Cristo apre nuove vie di riconciliazione tra nazioni, civiltà e religioni

Cristo apre nuove vie di riconciliazione tra le nazioni, le civiltà e le religioni

A 15 anni dalla precedente visita apostolica in Armenia di San Giovanni Paolo II, Francesco è giunto oggi all’aeroporto internazionale di Yerevan, capitale dell’Armenia: all’arrivo, una breve cerimonia di benvenuto alla quale hanno partecipato il presidente dell’Armenia Serzh Sargsyan e il Patriarca supremo e Catholicos di tutti gli Armeni Karekin II, oltre ad altre personalità civili e religiose armene.

Al termine della cerimonia, Francesco si è recato in visita alla cattedrale della Chiesa Apostolica Armena dove ha avuto luogo un breve ma intenso momento di preghiera nel corso del quale il Pontefice ha tenuto un breve discorso nel corso del quale ha definito un “prezioso dono di Dio potermi avvicinare al santo altare dal quale rifulse la luce di Cristo in Armenia“.

Facendo riferimento al fatto che l’Armenia è considerato il più antico paese cristiano, tanto che la dichiarazione di conversione al cristianesimo risale al 330, il Vescovo di Roma ha reso “grazie al Signore per la luce della fede accesa nella vostra terra, fede che ha conferito all’Armenia la sua peculiare identità e l’ha resa messaggera di Cristo tra le Nazioni. – ha detto Bergoglio – Cristo è la vostra gloria, la vostra luce, il sole che vi ha illuminato e vi ha donato una nuova vita, che vi ha accompagnato e sostenuto, specialmente nei momenti di maggiore prova“.

Il Papa ha sottolineato come “la fede in Cristo non è stata per l’Armenia quasi come un abito che si può indossare o togliere a seconda delle circostanze o delle convenienze, ma una realtà costitutiva della sua stessa identità, un dono di enorme portata da accogliere con gioia e da custodire con impegno e fortezza, a costo della stessa vita“. E l’Armenia sa bene cosa significhi questa fedeltà al cristianesimo, poiché il martirio “è rimasto un elemento costante della storia del vostro popolo”.

Nel ricordare, poi, tutto il cammino di avvicinamento e riconciliazione che “la Chiesa Cattolica e la Chiesa Apostolica Armena hanno compiuto attraverso un dialogo sincero e fraterno, al fine di giungere alla piena condivisione della Mensa eucaristica“, e che oggi ha permesso accogliere il Papa nella Cattedrale della Chiesa Apostolica Armena, “segno di amore che dice in maniera eloquente, molto più delle parole, che cosa significhino l’amicizia e la carità fraterna“.

Cari fratelli, quando il nostro agire è ispirato e mosso dalla forza dell’amore di Cristo, si accrescono la conoscenza e la stima reciproche, si creano migliori condizioni per un cammino ecumenico fruttuoso – ha commentato il Papa – e, nello stesso tempo, si mostra ad ogni persona di buona volontà e all’intera società una concreta via percorribile per armonizzare i conflitti che lacerano la vita civile e scavano divisioni difficili da sanare“.

La pace tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Apostolica Armena sia dunque segno concreto per la società civile, trasformandosi in una “convincente testimonianza che Cristo è vivo e operante, capace di aprire sempre nuove vie di riconciliazione tra le nazioni, le civiltà e le religioni“.

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3 Commenti

Isabella il 25 Giugno 2016 alle 11:57 pm.

***E’bello***grazie…che bello! Come erano felici di tutto,grati,commossi…* DIO…che cosa e’ DIO con me!!Mi ha creato LUI,e sa come fare,si prepara le strade 50 60 anni prima,per la precisione 46 anni fa!..Senti questa.Avevo 14 anni,c’era ancora la mia mamma,e una bella notte ho sognato,un sogno breve breve,che serviva per il mio momento presente.Allora,camminavo sola,tanto,nel sogno mi sentivo stanchissima,e vedevo sul lato fuori del portone della Scala Santa un militare dell’esercito,vestito con la tuta che ora so si chiama mimetica,con il mitra a tracolla.Camminando li vedevo agli angoli di S.Giovanni in laterano,S.Maria Maggiore,tutte le chiese,vedevo le gip,si chiamavano cosi’allora…basta.L’ho raccontato a mia madre ah ah(rido)la quale,sapendo ormai bene che razza di figlia avesse,si preoccupo’ tantissimo. Temeva una guerra improvvisa, un’invasione,a Roma nemmeno nel 43 c’erano stati i militari,diceva lei…Tutti questi anni,46 ne sono passati,ogni tanto ci ripensavo,perche’ qualcosa me lo suscitava,sempre chiedendomi che cosa potesse essere,oppure dicendomi che i sogni da cattiva digestione li faccio anche io!….Ah ahaa… c’e’ scritto bene in vista adesso,sullo sportello dei fuoristrada delle “gip”:Esercito italiano Operazione strade sicure! E hanno riempito Roma. Che cosa voglio dire?Che,ogni volta,quando vedo i militari,dove sono fissi, agli angoli delle basiliche,ovunque,ovunque,mi sento DIO(e’ come se) che mi dice credimi,crediti…*In fondo,questo a paragone dei miei altri,tanti altri,e’ un sogno insignificante,e invece no.Come esco di casa mi sta davanti, mi aiuta,molto.Sono andata a S.Maria Maggiore oggi,e come li vedo,mi viene proprio da ridere.Insomma,prima di entrare dentro una basilica..rido sempre Spero di aver fatto ridere te,lo spero proprio,e’ cosi’ bello vederti ridere*** Lo Spirito Santo e’ anche allegria,Lui e’ tutto. Ti ricolmi*************
Buon giorno****bellissimo****Buona Domenica!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Isabella

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Ivana Barbonetti il 25 Giugno 2016 alle 8:55 am.

GRAZIE SANTO PADRE FRANCESCO E PATRIARCA KAREKIN PER QUESTO ESEMPIO CONCRETO DI UNITA’, QUESTO VICENDEVOLE “USCIRE” L’UNO VERSO L’ALTRO, INCONTRARSI, GRAZIE, PREGO DIO CHE OGNUNO DI NOI, NEL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO, “USCIAMO” VICENDEVOLMENTE PER INCONTRARCI, UNIRCI NELL’AMORE CHE DIO CI HA DONATO.—–IVANA BARBONETTI.

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Simone Bernardi il 24 Giugno 2016 alle 5:29 pm.

Stiamo assistendo alla crisi della fede e se non si interviene prepotentemente tutto il lavoro di Gesú e di chi ha creduto in Lui verrá distrutto. Non intervenire, non fare niente, porterá questa distruzione. Bisogna rimboccarsi le maniche e darsi da fare ognuno in base alle proprie capacitá e alle proprie possibilitá.

OCCORRE RINNOVARE LA FEDE!

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