Dobbiamo testimoniare l’amore e la misericordia di Dio

Dobbiamo testimoniare l’amore e la misericordia di Dio

Il vangelo di oggi narra la presentazione di Gesù al tempo, primo momento di incontro tra Gesù stesso, seppur bambino, e il Suo popolo ma anche momento di incontro tra gioventù, rappresentata dai novelli sposi Maria e Giuseppe, e anziani, che troviamo nelle figure di Anna e Simeone. Nello spiegare tutto questo Papa Francesco ci parla, nel corso dell’omelia in Basilica Vaticana, del ruolo dei giovani e di quello degli anziani nel Popolo di Dio e dell’importanza del dono di sé, che trova il suo culmine nella vita consacrata.

Quello che leggiamo nelle Scritture odierne, “è un incontro tra i giovani pieni di gioia nell’osservare la Legge del Signore – ha precisato Bergoglio – e gli anziani pieni di gioia per l’azione dello Spirito Santo“. Ad animare questo incontro vi è lo Spirito Santo che infonde saggezza negli anziani e nei giovani la voglia di osservare la Legge, non per “un fatto esteriore, non per sentirsi a posto” ma per “un desiderio forte, profondo, pieno di gioia“. Al centro di questo duplice movimento “c’è Gesù. È Lui che muove tutto, che attira gli uni e gli altri al Tempio, che è la casa di suo Padre“.

Così in questa ricorrenza, che “è chiamata anche la festa dell’incontro” – ha continuato il Pontefice – “guardiamo alla vita consacrata come ad un incontro con Cristo: è Lui che viene a noi, portato da Maria e Giuseppe, e siamo noi che andiamo verso di Lui, guidati dallo Spirito Santo“.

Perché, anche nella vita consacrata, quella che vivono i sacerdoti, i religiosi e le religiose, è continuo questo “incontro tra i giovani e gli anziani, tra osservanza e profezia“. La vita consacrata è una continua esperienza della “gioia di osservare, di camminare in una regola di vita; e la gioia di essere guidati dallo Spirito – ha continuato Papa Francesco – mai rigidi, mai chiusi, sempre aperti alla voce di Dio che parla, che apre, che conduce, che ci invita ad andare verso l’orizzonte“.

La vita consacrata è un dono di Dio, un dono di Dio alla Chiesa, un dono di Dio al suo Popolo!” ha poi aggiunto durante l’Angelus in Piazza San Pietro “Ogni persona consacrata è un dono per il Popolo di Dio in cammino“.

Infatti “c’è tanto bisogno di queste presenze, che rafforzano e rinnovano l’impegno della diffusione del Vangelo – ha concluso il Pontefice – dell’educazione cristiana, della carità verso i più bisognosi, della preghiera contemplativa; l’impegno della formazione umana, della formazione spirituale dei giovani, delle famiglie; l’impegno per la giustizia e la pace nella famiglia umana“.

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1 Commento

s.Samuela il 8 Febbraio 2014 alle 7:45 pm.

E vero abbiamo tanto bisogno delle persone consacrate e dei sacerdoti. Preghiamo il Signore che ci mandi nuove vocazioni che giovani non avranno paura di rispondere il si alla chiamata.

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