La corruzione è un cancro che uccide l’uomo: combattiamola!

La corruzione è un cancro che uccide l'uomo: combattiamola!

La corruzione è il linguaggio delle mafie, è un processo di morte che favorisce il crimine e che spezza la coesistenza fra le persone. Questa la definizione che Papa Francesco ha dato della parola corruzione, cioè di quella piaga sociale che affligge il mondo intero. Italia compresa.

Il Santo Padre ha spiegato che il corrotto è colui che ha un cuore “infranto, macchiato da qualcosa, rovinato come fosse decomposto”. Perché la corruzione è questo che fa: investe lo stato interiore della persona. Per capire i termini della questione Francesco ha invitato ad analizzare le “tre relazioni” che animano la vita umana: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con l’ambiente che ci ruota attorno.

Quando l’uomo è onesto vive queste relazioni in modo responsabile, mentre quando non è onesto sfodera una condotta anti-sociale perché la corruzione lo spinge a sciogliere tutti i rapporti che aveva tessuto o che avrebbe potuto tessere. Insomma, la corruzione demolisce le fondamenta su cui si regge la coesistenza fra gli individui. La corruzione è “un veleno che contamina ogni prospettiva”.

Francesco è arrivato al punto da definire la corruzione “una forma di bestemmia”, un’arma che si trova nelle mani delle mafie e di chiunque idolatri la morti. E’ quindi importante che la Chiesa, proprio perché si fa detentrice di un messaggio pro-vita, combatta con tutte le sue forze il nemico della corruzione. Da qui l’esortazione del Papa a far sì che la Chiesa si tenga lontana dalla corruzione che nel suo campo può arrivare travestita da “trionfalismo, ipocrisia, indifferenza e da una mondanità dello Spirito”.

In fondo, come potrebbe la Chiesa non combattere il corrotto se corrotto è colui che sta all’origine dello sfruttamento, del degrado, dell’ingiustizia sociale e della mortificazione di ogni merito? Come non ci si potrebbe contrapporre a chi promuove la schiavitù e l’incuria dei beni comuni e della natura?

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4 Commenti

luigi il 17 Giugno 2017 alle 9:51 pm.

Caro Papa Francesco.
la parola corrompere deriva dal latino Corrumpere ovvero l’opera di chei istiga a compiere atti illeciti o immorali . Nel diritto : reato commesso dal pubblico ufficiale che riceve denaro o altro in beni, minacce, lusinghe a compiere atti contrari ai suoi doveri d’ufficio da chi gli offre denaro etc corruttore
POI ABBIAMO IL TERMINE CORROMPERE SULLA CORRIZIONE DEI TEMPI, L’IMMORALITÀ O DEPRAVAZIONE INFINE LA MORTE SULLA CORRUZIONE e LA DECOMPOSIZIONE DELLA CARNE sul inquinamento

Ma se esiste il male per contrastarlo sul equilibrio di tutte le cose nel mondo deve pr forza esistere il bene con la moralità l’integrità la rettitudine la morigeratezza la purificazione infine la rinascita del nostro spirito e del corpo

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Rosa Rita La Marca il 17 Giugno 2017 alle 11:08 am.

Bisogna proteggere coloro che si oppongono alla mentalità maffiosa immediatamente e con fattivo supporto morale, tecnico, spirituale, militare se il caso lo vuole.

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Rosa Dalmiglio il 17 Giugno 2017 alle 8:31 am.

da diversi anni, in occasione del Congresso del Partito Comunista a Pechino, la stampa cinese mi invia un questionario sulle domande da porre al Premier Cinese, sin dall’inizio ho posto al top dell’agenda il COMBATTERE LA CORRUZIONE, IL CANCRO DI TUTTI I MALI NEL MONDO

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Ivana barbonetti il 16 Giugno 2017 alle 8:21 am.

Essendomi decentrata da Roma nel 1972 per il lavoro di mio marito, non avendo parenti nella regione dove ci trasferimmo, subii tutti i disagi, psicologici, oggettivi per l’arretratezza della suddetta rispetto a Roma, per la “corruzione” delle conoscenze, le “mazzette”, con le conoscenze, le “mazzette” potevi, senza si viveva come una barca alla deriva, sbattuti dalla “corrente” dell’acqua. Tutto nella piu’ perfetta normalita’, l’anormale ero io che volevo i servizi corretti in quanto avente diritto, cittadina Italiana, rifiuto a cercare “raccomandazioni” o dare “mazzette”, 1972——–non correggendo questi malsani comportamenti ha fatto si che il degrado peggiorasse, se non si bonifica in natura, l’acqua o il terreno producono solo veleno, noi umani siamo come l’acqua e la terra, non bonificandoci produciamo veleno, e non si e’ piu’ in grado di riconoscerlo, e’ diventato “normale”, e’ “l’altro” che sbaglia, solo “l’altro”.

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