Cerchiamo Dio nei bisognosi, negli affamati, nei carcerati

Cerchiamo Dio nei bisognosi, negli affamati, nei carcerati

Papa Francesco nel corso del pomeriggio si è recato nei pressi della stazione Termini di Roma, dove ha aperto la Porta Santa della Carità nell’Ostello della Caritas “Don Luigi di Liegro”: durante la propria omelia il Santo Padre ha ricordato come per trovare Gesù si debba cercarlo “nei bisognosi, nei più bisognosi, nei malati, gli affamati, nei carcerati“.

Pensiamo alla nascita di Gesù: dove è nato Gesù? Forse in “una grande città di un grande impero” oppure in un paesino di periferia? Da chi è nato Gesù? Da “una principessa, una contessa…, una persona importante” oppure da una ragazzina sconosciuta di 16/17 anni? In che condizioni nasce Gesù? Nasce forse in un “palazzo di lusso” o nella povertà più assolta?

La nascita di Gesù non è un fatto casuale, ma intenzionale: Dio ha scelto quel luogo, quelle persone, quegli eventi affinché venisse alla luce suo figlio. Gesù non nasce sotto i riflettori, bensì “quasi di nascosto. Maria era una ragazzina di 16/17 anni, non di più, in un villaggio sperduto nelle periferie dell’impero romano; e nessuno conosceva quel villaggio, sicuramente. – ha commentato Papa Francesco – Giuseppe era un ragazzo che l’amava e voleva sposarla, un falegname che guadagnava il pane di ogni giorno. Tutto in semplicità, tutto nel nascondimento. E anche il ripudio… – perché erano fidanzati, e in un villaggio così piccolo, voi sapete come sono le chiacchiere, vanno in giro -; e Giuseppe se ne accorse che lei era incinta, ma lui era giusto. Tutto di nascosto, malgrado la calunnia e le chiacchiere“.

Cosa ci insegna questo racconto? La natività, il presepe, ci ricorda che quando nacque Gesù “le grandi città del mondo non sapevano nulla. E così è Dio fra noi. Se tu vuoi trovare Dio, cercalo nell’umiltà, cercalo nella povertà, cercalo dove Lui è nascosto: nei bisognosi, nei più bisognosi, nei malati, gli affamati, nei carcerati“.

In questo periodo di avvento, preparandoci al Natale, ogni volta che osserviamo un presepe, pensiamo che “Dio viene a salvarci, e non trova miglior maniera per farlo che camminare con noi, fare la vita nostra“.


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6 Commenti

Kasim il 20 Dicembre 2015 alle 2:54 am.

Letterina a Babbo Natale

Era una notte buia e tempestosa… – ” Oh, no, ci risiamo.. chi ha spento la luce, non vedo niente!! Ogni volta che inizia a raccontare qualcosa si fa prendere la mano e rimaniamo al buio! ”

Ops..ah, hem..Scusate. Va bene, mettiamola così… dunque: Era la vigilia di Natale, e al Polo Nord come tutti gli anni gli Elfi erano indaffarati a preparare gli ultimi regali che avrei consegnato quella notte, quando mi capita tra le mani una letterina di richieste dai bambini del cosiddetto “Campo attrezzato di Castel Romano” dal contenuto pressapoco cosi: “Caro Babbo Natale speriamo che questo anno passi anche da noi a portarci qualche regalo, ti promettiamo che saremo buoni e cercheremo di andare a scuola tutti i giorni anche se ci guardano con curiosità e con ostilità perchè arriviamo in ritardo e un pò sporchi, che dove viviamo noi ogni tanto manca l’acqua e quando c’è, con questo freddo non riusciamo a lavarci per bene. Per piacere non dimenticarti di noi anche questo anno.”

Quelle parole mi hanno colpito tanto che ho voluto almeno rispondergli:

” Cari figliuoli, non è per cattiveria o pigrizia che non sono mai passato da voi, è che purtroppo non vivete nelle case come tutti gli altri bambini, voi state in baracche e roulotte o vivete sotto i ponti, e non c’è un camino da dove io possa scendere a farvi visita e portarvi i regali, chiedete ai vostri genitori di portarvi a vivere in una casa normale, così anche voi potrete festeggiare il Natale in allegria scartando i miei doni. Fate i buoni e sperate per il futuro che questo avvenga.
Un saluto da Babbo Natale.”

Tratto da “I bambini Rom e il Natale”
Di Gabriele Berrettini

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teodora il 19 Dicembre 2015 alle 11:29 pm.

Gesù si facia sentire ovunque c’è sofferenza e sconvolgimento.
Gesù reindirizzi chiunque cagiona sofferenza.
Gesù ci guarisca dalle malattie sfiancanti e dalle infermità inguaribili.
Gesù renda vincitore il Bene sul male, prodigando serenità e pace nel caos che sta affliggendo il mondo intero, dando sollievo soprattutto ai più emarginati e perseguitati in ogni ambito e per qualsiasi cagione.
Buon Natale a tutti.

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Nadia il 19 Dicembre 2015 alle 4:40 pm.

Mi permetto di aggiungere: cerchiamo Dio negli ammalati che soffrono e disperano. A noi che stiamo loro vicino spettano parole e gesti di sollievo.

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Ivana Barbonetti il 19 Dicembre 2015 alle 2:49 pm.

GRAZIE DIO, TU HAI DECISO DI VENIRE A “SPORCARTI” SU QUESTA TERRA PER DARE A NOI UMANI LA POSSIBILITA’ DI ” RIPULIRCI”, GRAZIE, PREGO CHE SIAMO IN TANTI A DIRTI – SI -, A FESTEGGIARE IL TUO COMPLEANNO DAVANTI A UN PRESEPE E NO IN UN CENTRO COMMERCIALE—–RIUNITI CON LE FAMIGLIE, IL TUO DONO, LA FAMIGLIA—–RIUNITI PER AMARCI,ACCETTARCI E RISPETTARCI NEI RUOLI E DIVERSITA’. NO PERCHE’ SI “USA” O PER CONVENIENZA.—-Ivana Barbonetti.

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Antonella il 19 Dicembre 2015 alle 2:46 pm.

grazie ..caro papa francesco prega per la mia famiglia perche’ sta andando a rotoli ,…………grazie e che il Signore la benedica.

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Gabriella Svizzera il 19 Dicembre 2015 alle 12:09 pm.

Ho letto con attenzione l’omelia di oggi ed ho pensato:Gesù sta passando tra noi con tutta la fiumana di gente che sta espatriando, senza passaporto, senza niente ,in cerca di una capanna dove poter nascere. Siamo capaci di accoglierlo? A tutti l’ invito di fargli spazio riversando il nostro AMORE a quel PROSSIMO che noi non conosciamo,ma che ha bisogno della nostra accoglienza. Grazie Papa Francesco di esserci sempre vicino.Gabriella

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