Lasciamoci allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo con l’Eucaristia

 

Papa Francesco inizia l’udienza generale parlando della “Pasqua fiorita” un aggettivo che viene dato alla festa in alcuni paesi perché fiorisce il Cristo risorto. Per tutta la settimana festeggiamo la Pasqua. E per questo ci diamo l’augurio di “Buona Pasqua”.

Così Papa Francesco ha rinnovato gli auguri anche ad una persona speciale: Vorrei anche che dessimo la Buona Pasqua all’amato Papa Benedetto, che ci segue per televisione. A Papa Benedetto, tutti diamo la Buona Pasqua.

Oggi finisce il ciclo dedicato alla Messa che è proprio la commemorazione della Passione e della Risurrezione di Gesù. La Messa si conclude con la benedizione impartita dal sacerdote e il congedo del popolo. Come era iniziata con il segno della croce, nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è ancora nel nome della Trinità che viene sigillata la Messa, cioè l’azione liturgica.

I cristiani vanno a Messa per partecipare alla Passione e Risurrezione del Signore e poi vivere di più come cristiani: si apre l’impegno della testimonianza cristiana. Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane “glorificando il Signore con la nostra vita”. Se usciamo dalla Chiesa chiacchierando vuol dire che la Messa non è entrata nel nostro cuore. Devo uscire meglio di come sono entrato, con più vita. Attraverso l’Eucaristia il Signore Gesù entra in noi, nel nostro cuore e nella nostra carne, affinché possiamo «esprimere nella vita il sacramento ricevuto nella fede»

L’Eucaristia ci insegna a diventare uomini e donne eucaristici ossia lasciare agire Cristo nelle nostre opere: che i suoi pensieri siano i nostri pensieri. E questo è santità: fare come ha fatto Cristo è santità cristiana. Proprio come dice san Paolo, parlando della propria assimilazione a Gesù, e dice così: «Sono stato crocifisso con Cristo, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me». Questa è la testimonianza cristiana. L’esperienza di Paolo illumina anche noi: nella misura in cui mortifichiamo il nostro egoismo, cioè facciamo morire ciò che si oppone al Vangelo e all’amore di Gesù, si crea dentro di noi un maggiore spazio per la potenza del suo Spirito. Lasciamoci allargare l’anima con la forza dello Spirito Santo con l’Eucaristia. Sempre Anime larghe, anime grandi, con grandi orizzonti.

I frutti della Messa maturano nella vita di ogni giorno. La Messa è come il chicco di grano che poi nella vita ordinaria cresce, cresce e matura nelle opere buone, negli atteggiamenti che ci fanno assomigliare a Gesù. In verità, accrescendo la nostra unione a Cristo, l’Eucaristia aggiorna la grazia che lo Spirito ci ha donato nel Battesimo e nella Confermazione, affinché sia credibile la nostra testimonianza cristiana. L’ Eucaristia ci separa dal peccato: «Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da Lui con il peccato mortale»

Partecipare all’Eucaristia impegna nei confronti degli altri, specialmente dei poveri, educandoci a passare dalla carne di Cristo alla carne dei fratelli, in cui egli attende di essere da noi riconosciuto, servito, onorato, amato. Portando il tesoro dell’unione con Cristo in vasi di creta, abbiamo continuo bisogno di ritornare al santo altare, fino a quando, in paradiso, gusteremo pienamente la beatitudine del banchetto di nozze dell’Agnello.

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2 Commenti

Marisol il 6 aprile 2018 alle 2:57 pm.

Buen dia Papa Francesco humildemente le escrivo para pedirle una oracion por mi y mi hija, somos peruanas y vivimos en Genova, llevo muchos anos bajo viviendo violencia psicologica, el centro antiviolencia y las asistentes sociales no me ayudan al parecer me quieren quitar a mi hija, Es una injusticia solo una mujer que me dedico solo hacer el bien…gracias

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Ivana barbonetti il 5 aprile 2018 alle 7:22 am.

“Se usciamo dalla chiesa chiacchierando vuol dire che la messa non e’ entrata nel nostro cuore”, lo dici Tu Santo Padre, e per quelli che entrano chiacchierando, continuano a chiacchierare anche durante la messa, come si deve definire? dove sto’ vivendo non ho piu’ la gioia di assistere a una vera consapevole “messa”, tutto si fa, tutto si dice, meno il silenzio di raccoglimento in quella” mezz’ora” dove incontriamo Gesu’,
il sacerdote che non dice neanche una piccola riflessione sul vangelo letto, al telegiornale c’e’ piu’ “spiritualita”.—L’anima che era pronta a allargarsi, si ripiega su se stessa impaurita da questa realta’ , piano piano si chiude. Allora si cercano altre “emozioni”, alcol, vandalismo, stupri—
Il risultato di non esserci impegnati seriamente, di non avere adeguato i nostri impegni alle Liturgie,- abbiamo adeguato la messa, la liturgia, i corsi di preparazione (comunione e cresima) alle nostre “esigenze”, ai nostri impegni, nella Diocesi ogni chiesa fa’ da se’ per se,’ in una confusa anarchia totale, i giovani scappano? come mai???——-Ivana Barbonetti.

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