Lo sport promuova incontro tra popoli e contribuisca alla pace

Che lo sport promuova l'incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo

L’intenzione di preghiera universale di Papa Francesco per questo mese di Agosto 2016 è “che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo“: infatti, nel “Video del Papa” che la Rete Mondiale di Preghiera del Papa (Apostolato della Preghiera) ha pubblicato oggi, Papa Francesco afferma che “con lo sport è possibile costruire una cultura di incontro tra tutti per un mondo di pace“.

Ogni sport ci umanizza, poiché possiede valori universali di perseveranza, solidarietà, dialogo, spirito di squadra, rispetto per gli avversari e ci porta al di là di noi stessi“, ricorda padre Federico Fornos: “San Paolo stesso fa riferimento allo sport per ispirare la perseveranza nella vita spirituale: «Non sapete che, nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! Però ogni atleta è disciplinato in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona che appassisce, noi invece una che dura per sempre.”(1 Corinzi 9: 24-26). Seguire Gesù richiede la stessa solidarietà, perseveranza, fiducia nell’altro e spirito di squadra, che sono richieste nello sport. Si tratta di una scuola di vita“.

Lo sport ci decentra da noi stessi e ci apre l’altro, crea relazioni e comunione […] Lo sport crea profonde emozioni ed esperienze collettive di comunione che sembrano molto vicine all’esperienza religiosa. Queste esperienze di solidarietà, di fraternità, che ci uniscono, anche se solo un attimo in un gioco o una corsa, non si devono trascurare o minimizzare come se fossero uno spreco di tempo o distrazione dalle grandi sfide del mondo di oggi”. ha ulteriormente commentato padre Federico Fornos.

Di fronte a queste sfide, e in questi ultimi tempi, di fronte alla violenza e alla barbarie, più che mai si rende necessario lo sport come luogo di incontro fraterno tra i popoli. Ci sono così tante paure! Abbiamo visto così tanta malvagità! Lo sport può contribuire fortemente ad abbattere i muri che impediscono la cultura dell’incontro fraterno tra i popoli“.

Papa Francesco stesso, del resto, in un proprio discorso rivolto agli sportivi e promotori della partita di calcio interreligioda per la pace, il 1 settembre 2014, disse che i valori universali dello sport favoriscono una cultura dell’incontro: “è possibile costruire la cultura dell’incontro e un mondo di pace, dove credenti di religioni diverse, conservando la loro identità […] possono convivere in armonia e nel reciproco rispetto“.

L’ultima lezione dello sport proficua per la pace“, ha ulteriormente spiegato il Santo Padre durante il videomessaggio in occasone dell’apertura della Coppa del Mondo di Calcio del 2014 in Brasile, “è il rispetto dovuto tra avversari. Il segreto della vittoria, in campo, ma anche nella vita, sta nel saper rispettare il mio compagno di squadra, ma anche il mio avversario. Nessuno vince da solo, né in campo né nella vita! Che nessuno si isoli e si senta escluso!

Che lo sport promuova l’incontro fraterno tra i popoli e contribuisca alla pace nel mondo“, preghiamo con Francisco per questa intenzione universale e mobilizziamoci per viverla appieno in questo mese in cui ci saranno le Olimpiadi a Rio de Janeiro.

“Con lo sport è possibile costruire una cultura di incontro tra tutti per un mondo di pace” dice infatti Papa Francesco, “mi piace sognare lo sport come pratica della dignità umana, trasformata in un veicolo di fraternità. Vogliamo allenarci insieme con questa intenzione di preghiera?

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2 Commenti

Gianpiero il 3 Agosto 2016 alle 10:41 pm.

certo che vogliamo allenarci alla preghiera per il rispetto alla fraternità e della dignità umana.
ha ragione nel dire: che nessuno si isoli, noi siamo d’accordo con lei, ma a volte è il mondo stesso che ci isola perché… il Signore ascolta tutte le nostre preghiere e ci succedono delle cose belle che non sappiamo spiegare, perché non hanno un nome, ma sono normali perché succedono tutti i giorni.
e il mondo ci sfida senza che lo sfidiamo perché non sa come deve fare per superare le nostre capacità (che riconosce) ma poiché non ci può battere con i fatti ci batte con le parole le suggestioni e i gesti.
rischio di essere picchiato tutti i giorni perché sono un cristiano, ma non sono l’unico perché ho conosciuto 10.000 cristiani + umili di me nel raggio di 2 chilometri. dentro di me non rifiuto il gioco di squadra ma hanno fatto di me un bersaglio mobile che i preti e i cristiani non possono aiutare, perché tengono famiglia. non potendo fare altro prego dalle 8 la mattina e mi difendo da solo confidando nel fatto che il Signore mi aiuterà perché non ho mai dubitato della sua esistenza. sono d’accordo con voi giovani quando dite: possiamo costruire un mondo migliore. il gioco di squadra, il rispetto e la disciplina sono le basi per una preghiera forte e presente

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luigi crocco il 3 Agosto 2016 alle 5:23 pm.

non riesco incollare nulla sul vostro programma

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