Il Padre non è autore del male ma combatte sempre per noi

 

Mercoledì 1 maggio 2019 in occasione dell’udienza generale Papa Francesco ha ricordato l’importanza della festa del Primo maggio ed ha pregato insieme ai fedeli per tutti coloro che non hanno lavoro, ricordando che si tratta di una tragedia mondiale. Papa Bergoglio ha spiegato che “è con questa penultima invocazione che il nostro dialogo con il Padre celeste entra, per così dire, nel vivo del dramma” e cioè “sul terreno del confronto tra la nostra libertà e le insidie del maligno”.

La traduzione dell’ultima invocazione del Padre Nostro nell’espressione “Non ci indurre in tentazione”, ha spiegato Papa Francesco, non rende giustizia all’espressione originale greca che è contenuta all’interno dei Vangeli. Ciò che ha successivamente sottolineato il Santo Padre, però, è che “Su un elemento possiamo convergere in maniera unanime: comunque si comprenda il testo, dobbiamo escludere che sia Dio il protagonista delle tentazioni che incombono sul cammino dell’uomo”.

A dimostrazione di quanto detto il Papa ha citato la Lettera di Giacomo (1,13) in cui si afferma che nessuno, quando è tentato, deve dire di essere stato tentato da Dio in quanto Dio non può essere tentato dal male ed egli non tenta nessuno. Il messaggio che il Santo Padre ha desiderato passasse ai suoi fedeli è che il Padre non è autore del male in quanto è “Un Dio che sempre combatte per noi, non contro di noi. È il Padre! È in questo senso che noi preghiamo il Padre nostro”.

Il Papa ha poi proseguito dicendo che la prova e la tentazione sono stati presenti nella vita del Figlio di Dio ed è per questo che dovremmo trovare “il nostro conforto nella prova”. Il nostro conforto in Dio deve risiedere nella convinzione della sua presenza anche nei momenti più bui, quando non siamo in grado di vegliare. Deve in lui esserci una fiducia tale da comprendere che “Lui non ci abbandonerà mai!”.

Nello spiegare l’importanza della fiducia verso Dio il Santo Padre ha concluso affermando che “Cristo ha già preso su di sé anche il peso di quella croce, e ci chiama a portarla con Lui, abbandonandoci fiduciosi all’amore del Padre”.

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