Dio non è vendicativo, ci aspetta per perdonarci e abbracciarci.

 

Dopo il consueto buongiorno del Santo Padre il pontefice ci introduce all’angelus con la liturgia di questa domenica incentrata sulla parabola dei vignaioli, ai quali il padrone affida la vigna che aveva piantato e poi se ne va.Il padrone vuole mettere alla prova la lealtà dei suoi lavoratori. Giunto così il tempo di vendemmia il padrone manda i suoi servi a raccogliere i frutti. Ma i vignaioli assumono un atteggiamento possessivo: non si considerano semplici gestori, bensì proprietari, e si rifiutano di consegnare il raccolto maltrattando i servi al punto di ucciderli. Il padrone paziente manda altri servi ma il risultato è lo stesso. Così il capo decide di mandare il proprio figlio ma i servi uccidono anch’esso sperando nell’eredità.

Questa storia, spiega Papa Francesco, è un quadro allegorico di come i Profeti avevano detto sulla storia di Israele. Questo racconto parla di un’alleanza tra Dio e l’uomo che come ogni storia di amore, conosce i suoi momenti positivi ma è segnata anche da tradimenti e da rifiuti. Il brano evangelico pone sulle labbra del padrone della vigna una domanda: «Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?» Questa domanda sottolinea che la delusione di Dio per il comportamento malvagio degli uomini non è l’ultima parola! È qui la grande novità del Cristianesimo: un Dio che, pur deluso dai nostri sbagli e dai nostri peccati, non viene meno alla sua parola, non si ferma e soprattutto non si vendica!

Dio non è vendicativo afferma il Vescovo di Roma, ci aspetta per perdonarci, per abbracciarci. Attraverso le “pietre di scarto” – prima fra tutti Cristo – con situazioni di debolezza e di peccato, Dio continua a distribuire il «vino nuovo» della sua vigna, ossia la misericordia. C’è un solo impedimento di fronte alla volontà tenace e tenera di Dio: la nostra arroganza e la nostra presunzione, che diventa talvolta anche violenza! Di fronte a questi atteggiamenti e dove non si producono frutti, la Parola di Dio conserva tutta la sua forza di rimprovero e di ammonimento: «a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti»

L’urgenza di rispondere con frutti di bene alla chiamata del Signore ci aiuta a capire che cosa c’è di nuovo e di originale nella fede cristiana che è prima di tutto una proposta di amore che Dio ha fatto e continua a fare all’umanità. È un invito a entrare in questa storia di amore, diventando una vigna vivace e aperta, ricca di frutti e di speranza per tutti. Una vigna chiusa può diventare selvatica e produrre uva selvatica. Siamo chiamati ad uscire dalla vigna per metterci a servizio dei fratelli che non sono con noi, per scuoterci a vicenda e incoraggiarci, per ricordarci di dover essere vigna del Signore in ogni ambiente, anche quelli più lontani e disagevoli.

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3 Commenti

Minni il 11 ottobre 2017 alle 12:24 pm.

Dio abbi misericordia di me. E soprattutto proteggi Papa Francesco

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patrizia albanese il 9 ottobre 2017 alle 12:29 pm.

DIO CI AMA TANTISSIMO PRENDIAMO COSCIENZA SIGNORE FAI CHE POSSIAMO RICONOSCERE DENTRO DI NOI CON UN DIALOGO GIORNALIERO QUESTO GRANDE AMORE

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Fulvio il 9 ottobre 2017 alle 8:19 am.

Grazie Santo padre del ca.so povero Giovanni paolo papa di Roma

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