Riflessioni di Papa Francesco

E’ difficile non fuggire dalla Croce che Gesù ci promette

In molti leggendo le parole di Papa Francesco riportate  avranno pensato che non è mica poi tanto facile portare con pazienza e gioia le umiliazioni. Ebbene pensate, ci dice oggi il Pontefice che è proprio così: neppure per i discepoli fu facile, ma soprattutto neppure per Gesù fu facile.

Nel commento al Vangelo, durante la messa quotidiana in Santa Marta, Papa Francesco affronta il tema della difficoltà per gli stessi Apostoli nell’accettare il cammino di Gesù: essi si aspettavano un futuro trionfante, come del resto chiunque si sarebbe atteso per il Figlio di Dio.

Invece la realtà, a cui Gesù più volte fa riferimento nel corso della sua vita è ben altra: l’attesa è per l’umiliazione più grande, la morte in croce. E’ questa una realtà che gelava i suoi discepoli che per lo più preferivano non capire piuttosto che capire cose che non volevano accettare. E così finivano pure per evitare di domandare ulteriori spiegazioni in merito.

Quanto ci fa notare Papa Francesco ricalca il vissuto di ogni persona: tante volte si preferisce non sentire, fingere di non capire piuttosto che accettare realtà amare.

Il Pontefice però prosegue oltre nella sua riflessione giungendo a dirci che “ Ma non solo i discepoli, non solo Pietro, lo stesso Gesù aveva paura della Croce!” Tuttavia mentre i discepoli potevano far finta di non capire, Gesù sapeva benissimo: “Lui non poteva ingannarsi, Lui sapeva.”

Ecco dunque che Papa Francesco ci parla di un Gesù profondamente umano che teme il suo destino, che ha paura della Croce sino a sudare sangue nella sera del giovedì antecedente la Sua crocefissione.

La differenza tuttavia tra Gesù e i discepoli, pur entrambi provando paura, non risiede nel fatto che Gesù sapesse la verità ma nel fatto che Gesù accetta la volontà del Padre: “Padre, toglimi questo calice. Si faccia la tua volontà!’.”

Taggato , , , ,

Informazioni su Redazione

6 pensieri su “E’ difficile non fuggire dalla Croce che Gesù ci promette

  1. Gesù Cristo, dichiaratosi Messia e quindi il Figlio dell’Uomo che siede alla destra di Dio, e quindi condannato dagli ebrei scandalizzati, non poteva essere il vero Messia, in quanto il vero Messia, secondo la mentalità giudaica del I° secolo dopo Cristo, doveva non solo liberare Israele dagli occupanti romani, ma anche eliminare sulla faccia della terra la morte, il peccato, le malattie, cosa che non fece; anzi ognuna delle categorie citate aumentò considerevolmente dopo la morte di Gesù il Venerdì 7 aprile 30 d.C. Probabilmente la salma di Gesù venne trasferita di notte nei sotterranei del Tempio di Gerusalemme alle ore 3 di Domenica 9 aprile 30 d.C., da parte di Claudia Procula, moglie di Pilato, aiutata da servi e serve fidate. Un’urna di granito contenente le ossa di Gesù venne scoperta nel 1115 da parte dei cavalieri templari e portata in Francia nel 1119 circa, e poi portata in Italia.
    Nicola Antonio de Liso Torino 30 settembre 2013
    nicolaantonio.deliso@beniculturali.it
    cell. 3450041888

  2. In questo mondo ognuno di noi ha la sua croce, più o meno pesante che sia, ma ce l’ha. Non bisogna mai piangersi addosso perché non servirebbe a nulla, anzi appesantirebbe ancor più la sofferenza. E’ sempre necessaria la forza per confidare in Dio, chiederGli aiuto sempre, perché Lui solo ci può aiutare a superare le situazioni più difficili! Gloria a Te o Signore, nell’Alto dei Cieli!.
    Un caro saluto a Papa Francesco, il nostro Papa ADORABILE! Buona giornata.

  3. il vissuto dlla persona è importante perche’ ti fa capire come ogni giorno la sappiamo portare!Signore donami la forza di portare la mia croce ogni giorno!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.