Non c’è unità senza conversione, preghiera, santità di vita

Non c'è unita' senza conversione, preghiera, santità di vita

Quest’oggi Papa Francesco ha incontrato i partecipanti al Colloquio Ecumenico di religiosi e religiose della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le società di Vita Apostolica, nella Sala del Concistoro in Roma: durante il suo discorso, il Pontefice, ha ricordato come “la volontà di ristabilire l’unità di tutti i cristiani è presente naturalmente in tutte le Chiese e riguarda sia clero che laici“.

L’ecumenismo spirituale – ha detto il Santo Padre – è l’anima del movimento ecumenico” e trova i suoi più forti pionieri proprio nella “vita religiosa, che affonda le sue radici nella volontà di Cristo e nella tradizione comune della Chiesa indivisa“.

A memoria di tutto questo l’esempio di “varie comunità religiose che si dedicano intensamente a tale obiettivo e sono luoghi privilegiati di incontro tra cristiani di diverse tradizioni: … alla vita religiosa appartiene la ricerca dell’unione con Dio e dell’unità all’interno della comunità fraterna, realizzando così in modo esemplare la preghiera del Signore «perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21)“.

È in tal senso che è indispensabile il contributo della vita religiosa al movimento ecumenico: “la vita religiosa ci mostra precisamente che questa unità non è frutto dei nostri sforzi – ha chiarito Papa Francesco – l’unità è un dono dello Spirito Santo, il Quale realizza l’unità nella diversità“.

Non solo: la vita religiosa ci insegna un’altra cosa: “essa ci rivela anche che questa unità può compiersi soltanto se camminiamo insieme – ha aggiunto il Vescovo di Roma – se percorriamo la via della fraternità nell’amore, nel servizio, nell’accoglienza reciproca“.

È in tal senso che comprendiamo che “non c’è unità senza conversione“, “non c’è unità senza preghiera“, “Non c’è unità senza santità di vita“. Infatti “al centro di ogni ricerca di unità, e dunque di ogni sforzo ecumenico, vi è anzitutto la conversione del cuore“; secondo “l’impegno ecumenico risponde, in primo luogo, alla preghiera dello stesso Signore Gesù e si basa essenzialmente sulla preghiera” e infine “la chiamata alla santità di vita, che è l’unico vero cammino verso l’unità“.

Per giungere all’unità dei cristiani dobbiamo essere in grado di effettuare “una conversione del nostro stesso sguardo – ha quindi concluso Francesco – cercare di guardarci gli uni gli altri in Dio, e saperci mettere anche dal punto di vista dell’altro: ecco una duplice sfida legata alla ricerca dell’unità, sia all’interno delle comunità religiose, sia tra i cristiani di diverse tradizioni“.

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6 Commenti

BARBARA BETTAZZI il 26 gennaio 2015 alle 3:47 pm.

QUANDO CI FANNO TROPPO DEL MALE E’ DIFFICILE DIFENDERCI SENZA DIVENTARE COME LORO ED INSISTERE A ” COLPIRLI”…, MA NOI NON VOGLIAMO ESSERE COME QUEI MALVAGI, A NOI PIACE LA DOLCEZZA DELL’ AMORE DI DIO E DEI SUOI ” INVIATI” IN MEZZO A NOI. COSI’ PREGHIAMO LA MADONNA CHE CI PROTEGGA DA TALE TENTAZIONE…CHE NON CI APPARTIENE PERCHE’ AMIAMO DIO. PREGHIAMO LA MADONNA CHE CI PROTEGGA ANCHE DA QUESTO E CI GUIDI VERSO LA GIUSTA STRADA. AMEN.

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Rosa Dalmiglio il 25 gennaio 2015 alle 3:15 pm.

l’unità nella diversità non è una esclusiva cristiana ma una necessità nell’era della globalizzazione, credo che guardarsi negli occhi sia una buona partenza,ieri al Metropolitan Museum, il Prof. Ali Asani ha parlato della Cultura Islamica nell’Arte
nel 2005 la Cina presentava al Louvres Museum le 56 minoranze cinesi,
l’unità si costruisce anche attraverso la conoscenza e le religioni nell’arte
facilitano l’incontro e l’unità nella diversità

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Lucia il 25 gennaio 2015 alle 12:11 am.

Che meraviglia sentire queste grandi parole dal Santo Padre, per me che cerco di fare tutto quello che posso per aiutare le persone alla comprensione degli altri nel rispetto delle differenze, perchè siamo tutti diversi. E perché solo così si può creare collaborazione e unità per costruire un mondo vivibile. E caro Papa Francesco Lei oggi mi dà una grande lezione con il suo richiamo alla spiritualità del vivere in Dio: c’è Unità quando c’è la conversione del cuore, quando c’è santità di vita e la capacità di guardarci l’un l’altro in Dio… Grazie ancora !

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angelica il 24 gennaio 2015 alle 9:48 pm.

Mi piacerebbe tanto che questo pensiero del nostro amatissimo Papa venisse fatto proprio e realmente da tutti i consacrati, che rappresentano un po’ le guide , i padri e le madri di tutti noi cristiani.
Purtroppo sto assistendo a un cattivo esempio, tra tutte le esperienze di bella testimonianza di religiosi chiamati da Dio, per cui talvolta c’è un abuso di potere di alcuni religiosi o religiose verso gli altri del loro stesso ordine, così da minacciare trasferimenti all’improvviso o calunniando l’operato di un fratello o di una sorella quando questi hanno testimoniato l’amore di Dio uscendo anche dalle loro mura e invadendo i cuori di chi magari era impensabile da coinvolgere in un cammino di cristianità.
Ancor più triste è il fatto che questo venga operato a danno di religiosi stranieri, che talvolta hanno uno spirito più pratico e meno bacchettone di alcuni religiosi italiani.
Chiedo pertanto una preghiera per le persone in questo senso oppresse dai propri superiori e voglio pregare per questi superiori perché si lascino invadere il cuore da Dio per una vera conversione.
Angelica

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francesco il 24 gennaio 2015 alle 7:49 pm.

il santo padre tocca il punto nevralgico della conversione. dio e con noi la croce ci deve esaltare ,seguendo il vangelo tutti i giorni ciaiutera a convertirci.

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Giulio Stoico il 24 gennaio 2015 alle 6:20 pm.

Io mi ricordo, che Don Oreste fondatore della mia Comunità

di appartenenza diceva sempre che se vi mettiamo in ginocchio in preghiera riusciamo a stare in piedi,e quindi a vivere le nostra vocazione,
in ogni ambito,risiolvendo problemi ed ostacoli di qualsiasi genere.
Questo i lo sperimento perchè quando prego ho una relazione amichevole e di ascolto, con Dio il quale mi aiuta nel camminare nella luce
e mi aiuta ad avere pace con me stesso e con quelli che incontro o mi circondano, perchè la preghiera mi fa entrare in comunione con lo Spirito Santo(Cristo), e con i fratelli di qualsiasi ceto sociale e del mondo che mi circonda.

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