Il battesimo implica una risposta personale e non presa a prestito, con un copia e incolla

 

Nell’udienza generale Papa Francesco prosegue le catechesi sul Battesimo il cui significato risalta chiaramente dalla sua celebrazione, perciò rivolgiamo ad essa la nostra attenzione.

Considerando i gesti e le parole della liturgia possiamo cogliere la grazia e l’impegno di questo Sacramento, che è sempre da riscoprire. Ne facciamo memoria nell’aspersione con l’acqua benedetta all’inizio della Messa, come pure nella rinnovazione delle promesse battesimali durante la Veglia Pasquale. Infatti, quanto avviene nella celebrazione del Battesimo suscita una dinamica spirituale che attraversa tutta la vita dei battezzati; è l’avvio di un processo che permette di vivere uniti a Cristo nella Chiesa.

Anzitutto, nel rito di accoglienza, viene chiesto il nome del candidato, perché il nome indica l’identità di una persona. Quando ci presentiamo diciamo subito il nostro nome: “Io mi chiamo così”, così da uscire dall’anonimato, l’anonimo è quello che non ha nome. Per uscire dall’anonimato subito diciamo il nostro nome. Senza nome si resta degli sconosciuti, senza diritti e doveri. Dio chiama ciascuno per nome, amandoci singolarmente, nella concretezza della nostra storia. Il Battesimo accende la vocazione personale a vivere da cristiani, che si svilupperà in tutta la vita. E implica una risposta personale e non presa a prestito, con un “copia e incolla”. La vita cristiana infatti è intessuta di una serie di chiamate e di risposte: Dio continua a pronunciare il nostro nome nel corso degli anni, facendo risuonare in mille modi la sua chiamata a diventare conformi al suo Figlio Gesù.

Certo, diventare cristiani è un dono che viene dall’alto. La fede non si può comprare, ma chiedere sì, e ricevere in dono sì. “Signore, regalami il dono della fede”, è una bella preghiera! “Che io abbia fede”, è una bella preghiera. Chiederla in dono, ma non si può comprare, si chiede. Infatti, «il Battesimo è il sacramento di quella fede, con la quale gli uomini, illuminati dalla grazia dello Spirito Santo, rispondono al Vangelo di Cristo» (Rito del Battesimo dei Bambini, Introd. gen., n. 3). A suscitare e a risvegliare una fede sincera in risposta al Vangelo tendono la formazione dei catecumeni e la preparazione dei genitori, come l’ascolto della Parola di Dio nella stessa celebrazione del Battesimo.

Se i catecumeni adulti manifestano in prima persona ciò che desiderano ricevere in dono dalla Chiesa, i bambini sono presentati dai genitori, con i padrini. Il dialogo con loro, permette ad essi di esprimere la volontà che i piccoli ricevano il Battesimo e alla Chiesa l’intenzione di celebrarlo. «Espressione di tutto questo è il segno di croce, che il celebrante e i genitori tracciano sulla fronte dei bambini». «Il segno della croce esprime il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistata per mezzo della sua croce».

La croce è il distintivo che manifesta chi siamo: il nostro parlare, pensare, guardare, operare sta sotto il segno della croce, ossia sotto il segno dell’amore di Gesù fino alla fine. I bambini sono segnati in fronte. I catecumeni adulti sono segnati anche sui sensi, con queste parole: «Ricevete il segno della croce sugli orecchi per ascoltare la voce del Signore»; «sugli occhi per vedere lo splendore del volto di Dio»; «sulla bocca, per rispondere alla parola di Dio»; «sul petto, perché Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori»; «sulle spalle, per sostenere il giogo soave di Cristo». Cristiani si diventa nella misura in cui la croce si imprime in noi come un marchio “pasquale”, rendendo visibile, anche esteriormente, il modo cristiano di affrontare la vita. Fare il segno della croce quando ci svegliamo, prima dei pasti, davanti a un pericolo, a difesa contro il male, la sera prima di dormire, significa dire a noi stessi e agli altri a chi apparteniamo, chi vogliamo essere. Per questo è tanto importante insegnare ai bambini a fare bene il segno della croce. E, come facciamo entrando in chiesa, possiamo farlo anche a casa, conservando in un piccolo vaso adatto un po’ di acqua benedetta – alcune famiglie lo fanno: così, ogni volta che rientriamo o usciamo, facendo il segno della croce con quell’acqua ci ricordiamo che siamo battezzati.

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4 Commenti

Salvatore Nicoloso il 21 aprile 2018 alle 12:50 am.

Carissimo Papa Francesco, volevo informarti che il mio nemico, l’infermiere, quasi giornalmente continua a danneggiare il mio corpo, come l’altra volta che mi ha rotto un nervo, ma nonostante questo lui continua a fare buchi. Ora, per questo fatto, Ti chiedo cortesemente se puoi informare le autorità competenti. Inoltre, volevo consigliarti di conservare Tu i doni per mio cognato, come fai con me, e poi quando finirà del tutto questa mia schiavitù (liberato dal microchip) se sarò ancora attivo (sessualmente parlando) e allora gli mandi i doni, invece se non sarò più attivo, perché mi avrà danneggiato i nervi penieni, i tuoi doni non glieli dai più e li tieni Tu per la Chiesa.
Ti ringrazio infinitamente per tutto ciò che fai per me e per i tuoi enormi doni.
T’invio i miei più affettuosi saluti con abbracci, baci e carezze.

BELPASSO 21-04-2018 Nicoloso Salvatore

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Eleonora Arrigoni il 19 aprile 2018 alle 10:23 pm.

Buonasera,
ho un figlio che vive a Berlino, il quale per non dare il 9% del suo stipendio alla Chiesa ha deciso di farsi sbattezzare. Che tristezza! Ma come finirà la sua anima? Mi chiedo anche se la Chiesa sia nel giusto ad imporre ai dipendenti cosi tanti soldi visto che dovrebbe vivere di carità.
Grazie

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Antonella Iacopino il 19 aprile 2018 alle 1:11 pm.

Salve può battezzare una madrina e un padrino conviventi?

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Ivana barbonetti il 19 aprile 2018 alle 7:08 am.

Santo Padre, prego che Ti leggano tanti sacerdoti, che non dicano;
e’ bravo il Santo Padre, ma dicano; FACCIAMO COME FA’ IL SANTO PADRE, perché ogni cristiano riscopra la bellezza della Parola di Dio, la bellezza e il significato di ogni Sacramento, di ogni passo della Liturgia, desideri saperne sempre di piu’, di dedicargli il tempo e l’attenzione che merita, per la gioia di Dio, per la nostra gioia.——Grazie Signore Dio del dono di Papa Francesco, grazie Padre Francesco DEI TUOI CONTINUI –SI—–GRAZIE.—–Ivana Barbonetti.

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