezzo dei profeti» e ha ispirato gli autori sacri, fa sì che «la parola di Dio operi davvero nei cuori ciò che fa risuonare negli orecchi». Ma bisogna avere anche il cuore aperto per ricevere le parole nel cuore. È importante ascoltare.

Abbiamo bisogno di ascoltarlo! E’ infatti una questione di vita, come ben ricorda l’incisiva espressione che «non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». La vita che ci dà la Parola di Dio. In questo senso, parliamo della Liturgia della Parola come della “mensa” che il Signore imbandisce per alimentare la nostra vita spirituale. E’ una mensa abbondante quella della liturgia, che attinge largamente ai tesori della Bibbia, sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, perché in essi è annunciato dalla Chiesa l’unico e identico mistero di Cristo. Non dimenticando l’importanza del Salmo responsoriale, la cui funzione è di favorire la meditazione di quanto ascoltato nella lettura che lo precede.

Sappiamo che la parola del Signore è un aiuto indispensabile per non smarrirci, come ben riconosce il Salmista che, rivolto al Signore, confessa: «Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino». Come potremmo affrontare il nostro pellegrinaggio terreno, con le sue fatiche e le sue prove, senza essere regolarmente nutriti e illuminati dalla Parola di Dio che risuona nella liturgia?

Certo non basta udire con gli orecchi, senza accogliere nel cuore il seme della divina Parola, permettendole di portare frutto. Ricordiamoci della parabola del seminatore e dei diversi risultati a seconda dei diversi tipi di terreno. L’azione dello Spirito, che rende efficace la risposta, ha bisogno di cuori che si lascino lavorare e coltivare, in modo che quanto ascoltato a Messa passi nella vita quotidiana, secondo l’ammonimento dell’apostolo Giacomo: «Siate di quelli che mettono in pratica la Parola e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi» . La Parola di Dio fa un cammino dentro di noi. La ascoltiamo con le orecchie e passa al cuore; non rimane nelle orecchie, deve andare al cuore; e dal cuore passa alle mani, alle opere buone. Questo è il percorso che fa la Parola di Dio: dalle orecchie al cuore e alle mani. Impariamo queste cose. Grazie!

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2 Commenti

PATRIZIA il 1 febbraio 2018 alle 2:54 pm.

ANCHE LEGGERLA TUTTI I GIORNI PADRE

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Ivana Barbonetti il 1 febbraio 2018 alle 7:47 am.

Grazie a Te Santo Padre, per la perseveranza e il cuore con cui Ti prodighi. Prego Dio che Ti leggano, comprendano vivano piu’ persone quanto molto chiaramente spieghi, sono certa che questo e’ nel Tuo cuore, no che Ti dicano; e’ bravo questo Papa! e poi?
la lode non e’ quanto cercano i veri uomini e donne di Dio,
ma la gioia di vedere l’amore di Dio, il Suo regno fiorire ,
Regno di Amore, di luce, di giustizia e pace,
dentro e intorno a tutti noi.
Grazie Santo Padre, grazie a Dio per il dono di Papa Francesco.-
Ivana Barbonetti.

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