L’impegno politico del cattolico inizia con la preghiera

impegno politico cattolicoUn buon cattolico si immischia in politica” ha detto Papa Francesco “offrendo il meglio di sé, perché il governante possa governare“. L’impegno dei cattolici è reale e la loro presenza incide veramente nella società in cui vivono. Con questo il Pontefice non vuole certo dire che tutti i cattolici debbano diventare parlamentari o tesserati ai vari partiti politici: si tratta di una partecipazione attiva e di coscienza.

Infatti si chiede Papa Francesco “qual è la cosa migliore che noi possiamo offrire ai governanti?” e a questo risponde “La preghiera!” Pregare per chi ci governa è dunque il primo modo che possediamo per fare politica attiva e questo, precisa il Vescovo di Roma, “Prega per lui, prega per lei, perché possa governare bene, perché ami il suo popolo, perché serva il suo popolo, perché sia umile!” Quindi ne consegue secondo Papa Francesco che “Un cristiano che non prega per i governanti, non è un buon cristiano!“.

Ma il messaggio che il Papa ha voluto indirizzare ai cattolici non è solamente rivolto al popolo, ma agli stessi governanti i quali dovrebbero seguire delle linee guida di “umiltà e amore” che il Pontefice definisce quali “caratteristiche indispensabili” del buon politico. Infatti le scritture dicono che chi fa politica “deve amare il suo popolo“. Per questo dice Papa Francesco che “ogni uomo e ogni donna che deve prendere possesso di un servizio di governo, deve farsi queste due domande: ‘Io amo il mio popolo, per servirlo meglio? Sono umile e sento tutti gli altri, le diverse opinioni, per scegliere la migliore strada?’“.

Ne consegue dunque che se un politico non tenesse a mente costantemente queste domande, che in verità sono più delle linee guida del suo operato, “il suo governo non sarà buono. Il governante, uomo o donna, che ama il suo popolo è un uomo o una donna umile“.

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4 Commenti

EZIO PALLANCA 3297820646 il 16 Settembre 2013 alle 9:20 pm.

Ciao Santità Francesco ho tanto bisogno tanto bisogno di un tuo consignio, sono disperato e credo che sia venuta l’ora di prendere il toro per le corna, ma prima vorrei un tuo consiglio perchè non rieco a porgere l’altra guancia quando un individiuo dopo tutto quello che ci ha fatto, abbiamo una causa per questo giovedi, e oggi ha compiuto l’ennesima porcheria ha fatto scrive alla nostra Amministratrice una raccomandata dove dice che il cotrile, posti auto, erano con erba e la gomma da innaffiaree pulire il selciato, lui non lo vuole fare mapoi pretende che siano gli altri a ripulire quando il condominio aveva disposto a turno titti e sei propietari devono pulire i posti auto. Come si fa a porgere l’altra guancia. Ora il bicchiere è colmo aspetto una tuo scritto o una telefonata, poi agirò di conseguenza aspettandolo sulla scala e poi vediamo un po la resa dei conti, sono stanco sono 10 anni che ci persegiuta. Santo Padre lascio sopra i miei dati e il telefono. Ciedo tanto il tuo aiuto sto per fare uan pazzia, Dio mi perdonera! Ciao Francesco

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Patrizia Martino il 16 Settembre 2013 alle 4:11 pm.

Sì, inizia con la preghiera. Preghiera che accompagna. Preghiera che diventa poi riflessione per poter ripartire.
Cos’è la preghiera? meditazione, ascesi, dichiarazione, richiesta, ringraziamento, contatto?
E la vita? Cos’è la vita se non diventa preghiera?
Spesso c’è la voglia di testimoniare, ma si rimane confinati negli stereotipi, ai margini, magari di ciò che è già organizzato e pianificato.
Dov’è l’opportunità affinchè ognuno possa verammente tirar fuori tutto ciò che può esprimere, come contributo nell’incontro con l’altro?
E’ vero : non si può vivere senza conoscere il proprio vicino di casa.
Quanta fatica e solitudine nel proporsi!

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NADIA il 16 Settembre 2013 alle 4:07 pm.

Buonasera Papa Francesco, è giusto pregare per chi ci governa, però la preghiera deve essere seguito dall’azione, altrimenti resta una cosa astratta. Parlo ad esempio di un problema attualissimo, gli esodati. Sono persone a cui i loro diritti per andare in pensione dopo aver lavorato anni, sono stati tolti. Purtroppo i nostri cari politici che risiedono proprio accanto a Lei, sono insensibili, non eseguono come dalla costituzione il loro lavoro. Pensano esclusivamente ai propri vantaggi. Papa Francesco, le faccio un altro esempio. I disabili. Proprio davanti a Montecitorio, un mese fa avevano un appuntamento con l’Onorevolo Boldrini, ebbene hanno dovuto attendere tutto il pomeriggio, per poter essere accolti dalla Sig.ra Boldrini. L’appuntamento era per la mattinata, ora mi chiedo e chiedo anche a Lei se avrebbe fatto altrettanto. La realtà dei fatti, è un disinteresse per noi cittadini da parte della classe politica, parlo proprio di quegli Onorevoli, che vengono davanti a Lei a celebrare le varie cerimonie, poi nel loro posto che occupano, si rinchiudono nei propri interessi. Concludo per dirLe caro Papa Francesco, che non basta la preghiera, se una famiglia ha perso il lavoro, ha dei figli con disabilità, si è vista togliere i diritti di lavoro, come fa?????? La saluto con cuore, buona giornata. Nadia Corti

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Luciana Grilli il 16 Settembre 2013 alle 4:03 pm.

Senza dubbio condivido il pensiero del Santo Padre.
E mi guardo intorno.
Naturalmente credo di aver scelto il partito ed il Leader per cui votare. Egli appartiene al politico ideale, pur avendo diversi difetti.
Proverò a pregare per lui, perchè possa governare con le sue capacità che secondo me gli altri non hanno.
Molto spesso mi trovo a pensare che egli non sia abbastanza cattivo o energico per poter tener testa ai suoi antagonisti.
Luciana

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