È grave abituarci alle morti, alla povertà, ai drammi di tante persone

È grave abituarci alle morti, alla povertà, ai drammi di tante persone

Momento fondamentale della gionata di oggi di Papa Francesco è stato il Discorso al Corpo Diplomatico, in occasione degli auguri i inizio anno: il Santo Padre rivolgendosi agli ambasciatori dei 280 paesi al mondo con i quali la Santa Sede tiene rapporti diplomatici ha delineato quelle che sono le linee principali della “politica estera” del Vaticano. I problemi che Bergoglio ha portato all’attenzione degli ambasciatori e dei rispettivi paesi sono il dramma dei migranti, il traffico di persone, la fame nel mondo, la morte dei bambini e uomini in mare, il traffico di armi e i rischi derivanti dalle ideologie.

Di fronte a tutti queste situazioni inumane, il rischio più grande, l’inganno più grande, è quello di abituarci: “È grave assuefarci a queste situazioni di povertà e di bisogno, ai drammi di tante persone e farle diventare “normalità”. – ha detto Bergoglio – Le persone non sono più sentite come un valore primario da rispettare e tutelare, specie se povere o disabili, se “non servono ancora” – come i nascituri –, o “non servono più” – come gli anziani. Siamo diventati insensibili ad ogni forma di spreco“.

Il dilagare della cultura dello scarto è uno dei più grandi rischi dell’era attuale, un rischio subdolo e silenzioso, che nasce da piccoli scarti, che apparentemente non fanno male a nessuno e termina con lo sprecare la vita stessa, piegata ai bisogni di un sistema economico che idolizza il profitto.

Uno spirito individualista è terreno fertile per il maturare di quel senso di indifferenza verso il prossimo, che porta a trattarlo come mero oggetto di compravendita, che spinge a disinteressarsi dell’umanità degli altri e finisce per rendere le persone pavide e ciniche. – ha sottolineato Papa Francesco – Non sono forse questi i sentimenti che spesso abbiamo di fronte ai poveri, agli emarginati, agli ultimi della società? E quanti ultimi abbiamo nelle nostre società! Tra questi, penso soprattutto ai migranti, con il loro carico di difficoltà e sofferenze, che affrontano ogni giorno nella ricerca, talvolta disperata, di un luogo ove vivere in pace e con dignità“.

La soluione a tutto questo c’è! E non è neppure una soluzione impossibile da attuare: basterebbe “rimettere in discussione abitudini e prassi consolidate, a partire dalle problematiche connesse al commercio degli armamenti, al problema dell’approvvigionamento di materie prime e di energia, agli investimenti, alle politiche finanziarie e di sostegno allo sviluppo, fino alla grave piaga della corruzione“. Certo questa soluzione implica andare controcorrente, mettere da parte il dio denaro per tornare a mettere al centro l’uomo.

Riflettiamo sul fatto che “gran parte delle cause delle migrazioni si potevano affrontare già da tempo. Si sarebbero così potute prevenire tante sciagure o, almeno, mitigarne le conseguenze più crudeli. Anche oggi, e prima che sia troppo tardi, molto si potrebbe fare per fermare le tragedie e costruire la pace“.

Troverete ulteriori spunti di riflessione sulle Udienze del Santo Padre nella nostra rivista Papa Francesco News, che trovate in tutte le edicole: un modo per rimanere sempre informati sulle attività del Santo Padre e per riflettere assieme a lui sui come sia possibile costruire un domani migliore.

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3 Commenti

gennaro guida il 12 Gennaio 2016 alle 5:11 pm.

Carissimo Papa Francesco,

mi avvio felicemente verso la terza fase della vita, quella in cui non resta altro che pregare, dopo aver cercato di imparare nella prima e di fare, senza offendere la volontà di Dio, nella seconda.

La mia preghiera è breve: sia fatta la Tua volontà, o Signore! Sono pronto a tornare alla casa del Padre, se i miei peccati potranno essere perdonati, ma fatico a prendere le distanze dalle cose del mondo.

Nell’attesa, ho smesso di prendermela col commercio degli armamenti, perché so che qualsiasi oggetto prodotto ha un costo di produzione che va recuperato. Il problema vero è quello della produzione di armi. Come mai più nessuno parla di disarmo unilaterale? Tutto sarebbe più facile se fossimo costretti a sfogare i nostri istinti belluini affrontandoci a bastonate. in mancanza di strumenti più efficaci. Non sono certo un fan di quel giovanotto dagli occhi a mandorla, ma con quale faccia tosta oserò impedirgli di farsi una bomba quando io stesso ne ho a migliaia pronte in cantina?

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teodora il 12 Gennaio 2016 alle 9:27 am.

L’abitudine ai drammi, quale surrogato dell’indifferenza a difesa dei vari profitti, integranti le molteplici ramificazioni di corruttele in ogni ambito, può essere debellata se ognuno, nella propria sfera, riordina, senza calcoli di convenienti tiepidezze settoriali, i propri andazzi e incongruenze
Per andare contro corrente, occorre azione concreta e trasparente. Il calcolo individualista o di settore non argina alcuna corrente devastante e distruttiva: realizza solo sterile utopia.

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Ivana Barbonetti il 12 Gennaio 2016 alle 8:49 am.

Santo Padre, non solo la prevenzione avrebbe evitato le sciagure di questi figli di DIO in cerca di pace e dignita’.–La prevenzione avrebbe evitato anche la degenerazione della nostra societa’ che si autodefinisce “civile”???civile una societa’ che per danaro ha distrutto l’ambiente?–civile una societa’ dove “vince” la prepotenza?–abbiamo regredito, occhio per occhio dente per dente, neanche intelligenti da comprendere che abbiamo preparato un “terreno” dove “affonderemo” quando, per legge di natura, le risorse fisiche verranno meno—-a un giovane che non rispettava la mia anzianita’, risposi che anche lui doveva invecchiare, a meno che non avesse deciso di morire giovane, neanche questo comprese.—-Prego DIO che abbia misericordia di noi, apra occhi, orecchie e soprattutto mente e cuore. GESU’ pregava sempre, allora questo e’ l’atteggiamento giusto, lo faceva GESU’.—–Ivana Barbonetti

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