Basta avere paura della santità

Basta avere paura della santità

Basta avere paura della santità o provarne soggezione: tutti i cristiani sono chiamati alla santità e questo significa che la santità è una cosa normale, alla portata di tutti. Con queste parole Padre Cantalamessa, durante la predica di Avvento al Papa e alla Curia ha voluto porre all’attenzione del Pontefice un modo erroneo di vedere la santità come un qualcosa di idealizzato e lontano dall’esperienza comune dell’uomo.

Facendo un esempio molto semplice, Cantalamessa ha detto che “i santi sono un po’ come i fiori: non ci sono solo quelli che vengono messi sull’altare. – ha commentato il predicatore – Quanti di essi sbocciano e muoiono nascosti, dopo aver profumato silenziosamente l’aria intorno a loro! Quanti di questi fiori nascosti nascono e sbocciano continuamente nella Chiesa!“.

Domandiamoci dunque: perché nell’immaginario cristiano la santità viene vista come un qualcosa di irraggiungibile, per pochi? Sostanzialmente a causa di certe “rappresentazioni errate”, di una sbagliata impostazione di fondo che è stata data nell’arco dei secoli alla santità, la quale ha finito coll’indicare solamente i santi canonizzati sugli altari, dimenticando tutti quei casi di santità quotidiana che sono la normalità della vita del cristiano.

La santità non è una imposizione da temere, ma la chiamata più normale per coloro che sono creati a immagine di Dio: è vero che “la santità può comportare fenomeni e prove straordinari – ha detto il religioso francescano – ma non si identifica con queste cose”: “se tutti sono chiamati alla santità, è perché, intesa rettamente, essa è alla portata di tutti, fa parte della normalità della vita cristiana”.

La santità non è un lusso, non una imposizione, un onere – ha concluso Cantalamessa – è un privilegio, è un dono, è un onore sommo… Se dunque noi siamo “chiamati ad essere santi”, se la nostra vocazione è questa, allora saremo persone vere, riuscite, nella misura in cui saremo santi. Diversamente, siamo dei falliti. Il contrario di santo non è peccatore, ma fallito!“.

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5 Commenti

William il 17 Dicembre 2015 alle 6:34 pm.

Tanti auguri Papa Francesco per sempre con me

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antonio andolfi il 12 Dicembre 2015 alle 11:09 am.

Ha ragione al 100% Papa Francesco …..è vero ,non bisogna avere paura della santità, Dio Padre e Gesù e i Santi e gli Angeli e lo Spirito Santo ti sono vicini. il male ti sfiora ,ma non ti tocca,sei più forte spiritualmente e anche fisicamente, anche di carattere,e sai distinguere il bene dal male e questo ti aiuta anche nella vita,le persone cattive,si allontanano e le buone ti ammirano,ti amano e ti sentono Dio.Poi Dio ….se è giusto… ti concede pace,gioia,sicurezza,e bene per te e per gli altri. Dio può darti anche il dono della chiaroveggenza e del miracolo.

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liliana il 12 Dicembre 2015 alle 9:28 am.

Padre Cantalamessa ha ripetuto la frase di Madre Teresa di Calcutta ” La santità deve essere considerata il patrimonio di tutti e non il privilegio di pochi. Una domanda : è stata citata da P. Cantalamessa?

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Nella il 12 Dicembre 2015 alle 9:14 am.

La paura non è la santità, è questo mondo che viviamo oggi fa paura: un mondo che corre troppo i fretta.E non si degna di guardare il proprio vicino come fratello nel momento del bisogno, anzi se può la danneggia, questo grida vedetta davanti a Dio.Dove regna l’ipocrisia regna il peccato.

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Luciana Serrati il 12 Dicembre 2015 alle 6:34 am.

Sì, purtroppo è vero…se non scegliamo la via della santità, è colpa solo nostra…che ci arrendiamo al primo ostacolo della vita e traiamo delle conclusioni errate sull’importanza della presenza di Dio nella nostra vita. E’ così che, alla nostra nascita, con il Battesimo, veniamo investiti da una nuvola di luce immensa divina…che, però, nel tempo, si attenua…a causa delle nostre umane debolezze e del peccato…e allora, anzichè spalancare le finestre del nostro cuore, per dare modo al nostro amore di operare, le chiudiamo sempre di più, anche con il lucchetto…e, in breve tempo, ci abituiamo a quel terribile buio, della lontananza dal Signore…e non sentiamo più il bisogno di essere avvolti da quella luce…e ci spegniamo e non udiamo più il richiamo alla santità. In questo anno, del giubileo straordinario…ne sono certa… la Misericordia divina funzionerà come un ostinato cellulare, che suona sempre, anche quando forse non vorresti….ma, alla fine, non puoi fare a meno di rispondere! Il Signore ci vuole proprio salvare tutti: quanto ci ama !!! Ecco: sarà proprio quell’ostinato richiamo, che ci salverà, dal “terribile fallimento spirituale!”, e ci aiuterà a riprendere la giusta via…pronti a rinascere al Suo Amore,… per donarlo, poi, a chi si sente ancora un perdente, nella conquista della santità.

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