L’amore di Dio dà senso ai piccoli impegni quotidiani

amore di DioTutti noi siamo vasi d’argilla, fragili e poveri, ma nei quali c’è il tesoro immenso che portiamoaveva detto giusto ieri Papa Francesco in Twitter, ritornando su un tema a lui caro e già espresso in alcune omelie. Oggi nel corso dell’Angelus il Pontefice sembra volere continuare la frase completando con le parole del Vangelo di Luca “Dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore”.

Noi cristiani, come insegna Gesù agli apostoli, abbiamo un desiderio comune che portiamo con noi: quello di incontrare Gesù assieme ai nostri fratelli. Tutti noi abbiamo “il desiderio di andare avanti, verso l’orizzonte” dice Papa Francesco per poi spiegare che “per noi cristiani questo orizzonte è l’incontro con Gesù, l’incontro proprio con Lui, che è la nostra vita, la nostra gioia, quello che ci fa felici“.

Questa riflessione apre la porta a due domande che il Pontefice rivolge a tutti noi: “hai un cuore che desidera, o hai un cuore chiuso,  – é la prima domanda del Vescovo di Roma – un cuore addormentato, un cuore anestetizzato per le cose della vita?” Mentre la seconda questione che si apre é “dov’è il tuo tesoro? Qual è per te la realtà più importante, più preziosa, la realtà che attrae il mio cuore come una calamita? Cosa attrae il tuo cuore?

Siamo chiamati a fare il bene, a vivere per Cristo e per i nostri fratelli e questo non solamente per gli uomini di Chiesa ma per ogni cristiano. Il nostro cuore non può essere attratto da altro che non sia Gesù. Questi é il volto concreto all’Amore di Dio che dà senso alle difficoltà quotidiane.

Infatti riflette il Papa anche coloro che hanno una famiglia e vedono nell’amore di questa il bene più grande in verità devono riconoscere che la vera fonte di questo amore é Dio, che costituisce un collante per la famiglia, che la tiene unita: “è proprio l’amore di Dio che dà senso ai piccoli impegni quotidiani e anche aiuta ad affrontare le grandi prove. Questo è il vero tesoro dell’uomo.”

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2 Commenti

Antonietta il 18 Giugno 2014 alle 7:55 pm.

Caro Papa Francesco sono contenta e mi rallegro ogni giorno che il signore ci ha mandato lei vorrei dire una sola cosa sono divorziata anni fà alla abazia vicino a Milano sono entrata nella chiesa mi volevo confessare cera un frate nel cominciare a confessare mi chiese se era sposata lo risposto lo ero lui arrabbiato usci dal confessionale e mi disse mi di spiace non la posso ne confessare e ne comunicare io ero sconvolta dalla risposta, lavoravo in clinica a Milano e ho parlato con Padre Giuseppe mi confesso e lo detto cosa mi era successo mi a detto che stato cattivo a rispondermi cosi, la Ringrazio di cuore un caro saluto da Antonietta

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Giuseppe il 12 Agosto 2013 alle 7:03 am.

Per quanto mi riguarda “o’ core mio appartiene a Gesù e Maria” , oltre che alla mia famiglia. Quando capita che strada facendo questa cosa me la dimentico, ahimè spesso, mi fermo un attimo e pensando agli insegnamenti dei santi che conosco mi dico: – Giovane’, \lasciatemi passare il giovane/ jamme belle; un po’ di coerenza. Altrimenti so’ tutte chiacchiere le cose che dici e scrivi. –

E così pensando ai colpi che ha ricevuto l’Uomo Gesù \5480/ ed al Suo Corpo piagato, rimetto i remi in acqua e riprendo a vogare, lentamente, ma riprendo. 🙂

Ed a proposito di corpi piagati, noto che in molte chiese i grandi crocifissi vicini all’altare non rendono assolutamente l’idea dell’immenso dolore e delle infinite piaghe che si sono formate sul Suo corpo. 5480 colpi! Io, ci credo.

Sia lodato Gesù Cristo. 🙂

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