Mai è tardi per convertirci, ma è urgente, è ora! Incominciamo oggi

Mai è tardi per convertirci, ma è urgente, è ora! Incominciamo oggi

Papa Francesco durante l’Angelus di oggi ha evidenziato la pazienza di Dio, una pazienza infinita, che va oltre i limiti della comprensione umana e che riguarda tutti, nonostante siamo sempre pronti a vedere i difetti negli altri, trovando per noi stessi ogni possibile giustificazione o nascondendoci ipocritamente nel ritenerci “brava gente“.

Purtroppo, ciascuno di noi assomiglia molto a un albero che, per anni, ha dato molteplici prove della sua sterilità. – ha detto il Santo Padre prima della recita dell’Angelus – Ma, per nostra fortuna, Gesù è simile a quel contadino che, con una pazienza senza limiti, ottiene ancora una proroga per il fico infecondo: «Lascialo ancora quest’anno – dice al padrone – […] Vedremo se porterà frutto per l’avvenire»“.

Non è la prima volta che il Santo Padre parla della pazienza di Dio: già l’anno scorso Bergoglio aveva sottolineato che la pazienza è una specie di sottofondo musicale che accompagna tutta la storia del Popolo di Dio e che dobbiamo comprendere appieno per riuscire a interpretare correttamente quelli che sono i tempi del Signore.

Quest’oggi, il Vescovo di Roma ha invitato a guardare alla pazienza di Dio dal punto di vista individuale, mettendo in luce quanta pazienza Dio ha con ognuno di noi: “il tempo della nostra vita è scandito da un certo numero di Quaresime che ci vengono offerte come occasioni di ravvedimento e di salvezza“, ha detto il Santo Padre.

La Chiesa, in particolare in questo “Anno Giubilare della Misericordia“, ci invita a toccare con mano “l’invincibile pazienza di Gesù” e a “cambiare il cuore” in modo radicale, “a fare una radicale inversione nel cammino della nostra vita, abbandonando i compromessi con il male – e questo lo facciamo tutti, i compromessi con il male – le ipocrisie – io credo che quasi tutti ne abbiamo almeno un pezzetto di ipocrisia -, per imboccare decisamente la strada del Vangelo“.

Un vero e proprio invito ai cristiani a gettare le maschere di ipocrisia dietro le quali facilmente ci si nasconde e rifuggere ogni “tentazione di giustificarci: “Ma da che cosa dovremmo convertirci? Non siamo tutto sommato brava gente?”. – ha aggiunto Bergoglio – Quante volte abbiamo pensato questo: “Ma, tutto sommato io sono uno bravo, sono una brava – non è così? – non siamo dei credenti, anche abbastanza praticanti?”. E noi crediamo che così siamo giustificati”.

Ci farà bene, dunque, fare un esame di coscienza e pensare “Quante volte – noi non lo sappiamo, lo sapremo in Cielo –, quante volte noi siamo lì, lì… [sul punto di cadere] e il Signore ci salva: ci salva perché ha una grande pazienza per noi. E questa è la sua misericordia. Mai è tardi per convertirci, ma è urgente, è ora! Incominciamo oggi“.

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4 Commenti

Maria Luisa Tosoni il 1 Marzo 2016 alle 10:37 am.

riservata a Papa Francesco.
Carissimo Papa Francesco, che sollievo questo Anno della Misericordia. Che sollievo conoscere un Dio Padre che ti perdona e si dimentica dei tuoi peccati. Che dono ci hai fatto papa Francesco! Grazie! Luisa

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Ana Maria il 29 Febbraio 2016 alle 7:09 pm.

Porque tanta diferencia en recibir a mi Presidente Macri con los delincuentes Cristina Kischner y otros presidentes de paises de centroamerica.. Me da verguenza su actitud Papa Francisco, y me da tristeza, usted deberia dar el ejemplo. Puede gustar o no, puede pensar igual o no, pero esta actitud no habla bien de usted.
IGUAL SIGO REZANDO POR UD.

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Ivana Barbonetti il 29 Febbraio 2016 alle 8:45 am.

Personalmente credo che noi ci riteniamo brava gente perché convinti che quanto facciamo sia giusto, ma giusto per chi? quanto abbiamo ascoltato l’altro per capire di cosa lui/lei ha bisogno? LUI/LEI—-non quanto pensiamo noi vada bene—–Quanto abbiamo offerto compagnia a chi e’ solo? o non ci siamo ricordati di quella persona quando eravamo soli noi? quanto abbiamo aiutato chi ci ha chiesto aiuto per quelle che erano le sue necessita’ di aiuto? ci siamo ricordati quando noi avevamo bisogno di compagnia e di aiuto non piu’ l ‘altro/a che nel frattempo si era organizzato/a, e anche la pretesa che ora fosse a nostra disposizione. Pero’ siamo brava “gente”, diamo sempre del superfluo e aiuto quando siamo noi bisognosi di avere aiuto, anziché riconoscerlo e chiedere aiuto, ancora ci poniamo con arroganza offrendo aiuto a chi non ce lo chiede piu’ e si e’ organizzato a dare aiuto a chi lo chiede, lo accetta, e in quello che puo’, contraccambia. Pero’ siamo brava gente.—–Ivana Barbonetti.

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Mari carmen Gisbert colome il 29 Febbraio 2016 alle 1:06 am.

estima do papa Francesco me grada su manera como pi en sa y dice las cosa claras si que me grada tener con tato pero lo veo di fisil por que bastante trabajo tiene para como ni car con todos per zona pero mea le gar ria mucho si puede leer me Email a si es pero que dios le a yu de con sus tra bajos un saludo muy grande de esta cris tiana a men Mri Carmen

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