Nella messa Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui.

 

Nell’udienza generale di oggi 22 novembre il Santo Padre prosegue con le Catechesi sulla Messa: che cos’è essenzialmente la Messa? La Messa è il memoriale del Mistero pasquale di Cristo e ci rende partecipi della sua vittoria sul peccato e la morte.

Per capire bene il valore della Messa dobbiamo capire il significato biblico del “memoriale”. Esso è il ricordo degli avvenimenti del passato. Proprio così Israele intende la sua liberazione dall’Egitto: ogni volta che viene celebrata la Pasqua, gli avvenimenti dell’Esodo sono resi presenti alla memoria dei credenti affinché conformino ad essi la propria vita. La Messa è quindi il memoriale della sua Pasqua per farci uscire dalla schiavitù e introdurci nella terra promessa della vita eterna. È fare presente quello che è accaduto venti secoli fa.

L’Eucaristia ci porta sempre al vertice dell’azione di salvezza di Dio: il Signore Gesù, facendosi pane spezzato per noi, riversa su di noi tutta la sua misericordia e il suo amore, come ha fatto sulla croce, così da rinnovare il nostro cuore, la nostra esistenza e il nostro modo di relazionarci con Lui e con i fratelli.

Partecipare alla Messa significa entrare nella vittoria del Risorto, essere illuminati dalla sua luce, riscaldati dal suo calore. Attraverso l’eucaristia lo Spirito Santo ci rende partecipi della vita divina che è capace di trasfigurare tutto il nostro essere mortale. E nel suo passaggio dalla morte alla vita, dal tempo all’eternità, il Signore Gesù trascina anche noi con Lui a fare Pasqua. Nella messa Cristo vive in noi e noi viviamo in Lui. «Sono stato crocifisso con Cristo – dice San Paolo -, e non vivo più io, ma Cristo vive in me. E questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me» (Gal 2,19-20). Così pensava Paolo.

Il suo sangue ci libera dalla morte e dalla paura della morte afferma il Santo Padre. Ci libera dal dominio della morte fisica e ma dalla morte spirituale che è il male, il peccato. E allora la nostra vita viene inquinata, perde bellezza, perde significato, sfiorisce. Cristo invece ci ridà la vita: «Risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita».

Se l’amore di Cristo è in me, posso donarmi pienamente all’altro, nella certezza interiore che se anche l’altro dovesse ferirmi io non morirei. Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura. Questo è la Messa: entrare in questa passione, morte, risurrezione, ascensione di Gesù; quando andiamo a Messa è come se andassimo al calvario, lo stesso. Quando noi entriamo in chiesa per celebrare la Messa pensiamo questo: entro nel calvario, dove Gesù dà la sua vita per me.

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1 Commento

Ivana Barbonetti il 23 Novembre 2017 alle 8:35 am.

Se l’altro dovesse ferirmi io non morirei;——-mi aiuto’ e mi aiuta l’esempio di vita vissuta di S. Madre Teresa, fare tutto per amore a Gesu’, le Sue suorine camminano e pregano; PER AMORE DI GESU’. Se non ci fosse questo nel cuore, e’ difficile donarsi e amare.
Personalmente da anni pregavo di avere il dono dell’astuzia del serpente nella leggerezza della colomba (e’ scritto nella Bibbia), oggi amo e mi dono, ma con amore dove necessita mi difendo, sono piu’ “leggera” e continuo a donarmi e amare, “non muoio”.

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