Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto

lavoro onesto

Durante le riflessioni mattutine in Casa Santa Marta, Papa Francesco ha commentato le letture del giorno, aventi ad oggetto la parabola dell’amministratore disonesto. “Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto!” ha affermato il Pontefice durante l’omelia “E questo amministratore dava da mangiare ai suoi figli pane sporco!“.

Infatti il Vescovo di Roma ci invita a riflettere sul fatto che lo spirito del mondo ci insegna ad essere furbi, a preferire la via comoda a quella fatta con il sudore della fronte: ai giorni nostri basta che ci guardiamo attorno e vediamo quanta gente viene tentata dalle tangenti, dal denaro offerto facilmente “l’abitudine della tangente è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice.” ha affermato Papa Francesco dichiarando peraltro che quella della tangente “è un’abitudine che non viene da Dio“.

Dio ci ha comandato di portare il pane a casa col nostro lavoro onesto!” Lavoro e onestà sono il cammino sul quale Dio ci chiede di rimanere affinché il nostro vivere sia degno, non solo per noi stessi ma anche per la nostra famiglia, per i nostri figli. In un certo qual modo un lavoro disonesto macchia della stessa disonestà i frutti di quel lavoro: “e questo amministratore dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! – continua Papa Francesco nel corso dell’omelia – E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà, come pasto, sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso la dignità! E questo è un peccato grave!“.

Se quindi lo spirito del mondo, che è espressione del demonio, è furbo anche noi cristiani dobbiamo essere furbi, dobbiamo munirci di una certa dose di furbizia cristiana: dobbiamo imparare a essere astuti come i serpenti e semplici come le colombe. Preghiamo perché il cuore di coloro che sono devoti alla dea tangente cambi, ma ancora di più preghiamo per i loro figli che ricevono in pasto del pane sporco e rimangono affamati di dignità. Ci fa notare infatti il Pontefice come “Questa povera gente che ha perso la dignità nella pratica delle tangenti soltanto porta con sé non il denaro che ha guadagnato, ma la mancanza di dignità! Preghiamo per loro!“.

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10 Commenti

nunzia il 15 Novembre 2013 alle 2:10 am.

Che bella foto di Papa Francesco…

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annamaria il 13 Novembre 2013 alle 4:55 pm.

papa Francesco, ho letto questa riflessione, ma non sono d’accordo sull’invito a pregare per questi individui che tutto sommato rubano, non nella solita forma, ma è sempre un’appropriarsi indegno di denaro o regalie; viviamo in un mondo dove persone che ci rappresentano sono completamente privi di dignità, forse non sanno nemmeno cosa vuol dire questa parola!

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vera martignone il 13 Novembre 2013 alle 7:32 pm.

cara Annamaria, ho letto il tuo commento e ti dico che non hai tutti i torti, ma vedi, quelle persone di cui parli conoscono soltanto il denaro, per loro è l’unica ragione di vita…credimi, sono tutte persone che non hanno nessun sogno nel cassetto, a differenza di noi. Quindi meritano solo commiserazione….non essere anche tu attaccata al denaro, suvvia, quello necessario al fabbisogno per le prime necessità! Poi, quando in una casa regnano l’armonia e soprattutto la salute, è già TUTTO. Ciao.

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FRANCA FASOLATO il 15 Novembre 2013 alle 9:48 am.

Anch’io non sono d’accordo con Annamaria di non pregare per coloro che sfruttano da sempre i poveri, i lavoratori, i deboli, mettiamoli piuttosto sotto la giustizia Divina. L’uomo nel suo genere è fragile. Tutti possono sbagliare e, cadere in tentazione, soprattutto chi non crede in Dio, al suo castigo; questo si può capire, perdonare e correggere con LA BUONA VOLONTA’. NON CERTO PREGARE PER CHI DELLA PERFIDIA E MALVAGITA NE FA UNA SCOPO DI VITA. SI LODA E SI SENTE SUPERIORE AL GREGGE SMARRTO DAVANTI A UN MONDO SEMPRE PIù IN PREDA DELLA NON CONSAPEVOLEZZA SPIRITUALE.

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vera martignone il 9 Novembre 2013 alle 11:55 am.

Caro papa Francesco, credo che in una famiglia con la effe maiuscola, cioè che si rispetti, i genitori per primi debbano insegnare ai loro bambini che, anche un giocattolino che non sia loro non si tocca. Mia madre per esempio insegnò ad uno dei miei fratelli, poiché aveva trovato una tortorella e la portò a casa, gli disse che non si deve assolutamente prendere nemmeno un chiodo se non lo si è comprato o ce lo abbiano donato. Infatti, alcuni giorni dopo una signora bussò alla porta e chiese se qualcuno avesse visto una tortorella. Allora mia madre capì subito tutto e la restituì immediatamente a quella signora che era veramente affezionata a quella tortorella. Caro Papa Francesco, adesso siamo quasi vecchi, io e i miei fratelli, ma ti posso assicurare che la pecorella nera di casa nostra, se così si può chiamare, ha vissuto fino ad oggi nell’onestà ed è un bravissimo marito e padre. Buona giornata Papa Francesco. Da oggi vado anche a confessarmi perché Tu hai detto che tanto il Parroco non mi sgriderà. Che Grande Maestro sei Tu! Grazie per tutto.

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Sabrina il 9 Novembre 2013 alle 7:26 am.

Sante parole, Padre Santo!!! Nelle aziende siamo pieni di questo morbo e di tanta iniquità.
Che Dio ci aiuti a ritrovare nel lavoro la via della santificazione come sacrificio offerto a servizio degli altri e non come autostrada per la bramosia della carriera e dei soldi, falsi idoli.
Le voglio bene.
Sabrina Viti

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mariafiorella il 9 Novembre 2013 alle 12:19 am.

Com’e’ bella la foto del Santo Padre con il bimbo che gli parla e’ bellisima questa immagine esprime tutta la tenerezza e la confidenza che un figlio e un padre dovrebbero avere sempre.Per quanto riguarda la catechesi io spero che i figli di certi genitori possano usare il loro denaro per far del bene al prossimo purtroppo non va bene che paghino loro colpe che non hanno o meglio che non sanno d’avere. E’ molto penoso tutto questo
potrebbero benissimo guadagnare senza far danno a se’ stessi e ad altri.Possiamo solo pregare perche’ l’uomo ritorni ad essere corretto
verso il suo prossimo e sarebbe gia’ qualcosa poi se si pente e si converte tanto meglio chissa come sarebbe felice il.Signore.

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Gioachino Ragusa il 8 Novembre 2013 alle 10:42 pm.

Parole sante niente altro da aggiungere.

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Cosima Scelfo il 8 Novembre 2013 alle 10:14 pm.

L’uomo disonesto spesso non si accorge di esserlo e anzi pensa sia giusto approfittarne del’onesto ritenendolo stupido. Lavoro e onestà sono doni preziosi per sentirsi in pace con se stessi e col mondo.

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FRANCA FASOLATO il 9 Novembre 2013 alle 9:01 am.

Io invece credo che il disonesto, o chi si fa parte dello spirito demoniaco: selga di essere disonesto e, prevaricatore; abusando anche del potere, basta vedere certi padroni come si comportano con i loro lavoratori.
Vedi poi altri uomini o donne di questo stampo come se la godono della loro posizione di richezza rubata. E’ chiaro che… se credessero in Dio e nelle Sue leggi o, almeno in quelle della Natura ci penserebbero prima di fare del male in quanto avrebbero timore del castigo o dell’effetto della causa. Ma poi che tu ci creda o no i conti arrivano al pettine per tutti!
Perchè Dio è tutto è UNITA’.

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