Chiediamo la grazia di imparare ad essere stanchi, ma ben stanchi!

Chiediamo la grazia di imparare ad essere stanchi, ma ben stanchi!

Il triduo pasquale 2015 è iniziato questo giovedì santo con la Santa Messa del Crisma, che si è tenuta stamattina nella Basilica Vaticana e nella quale il Santo Padre ha consacrato gli olii santi: il crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi. Nel pomeriggio, poi, Papa Francesco si è recato nella Casa circondariale del Nuovo Complesso Rebibbia dove ha celebrato la Santa Messa nella Cena del Signore nel corso della quale si è tenuta la tradizionale lavanda dei piedi.

Al centro della riflessione di Papa Francesco nell’omelia della Messa del Crisma, che ciascun vescovo celebra assieme ai sacerdoti della propria diocesi, le difficoltà di fronte alle quali è posto ciascun sacerdote nel corso del proprio ministero: “il Signore pensa e si preoccupa tanto di come potrà aiutarci – ha detto il Papa – perché sa che il compito di ungere il popolo fedele non è facile, è duro; ci porta alla stanchezza e alla fatica“.

Si tratta della “stanchezza dei sacerdoti” ha aggiunto, la quale “va dritta al cuore del Padre“: “la nostra fatica è preziosa agli occhi di Gesù, che ci accoglie e ci fa alzare: “Venite a me quando siete stanchi e oppressi, io vi darò ristoro” (cfr Mt 11,28)“.

Riposare è importante, ma ancora più importante è non cercare riposo “in un modo qualunque, come se il riposo non fosse una cosa di Dio“: è questa la tentazione alla quale sono esposti i sacerdoti: “So riposare ricevendo l’amore, la gratuità e tutto l’affetto che mi dà il popolo fedele di Dio? O dopo il lavoro pastorale cerco riposi più raffinati, non quelli dei poveri ma quelli che offre la società dei consumi? – ha quindi chiesto ai sacerdoti presenti invitando a svolgere un esame di coscienza personale – Lo Spirito Santo è veramente per me “riposo nella fatica”, o solo Colui che mi fa lavorare? So chiedere aiuto a qualche sacerdote saggio? So riposare da me stesso, dalla mia auto-esigenza, dal mio auto-compiacimento, dalla mia auto-referenzialità?“.

La stanchezza non è da vedersi come un elemento negativo, ha spiegato Bergoglio, esiste “una stanchezza buona, una stanchezza piena di frutti e di gioia” che si prova nel momento in cui si ha camminato con la gente e fra la gente.”Questa stanchezza in mezzo alla nostra attività è solitamente una grazia che è a portata di mano di tutti noi sacerdoti – ha aggiunto – Che bella cosa è questa: la gente ama, desidera e ha bisogno dei suoi pastori“.

Una seconda stanchezza positiva è quella propria di chi affronta quotidianamente i nemici: “Il demonio e i suoi seguaci non dormono e, dato che le loro orecchie non sopportano la Parola di Dio, lavorano instancabilmente per zittirla o confonderla. – ha spiegato il Santo Padre – Qui la stanchezza di affrontarli è più ardua. Non solo si tratta di fare il bene, con tutta la fatica che comporta, bensì bisogna difendere il gregge e difendere sé stessi dal male” tenendo presente che abbiamo limiti umani che dobbiamo accettare.

Ma esiste anche una stanchezza negativa e pericolosa, che è “la delusione di sé stessi ma non guardata in faccia, con la serena letizia di chi si scopre peccatore e bisognoso di perdono, di aiuto… Si tratta della stanchezza che dà il “volere e non volere”, l’essersi giocato tutto e poi rimpiangere l’aglio e le cipolle d’Egitto, il giocare con l’illusione di essere qualcos’altro“.

È “la parola dell’Apocalisse che ci indica la causa di questa stanchezza” ha quindi concluso il Vescovo di Roma si tratta dell”avere abbandonato il tuo primo amore» (2,3-4). Solo l’amore dà riposo. Ciò che non si ama, stanca male, e alla lunga stanca peggio“.

Sapendo riconoscere la giusta stanchezza, è stato l’auspicio di Papa Francesco, “ci sentiamo in diritto di essere “gioiosi”, “pieni”, “senza paura né colpa” e così abbiamo il coraggio di uscire e andare “sino ai confini del mondo, a tutte le periferie”, a portare questa buona notizia ai più abbandonati, sapendo che “Lui è con noi, tutti i giorni fino alla fine del mondo”. E per favore, chiediamo la grazia di imparare ad essere stanchi, ma ben stanchi!

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8 Commenti

Filomena Ciavarella il 4 Aprile 2015 alle 10:53 am.

Il cuore di Gesu’ e’ l’unico amore infinito che copre tutte le ferite del nostro piccolo cuore. Il suo amore non si stanca mai di guardare con misericordia il nostro fare e camminare quotidiano.
La sua ostia riparatrice dona senso e significato al lavoro quotidiano.
Auguri Santo Padre

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francesco il 3 Aprile 2015 alle 4:49 pm.

io piu’ sono stanco piu’resisto alla tentazione di crollare mi affido ha gesu’ come vedo un fratello in difficolta’gli dico vieni e parliamo senza invadenza accettare e ascoltare i suoi problemi no abbandonarlo .

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alvaro gonzalez il 3 Aprile 2015 alle 1:22 pm.

Papa francisco pido una oracion por daniel. Barragan un niño deportista de colombia que sufrio un accidente y esta en estado crítico. .

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ILARIO MAIOLO il 3 Aprile 2015 alle 10:22 am.

Sono stanco.
Ma il Signore mi dice “Il mondo ha bisogno di amore”.

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vittorio il 3 Aprile 2015 alle 9:36 am.

buon giorno santo papa Francesco sei il papa piu semplice e buono che io abbia visto. tanti auguri di buona pasqua e ti auguro tanta Salute e vita lunga. domanda desidero quel libricino del vancelo che tu hai publicato dove posso trovarlo? io vivo in svizzera te ne sarei grado se potro avera almeno una informazione un saluto caro Vittorio

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Gaetana il 3 Aprile 2015 alle 9:03 am.

Essere stanchi fisicamente non pesa…quando tocchi con mano la serenita’ e l’allegria degli altri…ma se alla stanchezza segue un vuoto di indifferenza tutto si trasforma in dolore e smarrimento…Gesù stammi vicino….Papa Francesco sei il sorriso del mio cuore…grazie.

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Marilena il 3 Aprile 2015 alle 4:30 am.

Buongiorno Santo Padre, ho sperimentato di recente la stanchezza interiore. Ho provato con tutta me stessa di stare vicino ad una persona a me molto cara ma piu le stavo vicino piu provavo una spossatezza infinita. Ho provato a volerle bene, ma mi sono accorta come questa cosa fosse difficile.
Dovrebbe essere naturale volere bene alla propria madre, ma per me era un compito difficile perche’ per 33 anni ci siamo viste poche volte. Mi sentivo così incapace di amare e timorosa. Ho provato con tutta me stessa a strale vicina in quei pochi giorni che Dio mi ha offerto x strale vicino, ma nel cuore si creava solo confusione, paura e angoscia. Non mi sentivo felice e serena e i ricordi brutti passati mi facevano perdere di vista la mia vita che con fatica avevo costruito. Ho pregato tanto affinché il mio cuore e quello di mia madre fosse sereno. Dopo una settimana di deserto e travaglio interiore ho dovuto interrompere i rapporti, ero spossata e stanca come se piu cercavo l’amore di mia madre piu sentimo male al cuore. Ho capito che due persone che camminano per lungo tempo per sentieri diversi non si conoscono. Io non sono cresciuta vicino a mia madre per situazioni brutte piu grandi di noi e tra noi si era spezzato quel legame che si costruisce amandosi ogni giorno. L’amore e’ un dono di Dio per noi e per tutti gli uomini di buona volontà, a volte e così difficile amare ma perché mi chiedo? Dio ci ha amati fin dal principio donando se stesso per noi peccatori. Prego affinché tutti troviamo nella stanchezza quotidiana il coraggio di essere coraggiosi nell’amarci gli uni gli altri seguendo l’esempio del Cristo. Non lasciamo soli i deboli e i genitori stiano vicini ai loro figli. Buona giornata

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enza il 4 Aprile 2015 alle 12:47 pm.

ciao Marilena ,il mio problema è il contrario del tuo,ho amato amo e amerò per tutta la vita mio figlio,il quale fino a 7 anni fa è stato un figlio meraviglioso è stato l orgoglio di noi genitori, poi senza un motivo si è ecclissato abbiamo chiesto i motivi ma non abbiamo avuto risposta.quindi come vedi i legami si sciolgono.ti voglio dire prova con amore a ricucire ancora una volta il rapporto con tua madre,ho letto tra le righe che in fondo tu le vuoi bene ,non ti stancare di cercare il coraggio per perdonare e seguire l esempio di Cristo .Buona Pasqua

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