Nuovo umanesimo del lavoro: serve educare alla legalità

Nuovo umanesimo del lavoro: serve educare alla legalità

Papa Francesco ha celebrato oggi il Giubileo dei Lavoratori, incontrando i membri del Movimento Cristiano dei Lavoratori ai quali ha espresso il suo auspicio che il lavoro sia per tutti: affidando loro il difficile compito di sostenere i giovani disoccupati, il Santo Padre ha ricordato che il lavoro è una delle vocazioni più antiche dell’uomo, ma oggi disoccupazione e illegalità mettono in pericolo la dignità che deriva dal lavoro. Serve un nuovo umanesimo del lavoro, che apra alla speranza per tutti, particolarmente per i giovani.

Parlando agli oltre 7.000 fedeli riuniti in Aula Paolo VI, il Santo Padre ha usato l’immagine della piovra per descrivere l’illegalità e gli effetti che produce nel mondo del lavoro: “l’illegalità è come una piovra che non si vede – ha commentato Bergoglio – sta nascosta, sommersa, ma con i suoi tentacoli afferra e avvelena, inquinando e facendo tanto male”.

Il Vescovo di Roma ha invitato a rifiutare nettamente quelle che ha definito come le “compravendite morali“, ovvero le “tentazioni, piccole o grandi” alle quali siamo esposti: iniziano con piccole azioni, apparentemente innocue, ma intanto il cuore si abitua ad esse, e crescono come il lievito, poco ma costantemente. Esse sono “indegne dell’uomo” e – ha aggiunto il Papa – “vanno respinte, abituando il cuore a rimanere libero. Altrimenti, ingenerano una mentalità falsa e nociva, che va combattuta: quella dell’illegalità, che porta alla corruzione della persona e della società“.

L’alternativa all’illegalità, ha spiegato Francesco, è l’educazione: “educare è una grande vocazione: come san Giuseppe addestrò Gesù all’arte del falegname, anche voi siete chiamati ad aiutare le giovani generazioni a scoprire la bellezza del lavoro veramente umano” e in questo modo “percorrere la strada, luminosa e impegnativa, dell’onestà, fuggendo le scorciatoie dei favoritismi e delle raccomandazioni“.

Occorre formare a un nuovo ‘umanesimo del lavoro’, dove l’uomo e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo” –  ha dunque concluso Papa Francesco – “perché viviamo in un tempo di sfruttamento dei lavoratori, dove si sfruttano i lavoratori; in un tempo, dove il lavoro non è proprio al servizio della dignità della persona, ma è il lavoro schiavo“.

Non perdete l’occasione di leggere da casa le parole di Papa Francesco espresse alle udienze pubbliche di questo anno giubilare, acquistando nelle edicole Papa Francesco News, il nuovo mensile che vi permette di rimanere sempre in ascolto delle riflessioni del Santo Padre.

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7 Commenti

Giovanna Evangelista il 19 Gennaio 2016 alle 12:14 pm.

Santo Padre , le tue parole sulla legalità sono sacrosante ma la realtà che viviamo è tutta improntata sul clientelismo e sulle raccomandazioni e le persone che studiano che si impegnano sono spesso fermate e ostacolate da chi invece “conosce”.

Io voglio credere che il mondo possa cambiare e non so se posso permettermi ma un buon esempio dovrebbe essere proprio il Vaticano al quale accedono solo pochi eletti….

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Nella il 18 Gennaio 2016 alle 5:48 am.

Ti voglio bene Papa Francesco,condivido tutto ogni parola,ogni pensiero. Ringraziò il buon Dio di averci donato un pastore quale Sei.

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attilio il 17 Gennaio 2016 alle 10:23 am.

Buon giorno, Papa Francesco, per creare un equilibrio, di lavoro, innovazione, sviluppo, crescita, salute, spinta, amore, matrimoni, famiglia, vita, sicurezza, pace, speranza?
Questi: bambini, giovani, coppie,non anno colpa se manca la spinta, l’equilibrio, tutta colpa delle calzature in commercio, privi di basi, rivestiamo tutti, con una postura, piatta è scorretta?
LE basi è radici, possono cambiare è ricostruire, un futuro migliore, per cancellare, tutte le tragedie, violenza, malattie, con + basiiiiiiiiiiiiiiiii
Buona settimana Papa Francesco!!!
SCARPA FUTURA: CREA BASIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

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Ivana Barbonetti il 17 Gennaio 2016 alle 8:39 am.

Santo Padre, Tu chiami tutti noi a essere educatori. Io credevo a questo dovere sociale, l’ho attuato nelle mie possibilita’, mai deresponsabilizzanti, dove non sapevo, lo dicevo e mi prendevo il tempo per conoscere bene e poi rispondere.—Dalle menti chiuse, sono stata tacciata di essere una “maestrina”, da quelli che sono sicuri di fare bene, non cercano o accettano confronto, energie e parole sprecate. Poi se non hai un’incarico ufficializzato, non conti e non devi neanche parlare.–Ora sono accorta a interagire con chi “cerca” per crescere e aiutare a crescere a sua volta gli altri, altrimenti non li considero piu’, non li aiuto perché non vogliono essere aiutati, ma solo compatiti. Questo per la mia mentalita’, e’ una condizione umiliante a cui alcuni esseri umani ci si grogiolano, per questo vanno avanti cosi all’infinito.–Grazie del Tuo incoraggiamento e chiarificazione che questo comportamento e’ corretto agli occhi di DIO, nonostante gli ignavi, continuero’ in quello che DIO vorra’.—Ivana Barbonetti.

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Filomena Ciavarella il 17 Gennaio 2016 alle 6:29 am.

E’inmportante insegnare un nuovo umanesimo del lavoro nel verbo che si è fatto carne.
Il cielo stellato sopra di noi acquista un significato vero.

Buona giornata e tanta felicità

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teodora il 18 Gennaio 2016 alle 11:19 am.

Non solo insegnare ma, innanzitutto, osservare e praticare soggettivamente. Chi lo fa? Il “cielo stellato…..?!

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teodora il 16 Gennaio 2016 alle 6:38 pm.

L’onestà appare sempre di più un miraggio. Gli onesti sono stati sempre emarginati dai poteri consolidati nell’affarismo speculativo e nei cicuiti privilegiati.
Oggi, tutto ciò si è acuito, compromettendo gravemente presente e futuro di intere generazioni.
Ed è amaro constatare, che al di là di sfacciati enfatismi svianti la realtà, per i nostri figli (anche laureati) non c’è alcuna garanzia di dignitoso superamento di una crisi avvilentemente statica
Finché c’è il supporto dei genitori, ancora si riescono ad affrontare le difficoltà. Poi?!!!

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