Come vogliamo essere salvati, a modo nostro o a modo di Dio?

Come vogliamo essere salvati, a modo nostro o a modo di Dio?

Nell’omelia di oggi, durante la Santa Messa nella cappella di Casa Santa Marta, Papa Francesco, prendendo spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 10, 13-16), ha posto l’attenzione sul fatto che tutti vorremmo essere salvati da Dio, ma vorremmo anche che Dio lo facesse a modo nostro, secondo le regole che noi poniamo.

Questo si trasforma nel ridurre la salvezza ad un insieme di regole e precetti da osservare, come avevano fatto la classe dirigente dell’epoca di Gesù: invece Gesù predica la misericordia e il perdono come chiavi per ottenere la salvezza di Dio.

È proprio questo che dice Gesù, nel Vangelo di oggi, alla classe dirigente dell’epoca che chiudeva “le porte al modo col quale Dio vuole salvarci“. È proprio sotto tale ottica che comprendiamo il continuo mettere alla prova e tendere trappole a Gesù nel corso della sua esistenza: si tratta della “resistenza ad essere salvati“.

Gesù di fronte a un tale comportamento “dice loro: ‘Ma, io non vi capisco! Voi siete come quei bambini: vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato; vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto – ha detto il Pontefice – Ma cosa volete?’; ‘Vogliamo fare la salvezza a modo nostro!’. È sempre questa chiusura al modo di Dio“.

Alla base di tutto questo vi è appunto un approccio completamente diverso alla salvezza: “loro non credono nella misericordia e nel perdono: credono nei sacrifici” ha spiegato il Vescovo di Roma “Credono in tutto sistemato, ben sistemato, tutto chiaro. Questo è il dramma della resistenza alla salvezza“.

Anche noi, ognuno di noi ha questo dramma dentro. – ha infine concluso Papa Francesco – Ci farà bene domandarci: come voglio io essere salvato? A modo mio? Al modo di una spiritualità, che è buona, che mi fa bene, ma che è fissa, ha tutto chiaro e non c’è rischio? O al modo divino, cioè sulla strada di Gesù che sempre ci sorprende, che sempre ci apre le porte a quel mistero dell’Onnipotenza di Dio, che è la misericordia e il perdono?”.

Credo che Gesù sia il Maestro che ci insegna la salvezza, o vado dappertutto ad affittare guru che me ne insegnino un’altra? Un cammino più sicuro o mi rifugio sotto il tetto delle prescrizioni e dei tanti comandamenti fatti da uomini? E così mi sento sicuro e con questa – è un po’ duro dire questo – sicurezza compro la mia salvezza, che Gesù dà gratuitamente con la gratuità di Dio? Ci farà bene oggi farci queste domande. E l’ultima: io resisto alla salvezza di Gesù?“.

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14 Commenti

Patrizia il 5 ottobre 2014 alle 11:45 am.

La salvezza è opera di Dio che guida e protegge l’uomo nel suo cammino. Secondo il Vangelo di oggi, la nostra vita è come una vigna, che deve produrre come obiettivo i frutti del regno di Dio.
In tale progetto la famiglia rappresenta il pilastro della società. Che il Concilio Ecclesiastico, oggi inaugurato, possa suscitare nell’umanità la coscienza della natura inviolabile della famiglia nel disegno di Dio. Come dice il Santo Padre: “La famiglia deve essere nutrita dalla parola di Dio. Una buona abitudine è la lettura quotidiana della Bibbia”.
Sua Santità, assicuro la mia personale preghiera perché la Madonna custodisca l’assemblea sinodale in questo progetto della Chiesa.
Buona domenica

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sara il 5 ottobre 2014 alle 8:36 am.

Buongiorno,
seguire e avere fiducia in Gesù , si può andare incontro anche alla illogicità della nostra mente e si fatica ad accettare, ma sappiamo bene che la strada che indica il Signore è la migliore e ci risolve i nostri problemi meglio a dove ci porta la nostra mente.
Questo si è sperimentato più volte, eppure quando ci appare una cosa non alla nostra portata ci spaventa, basterebbe essere pronti a chiedere la Grazia che ci faccia capire e LUI ci fa luce. Buona domenica

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rita fusilli il 4 ottobre 2014 alle 11:26 pm.

Io vorrei essere salvata nel modo di Gesu’ Santo Padre intanto le faccio tanti auguri per il suo Santo nome di San Francesco

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crestani anna maria il 4 ottobre 2014 alle 10:23 pm.

AUGURI!!! Spero che oggi abbia avuto una giornata consolatoria, che San Francesco l’accompagni in questo compito così difficile che riguarda la situazione delle famiglie e che i Vescovi siano illuminati dalle sue parole affinchè anche coloro che non possono vivere nei canoni prescritti dalla religione e dalla legge abbiano la possibilità di partecipare e condividire i Sacramenti che sono l’unico aiuto vero per affrontare gli eventi della vita. Del resto Gesù si prodigava per queste persone e non le ha mai discriminate.
Con tano affetto le auguro un lungo e positivo Cammino. Grazie per tutto ciò che ci trasmette!

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