Il giudizio finale è il momento in cui incontriamo l’abbraccio di Dio

abbraccio di dio

Nell’Udienza Generale di ieri, Papa Francesco focalizza la sua catechesi nello spiegare l’espressione, contenuta nel Credo Cattolico, “Credo nella vita eterna”: il giudizio finale potrebbe incutere timore ma il cristiano sa come questo non sia un momento di condanna ma un momento di amore in cui incontrerà l’abbraccio del Signore.

La riflessione sul giudizio finale, anche se suscita istintivamente in noi un certo timore, contiene alcuni elementi che sono fonte di conforto e di fiducia .

In primo luogo, l’espressione aramaica Maranathà, «Vieni, Signore!», e utilizzata dalle prime comunità cristiane nella liturgia, ci incoraggia a vedere il giudizio finale come il momento in cui saremo considerati degni di essere colmati di gloria e partecipare così al banchetto il nozze con Cristo-Sposo.

Un secondo motivo di fiducia è la considerazione che non saremo soli nel giudizio finale, ma possiamo far affidamento sulla intercessione e sulla benevolenza di molti dei nostri fratelli maggiori, i santi, che ci hanno preceduto nel cammino della fede.

Un terzo elemento è l’idea che il giudizio finale inizia già nel modo in cui viviamo la nostra vita. Gesù si dona a noi continuamente colmandoci con la misericordia di Dio, e noi abbiamo la responsabilità di aprirci a questa grazia o invece chiuderci e così facendo escluderci da soli dalla comunione con Dio. 

La reflexión sobre el juicio final, a pesar de que instintivamente suscita en nosotros un cierto temor, contiene algunos elementos que constituyen un motivo de consuelo y confianza.

En primer lugar, la expresión aramea maranathà, ¡Ven, Señor!, ya usada en la liturgia por las primeras comunidades cristianas, nos anima a contemplar el juicio como el momento en el que seremos considerados dignos de revestirnos de gloria y acceder al banquete de bodas con Cristo-Esposo.

Un segundo motivo de confianza es la consideración de que no estaremos solos en el juicio, sino que podremos contar con la intercesión y benevolencia de tantos hermanos nuestros, santos, que nos han precedido en el camino de la fe.

Y un tercer elemento es la idea de que el juicio comienza ya en la manera como vivimos nuestra existencia. Jesús se nos da continuamente para colmarnos de la misericordia del Padre, y nosotros tenemos la responsabilidad de abrirnos a esa gracia o, en cambio, de cerrarnos y auto excluirnos de la comunión con Dios.

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